Congiunzione (linguistica)

parte del discorso che serve a unire tra loro due sintagmi in una proposizione
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In grammatica italiana, la congiunzione è la parte del discorso che serve a unire tra loro due sintagmi in una proposizione, oppure due proposizioni in un periodo e può anche trovarsi all'inizio delle frasi. Le congiunzioni si possono classificare in base alla loro forma o in base alla loro funzione.

Classificazione in base alla formaModifica

In base alla forma, le congiunzioni si suddividono in:

  • semplici: ovvero formate da una sola parola come: e, o, non, ma, pure, mentre, come, che, se, anzi, però, anche;
  • composte: se derivano dalla fusione di più parole come: cioè (ciò + è), affinché (a + fine + che), oppure (o + pure), perché (per + che), poiché (poi + che), appena (a + pena), eppure (e + pure), neanche (né + anche);
  • locuzioni congiuntive: se formate da gruppi di due o tre parole: anche se, dal momento che, ogni volta che.

Classificazione in base alla funzioneModifica

In base alla funzione, si distinguono in coordinanti e subordinanti.

Congiunzioni coordinantiModifica

Collegano parole o proposizioni che si trovano sullo stesso piano logico e che sono sintatticamente omogenee.
Esempio:

«C'ero anch'io, ma non ti ho incontrato»

Si distinguono in:

  • copulative positive: collegano due elementi: si tratta di e, nonché, anche, pure, inoltre, ancora, perfino, altresì [ma, eccezion fatta per e e nonché, si tratta piuttosto di avverbi che di vere e proprie congiunzioni (cfr. Cristiana De Santis, Enciclopedia Treccani in linea, congiunzioni]):
"Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno"
  • copulative negative: né, neanche, neppure, nemmeno,
"Non dirò bugie stupidaggini!"
  • disgiuntive: uniscono due parole mettendole in alternativa escludendone una come o, oppure, altrimenti, ovvero. Un'altra congiunzione disgiuntiva è ossia, che può usarsi per indicare una scelta equipollente o una correzione,
"Parla, o te ne pentirai!"
  • avversative: introducono un'opposizione come ma, tuttavia, però, pure, eppure, anzi, nondimeno, bensì, invece, sennonché, al contrario, per altro, ciò nonostante, cionnonostante. Le congiunzioni e anzi sono ormai di uso raro e introducono più una coordinazione sostitutiva che un'avversativa,
"Verrò a tavola con voi; tuttavia, rispetterò il digiuno"
  • conclusive: introducono una conclusione come dunque, perciò, quindi, pertanto, allora, insomma, ebbene, così. Esiste inoltre la congiunzione sicché, che si trova meno spesso nell'uso parlato corrente,
"Se A=B e B=C, allora A=C"
  • dichiarative (o esplicative): introducono una spiegazione collegata a un'affermazione che le precede come infatti, difatti, invero, cioè, ossia, ovvero, vale a dire, in effetti, in altre parole, in altri termini
"È una splendida giornata, infatti splende il sole"
  • correlative: si usano in coppia tra due proposizioni e mettono in corrispondenza due elementi: e... e, o... o, né... né, sia... sia, non solo... ma anche, ora... ora, tanto... quanto, tale... quale, così... come, come... così, sia che... sia che. Gli elementi introdotti possono quindi iterati (sia... sia) oppure variabili (nonché ... non),
"Prenderò sia la torta sia il gelato"
"Non prenderò la torta il gelato"
"O mangi la minestra, o salti dalla finestra".

Congiunzioni subordinantiModifica

Collegano due proposizioni mettendole su piani diversi: una proposizione principale, che regge il periodo, e una proposizione subordinata, che completa il significato della principale, ma ne dipende e non dà informazione senza di essa.
Esempio:
Dario non parlò perché aveva molta paura.

  1. Dario non parlò: proposizione principale,
  2. Perché (congiunzione causale) aveva molta paura: subordinata causale, spiega come mai Dario non abbia parlato, cioè completa l'informazione data dalla principale.

Le congiunzioni sono nominate diversamente, in ragione del tipo di frase subordinata che introducono. Sono congiunzioni:

  • causali quelle che introducono una subordinata causale: siccome, poiché, perché, in quanto che, giacché, dacché, dal momento che, per via che, visto che, dato che, come e spiegano la causa per cui si verifica l'evento espresso dalla principale:
"Siccome piove (subordinata causale), prenderò l'ombrello (principale)";
  • finali quelle che comunicano un fine, uno scopo come affinché, perché, acciocché:
"Te lo spiegherò di nuovo (principale) perché tu possa capire meglio (subordinata finale)";
  • consecutive quelle che esprimono una conseguenza dell'avvenimento principale come che, cosicché, sicché, tanto che, in modo che; nella principale può essere presente un avverbio in funzione di antecedente (così, tale, talmente, tanto)
"Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino" (tanto è l'antecedente nella principale, che la congiunzione consecutiva)
"Tania è così intelligente che tutti i compagni la invidiano" (così = antecedente nella principale; che = congiunzione consecutiva)
"Quell'uomo era talmente bello che nessuna donna poteva resistergli" (talmente = antecedente nella principale; che = congiunzione consecutiva)
"Il mio infortunio si è rivelato piuttosto serio; cosicché dovrò restar fermo per quattro mesi" (la principale non contiene alcun antecedente)
  • temporali quelle che introducono un'informazione di tipo temporale come quando, finché, fin quando, fintantoché, , da che, da quando, dopo che, prima che, intanto che, (non) appena, ogni qual volta, ogni volta che, una volta che, ora che, mentre, nel mentre che, allorché, allorquando:
"Canto a squarciagola, ogni qual volta faccio la doccia";
  • concessive quelle che esprimono una concessione al verificarsi della principale[1]. Anche se, anche quando, quand'anche, per quanto, sebbene, seppure, nonostante (che),, malgrado (che), benché, sebbene, quantunque, (anche) ammesso che:
"Nonostante (che) splenda il sole, fa un gran freddo";
  • condizionali: se, se solo, se appena, se pure, se mai, per poco che, niente niente (che), nulla nulla (che), quando, qualora, in quanto, purché, pur di, a condizione che, a condizione di, a patto che, a patto di, sempreché, in quanto, dove, ove, laddove:
"Dimmi qualsiasi cosa, purché parli";
  • modali ad esempio come, come se, nel modo che:
"Uscì di corsa come se ne andasse della sua vita";
  • avversative come mentre, quando, anziché, in luogo di, invece che, invece di:
"Adoro il formaggio, mentre i salumi mi danno la nausea";
  • eccettuative come eccetto che, fuorché, tranne che, salvo che, a meno che (non), a meno non, a meno di, se non che, se non, che.

"Andrò al mare, a meno che (non) piova"


  • esclusive limitate a senza, senza che.


  • limitative come a quanto, (in) quanto a, per quello che, per quanto, secondo quanto:
"Per quanto ne so, Ada potrebbe anche non presentarsi all'esame"
"A quanto ci risulta, il tuo amico è partito ieri sera"
"Secondo quanto affermano i giornali, gl'inquirenti sono a un passo dalla soluzione del mistero"
  • interrogative dirette come se, dove, come, quando, quanto, perché:
"Non so come faccia a resistere"
"Mi chiedo dove vivano quei due"
"Non puoi neanche immaginare quanto quell'abito sia scollato"
  • comparative come, così... come, più/meno... di come, più/meno... di quanto, più/meno/meglio/peggio... di quello [che], piuttosto che:
"Sei bravo più di quanto credessi";
  • comparativo-avversative piuttosto che, piuttosto di, più che:

"Piuttosto che punirlo, il docente si limitò ad ammonirlo verbalmente"

"Preferisco essere criticato piuttosto che ignorato"

"Più che essere lodato, vorrei ottenere il giusto riconoscimento del mio lavoro"

"Preferisco assumere un antibiotico piuttosto che farmi operare";

  • relative come dove, ove, donde, onde, comunque, dovunque, ovunque (ma anche gli aggettivi indefiniti qualunque e qualsiasi possono svolgere la funzione di congiunzione):
"Va dove ti porta il cuore"
"Comunque vada, sarà un successo"
"Qualunque sia la tua decisione, io la rispetterò".

NoteModifica

  1. ^ Enciclopedia Treccani on line Treccani - La cultura Italiana - Enciclopedia Archiviato il 3 dicembre 2013 in Internet Archive.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàThesaurus BNCF 50749 · NDL (ENJA00576467
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