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Condotte d'acqua
Sede Condotte Roma.jpeg
Sede centrale a Roma.
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1880 a Roma
Sede principaleRoma
GruppoGrandi Opere General Contracting [1]
Persone chiaveGiuseppe Di Giovine amministratore delegato
Settorecostruzioni, grandi opere
Prodottiingegneria
Dipendenti2.800 (2018)
Sito web

Società Italiana per Condotte d'Acqua SpA, nota anche come Condotte d'acqua o semplicemente Condotte è un'azienda italiana che opera nel settore dell'ingegneria e delle costruzioni.

StoriaModifica

È stata fondata il 7 aprile 1880 come società anonima, con lo scopo di progettare, costruire e gestire opere idrauliche, di bonifica e anche di costruzione di strade, gallerie, opere edili ed infrastrutture. È stata quotata alla borsa di Milano nel 1884.[2]

Fino al 1970 è stata di proprietà dell'Amministrazione Speciale della Santa Sede e di Bastogi. Dopodiché, è stata acquistata dal finanziere Michele Sindona che l'ha venduta al gruppo IRI-Italstat. Rimanendo impelagata nella costruzione faraonica del porto di Bandar Abbas, in Iran: con la rivoluzione di Khomeyni i pagamenti non furono più rispettati.[3]

In seguito viene acquisita e ricapitalizzata dal gruppo IRI-Iritecna. Nel 1997 è privatizzata da Fintecna con la cessione alla Ferrocemento Costruzioni e Lavori Pubblici spa del costruttore romano Paolo Bruno. La società esce dal listino della Borsa e alla scomparsa di Paolo Bruno nel febbraio 2013, rimane controllata dalla figlia, Isabella. Alla guida della società c'è già Duccio Astaldi, marito di Isabella Bruno e rappresentante di quel ramo della famiglia Astaldi uscito nel 2000 dall'azienda di famiglia (la Astaldi) controllata dal ramo familiare che fa capo a Paolo Astaldi.[3]

Dal 2016 Condotte fa parte del gruppo Grandi Opere General Contracting, controllata dalla holding Ferfina della famiglia Bruno Tolomei Frigerio. Con Duccio Astaldi presidente del consiglio di gestione e Franco Bassanini presidente del consiglio di sorveglianza.[4] Un francobollo ne celebra il centenario.

La crisi di liquidità della Condotte (la terza impresa di costruzioni italiane) emerge all'inizio del 2018 quando la società, indebitata per quasi 2 miliardi (un miliardo nei confronti delle banche e un miliardo nei confronti dei fornitori), presenta al tribunale di Roma la richiesta di concordato in bianco per far fronte al cospicuo portafoglio ordini (6 miliardi) e alla difficoltà di incasso degli ingenti crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione. Decine di opere chiave sono a rischio, dalla stazione Tav di Firenze alla Città della Salute di Sesto San Giovanni sino al nuovo Policlinico di Caserta. L'obiettivo dell'iniziativa, reso ancora più complicato dall'iniziativa giudiziaria per corruzione che ha portato all'arresto ai domiciliari del presidente Duccio Astaldi,[5] è di dare vita ad una newco con il consistente portafoglio ordini e di lasciare i debiti ad una bad company.[6]

Nell'estate del 2018 la società rischia il fallimento, per salvarla servono 200 milioni di euro.[7] Il 6 agosto 2018 sono nominati tre commissari (Matteo Uggetti, Giovanni Bruno, Alberto Dello Strologo) estratti a sorte da una lista di 14 nomi di professionisti: dovranno tentare di salvare la continuità aziendale della società in base alla legge Marzano.[8] Il primo intervento: il pagamento degli stipendi (bloccati da aprile) dei 2.800 dipendenti. A marzo 2019[9] viene presentato il piano di risanamento che prevede un prestito ponte da 60 milioni di Euro da 8 diversi istituti bancari, procedura approvata nel giugno 2019[10] dal Ministero dello sviluppo economico.

AttivitàModifica

La prima opera eseguita è stata il Canale Villoresi, per un totale di 80 km e 16 milioni di lire.

In seguito la società realizza tunnel ferroviari, condotte forzate, centrali idroelettriche, sbarramenti, 640 acquedotti, viadotti (fra cui il viadotto Polcevera a Genova, anche noto come "Ponte Morandi") e grattacieli. Inoltre Società Italiana per Condotte d'Acqua ha eseguito i lavori per la costruzione del versante italiano del Traforo del Monte Bianco.

Nel momento più grave della crisi aziendale, nell'estate del 2018, le situazioni più delicate erano: il traforo del Brennero in territorio austriaco (Condotte ha una partecipazione del 35%, gli altri soci sono le austriache Porr e Interregger e l'italiana Itinera); il ponte Storstrom in Danimarca insieme a Itinera; il cantiere in Algeria in consorzio con Rizzani De Eccher per 150 chilometri di ferrovia; la Città della Salute di Sesto S.Giovanni con Lombardia Infrastrutture come ente appaltante; la Tav Verona-Brescia e la Tav Verona-Padova; il terzo valico Milano-Genova con Impregilo.[11]

Società controllateModifica

Fanno parte del Gruppo:[1]

  • Condotte America Inc. (In vendita)
  • Condotte Romania Srl
  • Condotte Algerie eurl
  • C2i Srl
  • Inso SpA (in vendita)
  • C.I. Power Srl
  • Tenuta Roncigliano Srl (in vendita)

NoteModifica

  1. ^ a b Gruppo Condotte, su condotte.com.
  2. ^ Alessandro Aleotti, Borsa e industria. 1861-1989: cento anni di rapporti difficili, Milano, Comunità, 1990, p. 47.
  3. ^ a b Astaldi: "Condotte cresce, pronti per la Borsa", su repubblica.it, 11 luglio 2016. URL consultato il 5 agosto 2018.
  4. ^ Condotte, le cariche sociali, su condotte.com. URL consultato il 5 agosto 2018.
  5. ^ Corruzione, arrestati presidente Condotte Spa, su ansa.it, 13 marzo 2018. URL consultato il 4 agosto 2018.
  6. ^ La crisi di Condotte mette a rischio decine di opere chiave, dalla stazione Tav di Firenze alla Città della Salute di Sesto S.Giovanni, su it.businessinsider.com, gennaio 2018. URL consultato il 4 agosto 2018.
  7. ^ Condotte vicina al fallimento. Servono 200 milioni per salvarla, su corriere.it, 4 luglio 2018. URL consultato il 4 agosto 2018.
  8. ^ Crisi Condotte, estratti a sorte i tre commissari, su ilgiornale.it, 7 agosto 2018. URL consultato l'8 agosto 2018.
  9. ^ st.ilsole24ore.com, https://st.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2019-03-04/condotte-salvataggio-pronto-altri-60-milioni-8-banche-210422.shtml.
  10. ^ st.ilsole24ore.com, https://st.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2019-06-17/decolla-salvataggio-condotte-via-libera-un-prestito-60-milioni-205258.shtml.
  11. ^ Rita Quarzé, Corriere della Sera, p. 31, 8 agosto 2018

Collegamenti esterniModifica