Nelle credenze popolari della Sardegna centro-meridionale, la Coga o Bruxa (al plurale is Cogas o is Bruxas) era la cosiddetta strega. Durante la notte, in gruppo, si intrufolavano nelle case dove c'erano dei neonati (di sesso maschile principalmente) per ucciderli. Per scongiurare tale eventualità, i genitori ponevano sulla culla del neonato un bastone di canna e un rosario benedetto. Queste creature tenebrose quando giungevano accanto alla culla iniziavano a contare i grani del rosario, senza però mai riuscire a contarli tutti prima dell'alba, quando oramai sarebbero dovute scappare per non essere colpite dalla luce del sole.

CaratteristicheModifica

Si narra che una coga sia la settima figlia di una famiglia nella quale sono nate solo femmine.

AspettoModifica

Le Cogas avevano l'aspetto di vecchie megere ma si riconoscevano soprattutto perché avevano un piccolo pezzo di coda da quando erano nate e avevano la capacità di assumere qualsiasi forma.

Villacidro e la tradizione delle CogasModifica

Villacidro, paese del Sud Sardegna, è rinnomato per il suo appellativo: Sa bidda de is cogas. Si racconta che San Sisinnio, loro acerrimo nemico, riuscì a cacciarle dal paese.[1]

Le Cogas secondo altre cultureModifica

La figura delle Cogas può essere associata a quella di Lilith antica divinità sumera, che per la cultura ebraica è un demone femminile, che può far del male ai neonati nel periodo che precede la circoncisione. Per tradizione infatti per proteggerli dal demone viene posto un amuleto attorno al collo dei neonati maschi. Si dice anche che per ingannare Lilith, non si taglino i capelli a un bambino fino a una certa età per far credere al demone che si tratti di una femmina. Pare che per lo stesso motivo in Sardegna, ma anche in altre regioni, non si tagliassero i capelli ai bambini maschi prima che essi avessero compiuto il loro primo anno di vita; altrove in Italia, per far sì che una strega non facesse del male al bambino, si metteva, invece del rosario, una scopa accanto alla culla, così che la strega si metteva a contare le setole e quindi veniva distratta dal suo compito.

NoteModifica

  1. ^ Villacidro paese di streghe?, su paesedellestreghe.it. URL consultato il 7 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2008).

BibliografiaModifica

  • Pietro Panetta, Il grimorio delle creature mitiche dei Grimm, Occhi nel Faro editore, 2018, ISBN 9780244063771.
  • Gian Piero Marcialis, Bidda de is cogas (Il paese delle streghe), Fiore edizioni, 2007, ISBN 9788888729169.
  • Efisio Cadoni, Cogas: racconti di streghe tra storia e leggenda, Booksprint editore, 2012, ISBN 9788867422760.
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