Apri il menu principale

Commissario prefettizio

Il commissario prefettizio, nell'ordinamento giuridico italiano, indica l'organo monocratico di amministrazione straordinaria del comune o della provincia. Nelle regioni autonome viene denominato "Commissario straordinario".

Indice

Disciplina normativaModifica

È previsto dall'art. 141 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali)[1]. Tale denominazione non è, peraltro, utilizzata dalla legge, che parla semplicemente di commissario.

In seguito all'approvazione della legge 7 aprile 2014, nº56, la possibilità di commissariamento di una provincia è ridotta alle amministrazioni, non riformate, elette nel 2010 e nel 2011, oltre che alle province regionali (oggi soppresse) della Sicilia e alle province della Sardegna in virtù delle legislazioni delle regioni e province a statuto speciale, concernenti i commissari regionali.

Casi di nominaModifica

Scioglimento del consiglio comunale e provincialeModifica

Il commissario, di solito un funzionario della carriera prefettizia, è nominato a seguito dello scioglimento del consiglio comunale o provinciale con lo stesso decreto di scioglimento, adottato dal Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell'interno, in esito ad una procedura avviata dal prefetto competente per territorio. Peraltro, iniziata la procedura ed in attesa del decreto di scioglimento, il prefetto, per motivi di grave e urgente necessità, può sospendere, per un periodo comunque non superiore a novanta giorni, il consiglio e nominare un commissario per la provvisoria amministrazione dell'ente.

Lo scioglimento del consiglio può essere disposto, ai sensi dell'art. 141 del D.Lgs. 267/2000:

  • quando abbia compiuto atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge, nonché per gravi motivi di ordine pubblico;
  • quando non possa essere assicurato il normale funzionamento degli organi e dei servizi per le seguenti cause:
    • impedimento permanente, rimozione, decadenza, decesso del sindaco o del presidente della provincia (in tal caso, tuttavia, non si fa luogo alla nomina del commissario perché al sindaco o presidente subentra, fino alle nuove elezioni, il vicesindaco o vicepresidente della provincia);
    • dimissioni del sindaco o del presidente della provincia;
    • cessazione dalla carica per dimissioni contestuali, ovvero rese anche con atti separati purché contemporaneamente presentati al protocollo dell'ente, della metà più uno dei membri assegnati (non computando a tal fine il sindaco o il presidente della provincia);
    • riduzione del consiglio, per impossibilità di surroga, alla metà dei suoi componenti;
  • quando non sia approvato nei termini il bilancio;
  • quando l'ente, con più di mille abitanti, sia sprovvisto dei relativi strumenti urbanistici generali e questi non siano adottati entro diciotto mesi dalla data di elezione degli organi (in questo caso, il decreto di scioglimento è adottato su proposta del Ministro dell'interno di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti).

Nelle regioni a statuto specialeModifica

Nelle cinque regioni autonome viene invece nominato un "Commissario straordinario", in quanto il decreto è firmato dal Presidente della Regione, su istruttoria dell'assessore alle Autonomie locali. Di solito viene scelto per l'incarico un funzionario dell'Amministrazione regionale. Possono esserci anche commissari straordinari per il vertice dell'amministrazione o anche solo per il consiglio [2]

Scioglimento per infiltrazioni o condizionamenti mafiosiModifica

Un'altra ipotesi di scioglimento del consiglio (o degli organi di vertice di altri enti locali, come le aziende sanitarie) è prevista dagli articoli 143-146 del D.Lgs. 267/2000, quando emergono elementi concreti, univoci e rilevanti su collegamenti diretti o indiretti degli amministratori locali con la criminalità organizzata o su forme di condizionamento degli amministratori stessi, che compromettono la libera determinazione degli organi elettivi e amministrativi e il buon andamento delle amministrazioni comunali e provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi alle stesse affidati ovvero che risultano tali da arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica. Questo si applica invece anche nelle regioni a statuto speciale.

Prima dello scioglimento viene nominata una commissione d'indagine dal prefetto competente per territorio, che entro tre mesi compie gli accertamenti sull'ente locale. Il prefetto, sentita la commissione provinciale dell'ordine e la sicurezza, relaziona sull'eventuale sussistenza di infiltrazioni o condizionamenti di tipo mafioso al ministero dell'interno. Lo scioglimento è disposto con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, e la gestione è assicurata non da un commissario monocratico ma da una commissione straordinaria, composta da tre membri scelti fra funzionari pubblici e magistrati, in servizio o in quiescenza (di solito due provengono dalla carriera prefettizia e uno è dirigente amministrativo dell'Amministrazione civile dell'Interno).

FunzioniModifica

Il commissario ha il compito di amministrare l'ente fino all'elezione del nuovo consiglio e del nuovo sindaco o presidente della provincia, da tenersi nel primo turno elettorale utile previsto dalla legge (di solito in primavera). Nel caso di infiltrazione o condizionamento di tipo mafioso, lo scioglimento conserva i suoi effetti per un periodo da 12 a 18 mesi, prorogabili fino ad un massimo di 24 in casi eccezionali, e a seguire fino al primo turno elettorale utile, possibile in questo caso anche a novembre-dicembre.

Durante il periodo di scioglimento, il commissario esercita le attribuzioni conferitegli con il decreto che lo ha nominato; normalmente unisce in sé tutti i poteri degli organi del comune o provincia: sindaco o presidente, giunta e consiglio. In virtù di tali poteri può compiere qualunque atto, sia di ordinaria che di straordinaria amministrazione; tuttavia, non dovendo rispondere agli elettori, difficilmente assume decisioni di portata strategica.

Negli enti di maggiori dimensioni il commissario è affiancato da uno o più sub-commissari ai quali delega parte delle sue attribuzioni.

DurataModifica

Il periodo di commissariamento, varie per le due ipotesi. Nel primo caso dura fino alla prima tornata utile di elezioni amministrative, mentre nel caso di scioglimento per infiltrazioni mafiose, la durata è da 12 a 18 mesi, prorogabili fino a 24 mesi per casi eccezionali.

NoteModifica

  1. ^ Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articolo 141, in materia di "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali."
  2. ^ Città metropolitana di Messina

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica