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Coppa Intercontinentale
Altri nomi
  • Coppa Intercontinentale dei Club Campioni
  • Coppa Euro-Sudamericana Toyota
  • Coppa EUSA
SportFootball pictogram.svg Calcio
Tiposquadre di club
OrganizzatoreCONMEBOL e UEFA
TitoloCampione del mondo FIFA
Cadenzaannuale
Aperturadicembre
Partecipanti2
Formulagara unica
Storia
Fondazione1960
Soppressione2004
Numero edizioni43
Ultimo vincitorePorto
Record vittorie
Coppa Intercontinentale.svg
Coppa Intercontinentale

La Coppa Intercontinentale fu una competizione calcistica tenutasi annualmente tra il 1960 e il 2004 tra i club campioni in carica d'Europa e del Sudamerica.

Inizialmente la sua denominazione per esteso era "Coppa Intercontinentale dei Club Campioni", come aveva richiesto la FIFA per concedere la propria approvazione,[1] dal 1980 cambiò il proprio nome in "Coppa Europeo-Sudamericana" (European/South American Toyota Cup),[2] o più brevemente come "Coppa EUSA" (en. EUSA Cup) divenendo anche nota come "Coppa Europeo-Sudamericana Toyota" o Toyota Cup per motivi commerciali. Era gestita congiuntamente dalle confederazioni europea (UEFA)[3][4] e sudamericana (CONMEBOL),[5] e riconosciuta anche dalla FIFA come competizione ufficiale nonostante non sia stata da essa organizzata.[6][7][8][9][10] Nel 2005, infine, essa fu assorbita dalla Coppa del mondo per club FIFA.[11]

Nonostante l'esistenza in passato di diverse competizioni che rivendicavano il diritto di assegnare il titolo simbolico di campione del mondo (il Football World Championship, il Trofeo Sir Thomas Lipton, la Copa Rio e la Pequeña Copa del Mundo),[12] la FIFA riconosce solo la Coppa Intercontinentale come legittima antecedente ufficiale della propria Coppa del mondo per club.

Benché non sussista coincidenza statistica fra le due manifestazioni,[13][14] la FIFA considerava l'Intercontinentale una competizione mondiale in illo tempore poiché disputata dai rappresentanti dei due continenti con maggior sviluppo nella disciplina a livello di club e successo a livello di nazionali, nonché gli unici in cui si disputavano tornei confederali all'epoca della sua inaugurazione.[15] Nel 2017, infine, la FIFA ha ufficialmente equiparato i titoli della Coppa del mondo per club e della Coppa Intercontinentale, riconoscendo a posteriori anche i vincitori dell'Intercontinentale come detentori del titolo di "campione del mondo FIFA",[16][17][18] inizialmente attribuito soltanto ai vincitori della Coppa del mondo per club.[19]

Indice

FormulaModifica

La competizione si è sempre svolta annualmente. Dall'esordio nel 1960 all'edizione del 1979 le due sfidanti si incontravano in una gara d'andata e in una di ritorno nei rispettivi stadi; il continente in cui si disputava la partita di ritorno era alternato, sempre con cadenza annuale. Fino al 1968 era dichiarata campione la squadra che raccoglieva più punti, sicché in caso di parità dopo le due gare si disputava uno spareggio in uno stato diverso, comunque nel continente della formazione che aveva disputato in casa la gara di ritorno. Dal 1969 il regolamento fu modificato, introducendo la differenza reti in luogo della somma dei punti e abolendo così gli spareggi.

La collocazione nel calendario della manifestazione era instabile, al punto che le edizioni del 1975 e del 1978 non furono disputate per un mancato accordo sulle date in cui giocare. Dal 1980, con il trasferimento in Giappone come sede fissa e la sponsorizzazione da parte della Toyota, l'Intercontinentale si disputò in partita unica (dopo un primo esperimento nel 1973) e sempre al termine dell'anno solare.

StoriaModifica

Gli esordiModifica

 
Il secondo trionfo del Peñarol nel 1966; gli uruguaiani furono tra i maggiori protagonisti delle prime edizioni del torneo.

La Coppa Intercontinentale dei Club Campioni fu, nel 1960, la prima manifestazione ufficiale che individuava il miglior club al mondo.[15] In quell'anno il Real Madrid aveva conquistato la sua quinta Coppa dei Campioni consecutiva e, se il dominio delle merengues nell'allora unica competizione UEFA era indiscutibile, per poter essere dichiarati i migliori al mondo gli spagnoli avrebbero dovuto confrontarsi con la più forte rappresentante dell'unico altro continente al tempo calcisticamente sviluppato, il Sudamerica.

Per questa esigenza, la CONMEBOL organizzò un torneo per campioni nazionali simile a quello nato cinque anni prima in Europa,[20] che fu chiamato Coppa Libertadores: il vincitore si sarebbe incontrato in una doppia sfida contro i campioni dell'UEFA. Trent'anni dopo la Coppa Jules Rimet per le Nazionali, la Coppa Intercontinentale permise di laureare anche fra i club una squadra campione del mondo.[15]

Dall'iniziale prestigio al progressivo declinoModifica

 
Nestor Combin, attaccante del Milan, accasciato al suolo dopo i duri scontri del 1969 coi giocatori dell'Estudiantes (LP).

Il torneo affascinò subito i tifosi europei ma ancor di più quelli sudamericani, che vi vedevano un obiettivo decisamente superiore alla stessa Libertadores. Il clima surriscaldato rese le trasferte nell'emisfero australe molto impegnative, e le squadre europee a volte subirono ben poco ospitali accoglienze da parte dei paesi sudamericani:[21] su tutte la finale di ritorno del 1969 a Buenos Aires tra l'Estudiantes (LP) e i trionfatori del Milan, al termine della quale il rossonero d'origine argentina Nestor Combin fu arrestato per presunta renitenza alla leva,[22] e rilasciato all'alba solo dopo aver mosso le vie della diplomazia.[21] A causa di simili intemperanze e della difficile collocazione nel calendario internazionale, le fortune della coppa dei due mondi negli anni 1970 scemarono tanto rapidamente quanto erano cresciute nel decennio precedente.

Nel 1971 gli olandesi dell'Ajax furono i primi a rinunciare alla competizione, sostituiti dal Panathīnaïkos finalista perdente di Coppa dei Campioni; nel 1973 gli olandesi declinarono nuovamente, sostituiti dalla Juventus: la finale si disputò a Roma, il solo caso, dal 1960 al 1979, in cui il trofeo non fu assegnato con sfide di andata e ritorno. Nel 1974 il Bayern Monaco rinunciò, sostituito dall'Atlético Madrid, che diventò l'unico club ad aggiudicarsi la Coppa Intercontinentale come vicecampione del proprio continente.

Nel 1975 la manifestazione non fu disputata: le eventuali finaliste sarebbero state il Bayern e l'Independiente. Nel 1977 il Liverpool rifiutò e cedette il suo posto ai vicecampioni del Borussia M'gladbach. Nel 1978, per la seconda volta, la competizione non ebbe luogo: le eventuali finaliste sarebbero state il Liverpool e il Boca Juniors. Nel 1979, infine, anche il Nottingham Forest rinunciò in favore dei vicecampioni del Malmö FF.

La rinascita in GiapponeModifica

 
Platini e Scirea col trofeo vinto nel 1985 dalla Juventus, prima squadra europea a far propria la competizione dopo il cambio di formula.

Nuovo impulso alla manifestazione arrivò nel 1980 per mano della Toyota, che propose a UEFA e CONMEBOL di rilevare i diritti di commercializzazione del torneo, inglobandolo in un appuntamento annuale da disputarsi in gara unica in Giappone; nell'occasione la casa automobilistica affiancò al nome canonico della manifestazione quello commerciale di Toyota Cup (e imponendo di conseguenza, fino al 1998, il divieto agli sponsor di maglia per le squadre partecipanti).

La nuova formula ebbe il merito di ridare assoluta regolarità al torneo,[23] anche se tolse ai tifosi il contatto diretto con la manifestazione, ora disputata in campo neutro — per lungo tempo a Tokyo, e nelle ultime tre edizioni a Yokohama. Toyota sottoscrisse anche accordi con la UEFA per mettersi al riparo, con pesanti penali, da un eventuale ritiro dei club europei, com'era successo nel recente passato.[24] Le squadre del vecchio continente impiegarono anni per tornare a imporsi, cogliendo il primo successo con la Juventus nel 1985; da qui in avanti, tuttavia, la competitività del calcio europeo crebbe parallelamente alla sua forza economica, che attraeva nella Coppa dei Campioni i più forti calciatori del pianeta, grazie anche alla sempre maggiore permeabilità delle frontiere.[25] A cavallo tra secondo e terzo millennio, dal 1995 al 2002, i trofei intercontinentali furono vinti da club europei in sette occasioni su otto.

Nel 2004 il comitato organizzativo UEFA-CONMEBOL, in accordo con la FIFA, decise di abolire la Coppa Intercontinentale, e dall'anno successivo fu inaugurata (dopo un'edizione sperimentale tenutasi nel 2000) la Coppa del mondo per club FIFA, torneo organizzato direttamente dalla federazione internazionale e riservato ai sei club vincitori dei tornei continentali delle sei confederazioni calcistiche[12] che, a differenza della Coppa Intercontinentale, è obbligatorio per tutte le squadre qualificatesi attraverso i propri trofei continentali.[26]

Il trofeo negli anniModifica

Il trofeo assegnato nella competizione, nota per esteso come "Coppa Intercontinentale dei Club Campioni", non ha subito cambiamenti estetici dalla prima edizione del 1960 a quella del 2004, quando venne assorbita dalla nuova Coppa del mondo per club FIFA. Dal 1980 in poi alla Coppa Intercontinentale venne abbinato un altro trofeo, la Toyota Cup (Coppa Toyota), in coincidenza con la sopravvenuta sponsorizzazione da parte della Toyota, che rinominò la competizione in "Coppa Europeo-Sudamericana Toyota": il cerimoniale di premiazione della squadra vincitrice prevedeva la consegna della Coppa Intercontinentale al capitano, mentre il compito di sollevare la Toyota Cup era affidato al suo vice.

Albo d'oroModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Albo d'oro della Coppa Intercontinentale e Società calcistiche campioni del mondo.
Anno Vincitore Risultato Finalista
1960
Dettagli
  Real Madrid 0 - 0
5 - 1
  Peñarol
1961
Dettagli
  Peñarol 0 - 1
5 - 0
2 - 1
  Benfica
1962
Dettagli
  Santos 3 - 2
5 - 2
  Benfica
1963
Dettagli
  Santos 2 - 4
4 - 2
1 - 0
  Milan
1964
Dettagli
  Inter 0 - 1
2 - 0
1 - 0 d.t.s.
  Independiente
1965
Dettagli
  Inter 3 - 0
0 - 0
  Independiente
1966
Dettagli
  Peñarol 2 - 0
2 - 0
  Real Madrid
1967
Dettagli
  Racing Club 0 - 1
2 - 1
1 - 0
  Celtic
1968
Dettagli
  Estudiantes (LP) 1 - 0
1 - 1
  Manchester Utd
1969
Dettagli
  Milan 3 - 0
1 - 2
  Estudiantes (LP)
1970
Dettagli
  Feyenoord 2 - 2
1 - 0
  Estudiantes (LP)
1971
Dettagli
  Nacional 1 - 1
2 - 1
  Panathīnaïkos[27]
1972
Dettagli
  Ajax 1 - 1
3 - 0
  Independiente
1973
Dettagli
  Independiente 1 - 0   Juventus[28]
1974
Dettagli
  Atlético Madrid[29] 0 - 1
2 - 0
  Independiente
1975 - -[30] -
1976
Dettagli
  Bayern Monaco 2 - 0
0 - 0
  Cruzeiro
1977
Dettagli
  Boca Juniors 2 - 2
3 - 0
  Borussia M'gladbach[31]
1978 - -[32] -
1979
Dettagli
  Olimpia 1 - 0
2 - 1
  Malmö FF[33]
1980
Dettagli
  Nacional 1 - 0   Nottingham Forest
1981
Dettagli
  Flamengo 3 - 0   Liverpool
1982
Dettagli
  Peñarol 2 - 0   Aston Villa
1983
Dettagli
  Grêmio 2 - 1 d.t.s.   Amburgo
1984
Dettagli
  Independiente 1 - 0   Liverpool
1985
Dettagli
  Juventus 2 - 2 d.t.s.
4 - 2 d.c.r.
  Argentinos Juniors
1986
Dettagli
  River Plate 1 - 0   Steaua Bucarest
1987
Dettagli
  Porto 2 - 1 d.t.s.   Peñarol
1988
Dettagli
  Nacional 2 - 2 d.t.s.
7 - 6 d.c.r.
  PSV
1989
Dettagli
  Milan 1 - 0 d.t.s.   Atlético Nacional
1990
Dettagli
  Milan 3 - 0   Olimpia
1991
Dettagli
  Stella Rossa 3 - 0   Colo-Colo
1992
Dettagli
  San Paolo 2 - 1   Barcellona
1993
Dettagli
  San Paolo 3 - 2   Milan[34]
1994
Dettagli
  Vélez Sarsfield 2 - 0   Milan
1995
Dettagli
  Ajax 0 - 0 d.t.s.
4 - 3 d.c.r.
  Grêmio
1996
Dettagli
  Juventus 1 - 0   River Plate
1997
Dettagli
  Borussia Dortmund 2 - 0   Cruzeiro
1998
Dettagli
  Real Madrid 2 - 1   Vasco da Gama
1999
Dettagli
  Manchester Utd 1 - 0   Palmeiras
2000
Dettagli
  Boca Juniors 2 - 1   Real Madrid
2001
Dettagli
  Bayern Monaco 1 - 0 d.t.s.   Boca Juniors
2002
Dettagli
  Real Madrid 2 - 0   Olimpia
2003
Dettagli
  Boca Juniors 1 - 1 d.t.s.
3 - 1 d.c.r.
  Milan
2004
Dettagli
  Porto 0 - 0 d.t.s.
8 - 7 d.c.r.
  Once Caldas

StatisticheModifica

Vittorie per clubModifica

 
Arrigo Sacchi e Franco Baresi, rispettivamente allenatore e capitano del Milan, posano con la Coppa Intercontinentale 1989; i rossoneri sono tra i più titolati nella competizione, a pari merito con Peñarol, Nacional, Real Madrid e Boca Juniors.
Club Vittorie Anni
  Peñarol 3 1961, 1966, 1982
  Nacional 3 1971, 1980, 1988
  Milan 3 1969, 1989, 1990
  Real Madrid 3 1960, 1998, 2002
  Boca Juniors 3 1977, 2000, 2003
  Santos 2 1962, 1963
  Inter 2 1964, 1965
  Independiente 2 1973, 1984
  San Paolo 2 1992, 1993
  Ajax 2 1972, 1995
  Juventus 2 1985, 1996
  Bayern Monaco 2 1976, 2001
  Porto 2 1987, 2004
  Racing Club 1 1967
  Estudiantes (LP) 1 1968
  Feyenoord 1 1970
  Atlético Madrid 1 1974
  Olimpia 1 1979
  Flamengo 1 1981
  Grêmio 1 1983
  River Plate 1 1986
  Stella Rossa 1 1991
  Vélez Sarsfield 1 1994
  Borussia Dortmund 1 1997
  Manchester Utd 1 1999

Vittorie per nazioneModifica

Nazione Vittorie N°Squadre Anni
  Argentina 9 6 1967, 1968, 1973, 1977, 1984, 1986, 1994, 2000, 2003
  Italia 7 3 1964, 1965, 1969, 1985, 1989, 1990, 1996
  Uruguay 6 2 1961, 1966, 1971, 1980, 1982, 1988
  Brasile 6 4 1962, 1963, 1981, 1983, 1992, 1993
  Spagna 4 2 1960, 1974, 1998, 2002
  Paesi Bassi 3 2 1970, 1972, 1995
  Germania 3 2 1976, 1997, 2001
  Portogallo 2 1 1987, 2004
  Paraguay 1 1 1979
  Jugoslavia 1 1 1991
  Inghilterra 1 1 1999

Vittorie per confederazioneModifica

Confederazione Vittorie N°Nazioni N°Squadre
CONMEBOL 22 4 13
UEFA 21 7 12

Miglior giocatoreModifica

Premio assegnato a partire dal 1980.

Anno Nome Club
1980   Waldemar Victorino Nacional
1981   Zico Flamengo
1982   Jair Peñarol
1983   Renato Gaúcho Grêmio
1984   José Percudani Independiente
1985   Michel Platini Juventus
1986   Antonio Alzamendi River Plate
1987   Rabah Madjer Porto
1988   Santiago Ostolaza Nacional
1989   Alberigo Evani Milan
1990   Frank Rijkaard Milan
1991   Vladimir Jugović Stella Rossa
1992   Raí San Paolo
1993   Toninho Cerezo San Paolo
1994   Omar Asad Vélez Sarsfield
1995   Danny Blind Ajax
1996   Alessandro Del Piero Juventus
1997   Andreas Möller Borussia Dortmund
1998   Raúl Real Madrid
1999   Ryan Giggs Manchester Utd
2000   Martín Palermo Boca Juniors
2001   Samuel Kuffour Bayern Monaco
2002   Ronaldo Real Madrid
2003   Matías Donnet Boca Juniors
2004   Maniche Porto

NoteModifica

  1. ^ Il comitato organizzatore aveva proposto per la competizione il nome di "Coppa del Mondo dei Club Campioni", cfr. (ES) Santiago García, Los campeones de las Copas de Europa y Sudamérica, Real Madrid y Peñarol, disputarán el primer partido de la final de la Copa del Mundo de clubs (PDF), in La Vanguardia, 3 luglio 1960, p. 34. URL consultato il 6 gennaio 2013.
  2. ^ (EN) CA Peñarol, Union des Associations Européennes de Football. URL consultato il 27 dicembre 2014.
  3. ^ (EN) "Legend – UEFA club competition" (PDF), Union of European Football Associations, p. 99.
  4. ^ (EN) We care about football - Regulation of the UEFA Champions League 2003/04 (PDF), Union of European Football Associations, p. 2.
    «The winners of UEFA Champions League undertake to part in the following competitions: a) The UEFA Super cup, witch is held at the start of each new season. b) Intercontinental competitions arranged by UEFA and other confederations. / Clubs are not authorised to represent UEFA or the UEFA Champions League without UEFA's prior written approval.».
  5. ^ (ES) Competencias oficiales de la CONMEBOL, Confederación Sudamericana de Fútbol, 2011, pp. 99, 107.
  6. ^ (PT) FIFA ignora Taça Latina do Benfica, FC Porto é o clube português com mais títulos, su publico.pt, 25 maggio 2011. URL consultato il 20 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2015).
  7. ^ Secondo i regolamenti FIFA, integrati con lo statuto della Federazione, sono definibili "competizioni ufficiali" quelle organizzate sotto gli auspici della FIFA, delle confederazioni o delle associazioni membro, cfr. (EN) REGULATIONS on the Status and Transfer of Players 2016 (PDF), su resources.fifa.com, pp. 5, 6.
  8. ^ Secondo i regolamenti FIFA, integrati con lo statuto della Federazione, sono definibili "match ufficiali" quelli giocati nei campionati nazionali, nelle coppe nazionali e internazionali per club, sono escluse partite amichevoli e di prova, cfr. (EN) LAWS OF THE GAME 2015/16 (PDF), su img.fifa.com, p. 18.
  9. ^ (EN) FIFA Statutes, April 2016 edition (PDF), su resources.fifa.com, pp. 5, 19-21, 33-35, 37, 44, 74. URL consultato il 16 gennaio 2016.
  10. ^ (EN) FIFA Governance Regulations (FGR) (PDF), Fédération Internationale de Football Association, 24 febbraio 2016, pp. 6-7, 9-11.
  11. ^ (EN) FIFA statistikal kit 2005 (primo mondiale per club derivato e sostitutore della Coppa Intercontinentale (PDF), su fifa.com.
  12. ^ a b FIFA, 2012, p. 12
  13. ^ (EN) Approval for Refereeing Assistance Programme and upper altitude limit for FIFA competitions, su fifa.com, 15 dicembre 2007. URL consultato il 28 dicembre 2014.
  14. ^ FIFA, 2014, p. 11
  15. ^ a b c FIFA, 2005, pp. 60-61
  16. ^ (EN) FIFA Council approves key organisational elements of the FIFA World Cup, Fédération Internationale de Football Association, 27 ottobre 2017. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  17. ^ (EN) FIFA Club World Cup 2017: Statistical Kit (PDF), Fédération Internationale de Football Association, pp. 15, 40-42. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  18. ^ (ES) FIFA acepta propuesta de CONMEBOL de reconocer títulos de copa intercontinental como mundiales de clubes, su conmebol.com, 29 ottobre 2017.
  19. ^ (EN) Approval for Refereeing Assistance Programme and upper altitude limit for FIFA competitions, su fifa.com, 15 dicembre 2007.
  20. ^ Proposto un confronto fra le squadre campioni d'Europa e di America, in Corriere dello Sport, 9 ottobre 1958, p. 4 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2014).
  21. ^ a b Roberto Beccantini, C'era una volta la rissa dei due mondi, in La Stampa, 12 dicembre 2003, p. 36.
  22. ^ Paolo Bertoldi, Combin in carcere la notte del trionfo. Arrestati tre calciatori dell'Estudiantes, in La Stampa, 24 ottobre 1969, p. 20. URL consultato il 24 ottobre 1969.
  23. ^ Coppa Intercontinentale, su storiedicalcio.altervista.org. URL consultato il 17 dicembre 2012.
  24. ^ La nascita della Toyota Cup, su storiedicalcio.altervista.org.
  25. ^ Gaetano Mocciaro, Sudamerica, più retorica che qualità: il Mondiale per Club lo mette a nudo, su tuttomercatoweb.com, 19 dicembre 2018.
  26. ^ (EN) FIFA Club World Championship to replace Toyota Cup from 2005, su fifa.com, 17 marzo 2004 (archiviato dall'url originale il 30 aprile 2011).
  27. ^ La coppa fu disputata tra il Nacional e il Panathīnaïkos, finalista della Coppa dei Campioni 1970-1971, per via della rinuncia dell'Ajax.
  28. ^ La coppa fu disputata tra l'Independiente e la Juventus, finalista della Coppa dei Campioni 1972-1973, per via della rinuncia dell'Ajax. Si decise, caso unico fino al trasferimento in Giappone, per una finale in partita secca, da disputarsi allo stadio Olimpico di Roma.
  29. ^ La coppa fu disputata tra l'Independiente e l'Atlético Madrid, finalista della Coppa dei Campioni 1973-1974, per via della rinuncia del Bayern Monaco; si tratta dell'unico caso di squadra campione del mondo non vincitrice della propria rassegna continentale.
  30. ^ La coppa doveva disputarsi tra Bayern Monaco e Independiente.
  31. ^ La coppa fu disputata tra il Boca Juniors e il Borussia M'gladbach, finalista della Coppa dei Campioni 1976-1977, per via della rinuncia del Liverpool.
  32. ^ La coppa doveva disputarsi tra Liverpool e Boca Juniors
  33. ^ La coppa, l'ultima con il sistema dell'andata e ritorno, fu disputata tra l'Olimpia Asunción e gli svedesi del Malmö FF, finalisti della Coppa dei Campioni 1978-1979, per via della rinuncia del Nottingham Forest.
  34. ^ La coppa fu disputata tra il San Paolo e il Milan, finalista della UEFA Champions League 1992-1993 e ammesso a disputare la competizione per via della squalifica internazionale inflitta ai campioni europei dell'Olympique Marsiglia, dopo uno scandalo per corruzione che investì il presidente della squadra francese Bernard Tapie.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica


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