Apri il menu principale

Contaminatio

tecnica letteraria usata dai commediografi latini

La contaminatio fu una tecnica di scrittura utilizzata dagli antichi sceneggiatori romani.

Brevi cenni storiciModifica

Il teatro latino si basò quasi esclusivamente sui precedenti spettacoli del teatro greco.

Anzi, la storia della letteratura latina comincia nel 240 a.C. con uno spettacolo teatrale di Livio Andronico copiato da un dramma greco (cfr. Cicerone, Brutus).

Il teatro romano, fino a quel momento era stato di tipo popolare, fortemente imparentato con i riti per la fertitlità della natura, come i Fescennini, o caratterizzato dalle maschere fisse e dalla recitazione a soggetto, come nel caso dell'Atellana.

Quando perciò i Romani diedero il via alla produzione di un teatro professionale in lingua latina il modello di riferimento non poteva che essere il teatro greco.

In cosa consisteva la contaminatioModifica

Sappiamo da Terenzio (prologo dell'Andria) che Nevio fu il più antico sceneggiatore latino a utilizzare la tecnica della contaminatio. Prima di lui, Livio Andronico si era limitato a un'opera di traduzione degli originali greci. Dunque Nevio "contaminava" i testi, cioè, nel comporre la propria sceneggiatura, prendeva a modello un'opera greca; ma non si limitava a tradurla, come Andronico, bensì la arricchiva di scene nuove tratte, però, anch'esse, da opere drammatiche greche. Dunque lo scrittore che utilizzava la contaminatio non scriveva un'opera originale nel senso che diamo oggi noi al termine originalità, e tuttavia la contaminatio era un passo avanti rispetto alle semplice traduzione di Andronico. Questa tecnica non deve essere intesa come una semplice opera di collage di opere greche antecedenti, ma come la creazione di un'opera nuova tenendo conto, e liberamente ispirandosi, delle opere della Commedia Nuova greca. La contaminatio risulta essere così una tecnica efficace se usata con altrettanta abilità dal poeta stesso. Egli è così in grado di creare un nuovo capolavoro prendendo spunto da quel serbatoio della commedia ellenica, ritenuto inesauribile, dando nuovi apporti personali al tutto.

Autori che utilizzarono la contaminatio e suo esaurimentoModifica

Da Nevio in poi, tutti i successivi sceneggiatori latini utilizzarono tale tecnica, Plauto, Ennio, Terenzio, solo per citare i più noti.

Ovviamente, col passare del tempo, il pubblico era stanco di assistere alle stesse trame; infatti, per quanto il teatro greco fosse stato prolifico, il numero di opere da cui contaminare era pur sempre ristretto. Questo fu il motivo per cui si sviluppò un teatro latino che non parlava più di personaggi greci, ma di personaggi locali: così nacquero la fabula praetexta e la fabula togata.

Voci correlateModifica