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Consulta nazionale del Regno d'Italia

assemblea legislativa provvisoria del Regno d'Italia (1945-1946)
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Consulta nazionale del Regno d'Italia
Coat of arms of the Kingdom of Italy (1890).svg
129PalazzoMontecitorio.JPG
Palazzo Montecitorio, sede della Consulta Nazionale
StatoItalia Italia
TipoMonocamerale
Istituito5 aprile 1945
PredecessoreParlamento del Regno d'Italia
Operativo dal25 settembre 1945
Soppresso1 giugno 1946
SuccessoreAssemblea Costituente
PresidenteCarlo Sforza
Numero di membri440
SedeRoma
IndirizzoPalazzo Montecitorio, Piazza di Monte Citorio

La Consulta nazionale del Regno d'Italia, fu un'assemblea legislativa provvisoria, non elettiva, istituita dopo la fine della seconda guerra mondiale con lo scopo di sostituire il regolare parlamento fino a quando non fosse stato possibile indire regolari elezioni politiche. La prima riunione si tenne il 25 settembre 1945 (convocata dal governo di Ferruccio Parri) e fece le veci del Parlamento fino alle elezioni nazionali del 2 giugno 1946, quando vennero eletti i membri dell'Assemblea Costituente della Repubblica Italiana.

StoriaModifica

Il Decreto Legislativo Luogotenenziale del 5 aprile 1945, n. 146, istitutivo della Consulta Nazionale, dichiarava che scopo della Consulta era dare pareri sui problemi generali e sui provvedimenti legislativi del governo. Quest'ultimo era obbligato a sentire il parere della Consulta su alcune materie quali bilancio, imposte e leggi elettorali.[1]

L'effettiva costituzione della Consulta si ebbe quindi con il decr. luogotenenziale 22 settembre 1945, col quale furono nominati 440 consultori.

La Consulta, suddivisa in 10 commissioni, ratificò, tra le altre leggi, il decreto legislativo che assegnava ad un referendum popolare la scelta tra monarchia e repubblica. Inoltre ratificò una legge che permetteva per la prima volta in Italia il metodo di votazione a suffragio universale, maschile e femminile, dei membri dell'Assemblea Costituente "col sistema proporzionale a liste concorrenti, con collegi elettorali plurinominali e con un collegio unico nazionale per l'utilizzazione dei voti residui". Determinò la caduta del governo Parri, che aveva trovato all'atto del suo insediamento.

Fra il 25 settembre 1945 e il 9 marzo 1946 (ultima seduta) la Consulta Nazionale si riunì in totale 40 volte, ma alcune commissioni lavorarono fino al 10 maggio.

Il 2 giugno 1946 vi fu l'elezione della Costituente, la cui prima seduta fu il 25 giugno 1946. Dei 440 componenti della Consulta nazionale in 128 furono eletti deputati alla Costituente.

ComposizioneModifica

Il d.lgs.lgt. 30 aprile 1945, n.168, emanò le regole per la composizione e le proporzioni per le rappresentanze. Il numero complessivo dei consultori inizialmente era di 304, che rappresentavano tutti i sei partiti facenti parte del Comitato Liberazione Nazionale. Dei 304 componenti, 156 appartenevano ai partiti del CLN, 20 ad altri partiti, 46 alle organizzazioni sindacali, 12 ai reduci, 10 alle organizzazioni culturali, delle libere professioni e quadri aziendali, 60 agli ex parlamentari antifascisti, scelti fra ex deputati della XXVII legislatura o senatori nominati prima del 28 ottobre 1922 o che tennero atteggiamento di opposizione al governo fascista.

Per la prima seduta del 25 settembre 1945, che elesse l'ufficio di presidenza, i consultori erano divenuti 440 [2].

PresidentiModifica

CommissioniModifica

  • affari esteri
  • agricoltura e alimentazione
  • affari politici e amministrativi
  • giustizia
  • difesa nazionale
  • finanze e tesoro
  • industria e commercio
  • istruzione e belle arti
  • lavoro e previdenza sociale
  • ricostruzione - lavori pubblici e comunicazioni

NoteModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica