Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 (Chopin)

composizione di Fryderyk Chopin
Concerto per pianoforte e orchestra n. 1
The first page of the score from Frédéric Chopin's Piano Concerto No. 1 in E minor, Op. 11.png
La prima pagina della partitura
CompositoreFryderyk Chopin
Tonalitàmi minore
Tipo di composizioneconcerto
Numero d'opera11
Epoca di composizione1830
Prima esecuzioneVarsavia, 11 ottobre 1830
PubblicazioneBreitkopf & Härtel, Lipsia, dopo il 1850
DedicaFriedrich Kalkbrenner
Durata media40 minuti
Organicopianoforte solista, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, trombone, timpani, archi
Movimenti
I Allegro maestoso
II Romanza – Larghetto
III Rondò – Vivace
Ascolto
1. Allegro maestoso (info file)
2. Romanze – Larghetto (info file)
3. Rondo – Vivace (info file)
Zuzana Šimurdová, pianoforte
The Mazurka String Quartet

Il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in mi minore, op. 11 fu composto da Frédéric Chopin nel 1830, quando aveva vent'anni. Fu eseguito per la prima volta l'11 ottobre dello stesso anno, a Varsavia, con il compositore come solista, durante uno dei suoi concerti di "addio" prima di lasciare la Polonia.

Ritratto di Chopin di Ambroży Mieroszewski (1829)

Fu il primo dei due concerti pianistici di Chopin ad essere pubblicato e fu quindi denominato Concerto per pianoforte n. 1 al momento della pubblicazione, anche se in realtà era stato scritto immediatamente dopo la prima di quello che è stato successivamente pubblicato come Concerto per pianoforte e orchestra n. 2.

InfluenzeModifica

Il concerto è dedicato a Friedrich Kalkbrenner. Mentre lo componeva Chopin scrisse a Tytus Woyciechowski: "Qui senza dubbio osservi la mia tendenza a sbagliare contro la mia volontà. Quando qualcosa si è insinuato involontariamente nella testa tramite i miei occhi, mi piace assecondarlo, anche se potrebbe essere tutto sbagliato"[1]. Chopin si stava riferendo al soprano Konstancja Gładkowska, che era per lui l'"ideale" dietro al Larghetto del suo secondo concerto per pianoforte.

Prima e accoglienzaModifica

Le opinioni sul concerto differiscono. Alcuni critici ritengono che il sostegno orchestrale com'è scritto sia arido e poco interessante: in particolare il critico James Huneker scrisse in Chopin: L'uomo e la sua musica che "non è Chopin al suo meglio"[2]. D'altra parte altri critici sottolineano che il supporto dell'orchestra è scritto con cura per adattarsi al suono del pianoforte, e che la semplicità dell'arrangiamento è in deliberato contrasto con la complessità dell'armonia. Robert Schumann recensì i concerti di Chopin nel 1836 per la Neue Zeitschrift für Musik, sostenendo che "Chopin introduce lo spirito di Beethoven nella sala da concerto"[3] con questi pezzi.

La prima, l'11 ottobre 1830, fu "un successo... un teatro pieno". Secondo il Kurier Warszawski c'era "un pubblico di circa 700 persone". Il concerto fu eseguito con Chopin stesso al pianoforte e Carlo Evasio Soliva direttore d'orchestra. Il pezzo fu seguito da "fragorosi applausi". Sette settimane dopo, a Parigi, in seguito alle sommosse politiche in Polonia, Chopin suonò il suo concerto per la prima volta in Francia alla Salle Pleyel. Ebbe ancora una volta una buona accoglienza. François-Joseph Fétis scrisse il giorno dopo ne La Revue musicale: "C'è spirito in queste melodie, c'è fantasia in questi passaggi, e ovunque c'è originalità"[4].

StrutturaModifica

Il concerto è formato dai tre movimenti tipici dei concerti strumentali del periodo:

  1. Allegro maestoso
  2. Romanza – Larghetto (mi maggiore)
  3. Rondò – Vivace in mi maggiore

Primo movimentoModifica

Allegro maestoso, un'esecuzione tipica dura 20 minuti.

Sia il primo che il secondo movimento presentano modulazioni insolite; nell'Allegro di apertura, l'esposizione modula al parallelo maggiore, i-I, invece del previsto i-III. Questa relazione tonale (i-III) tra il secondo e il terzo tema avviene infine nella ricapitolazione, dove ci si sarebbe aspettata una vera e propria modulazione i-I, producendo un effetto diverso.

Il primo movimento del concerto in mi minore ha tre temi, che vengono introdotti dall'orchestra. Il pianoforte suona quindi il primo tema (battuta 139), seguito dal secondo tema lirico (battuta 155), accompagnato dal motivo principale del primo tema in contrappunto basso. Il terzo tema è in mi maggiore, introdotto nell'esposizione dell'orchestra e ripreso dal piano (batt. 222). Lo sviluppo inizia nella battuta 385, con l'apertura del pianoforte con il secondo tema; l'orchestra sviluppa quindi il primo tema. La ripreasa inizia alla battuta 486 con l'orchestra che suona il tema di apertura.

Secondo movimentoModifica

Romanza - Larghetto, un'esecuzione tipica dura circa 10 minuti.

La Romanza, sebbene non sia strettamente in forma sonata, ha il suo secondo tema dell'esposizione attribuibile al modello classico di modulazione alla dominante (I-V), e, quando ritorna, modula alla mediante (III). Chopin scrisse nella stessa lettera a Tytus, dicendo: "Non è pensato per creare un effetto potente; è piuttosto una romanza, calma e malinconica, che dà l'impressione di qualcuno che guarda dolcemente verso un punto che richiama alla mente mille ricordi felici. È una sorta di fantasticheria al chiaro di luna in una bella sera di primavera"[5] Il secondo movimento è stato descritto come "qualcosa che mostra senza vergogna i sentimenti".[6].

Terzo movimentoModifica

Rondò - Vivace, un'esecuzione tipica dura circa 10 minuti.

Scritto con molto temporeggiamento, esitazione e difficoltà, il terzo movimento presenta i ritmi della Krakowiak, una danza sincopata a tempo veloce, popolare nella contemporanea Cracovia[7]. Divenne uno degli ultimi pezzi scritti da Chopin prima dei disordini politici in Polonia che gli impedirono di tornare. Quando, dopo aver completato il Rondò nell'agosto del 1830, lo suonò in privato - prima con un quartetto d'archi e poi con un piccolo gruppo orchestrale - disse con orgoglio, "Rondò - impressionante. Allegro - forte".

Eredità culturaleModifica

Nel film del 1976 Quella strana ragazza che abita in fondo al viale si può ascoltare questo concerto, eseguito dal pianista Claudio Arrau e dalla London Philharmonic Orchestra[8]. Un'esecuzione di questo concerto ha anche un posto di rilievo nel film britannico del 2015 The Lady in the Van.

Il secondo movimento è suonato nel momento culminante del film del 2012 di Don Hertzfeldt It's Such a Beautiful Day. Questo movimento è anche presente nel film del 1998, The Truman Show.

NoteModifica

  1. ^ Quotes by Chopin, su Chopin Project. URL consultato il 3 gennaio 2016.
  2. ^ James Huneker, Chopin: The Man and his Music, 1ª ed., C. Scribner's Sons, 1900, p. 303.
  3. ^ James M. Keller, Chopin: Piano Concerto No. 1 in E minor, Opus 11, su San Francisco Symphony. URL consultato il 3 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  4. ^ Mieczysław Tomaszewski, Piano Concerto in E Minor, su The Fryderyk Chopin Institute. URL consultato il 3 gennaio 2016.
  5. ^ Alan Beggerow, Chopin - Piano Concerto No. 1 In E Minor, su Musical Musings, Blogspot. URL consultato il 3 gennaio 2016.
  6. ^ Frédéric Chopin: Piano Concerto No. 1 in E minor, su Classic FM. URL consultato il 3 gennaio 2016.
  7. ^ Michael Quinn, Chopin: Piano Concertos, su Linn Records, Linn. URL consultato il 3 gennaio 2016.
  8. ^ The Little Girl Who Lives Down the Lane, in Filmfacts, vol. 20, Division of Cinema of the University of Southern California, 1977, p. 134.

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