Coppa Intercontinentale (rugby a 15)

torneo di rugby a 15
Coppa Intercontinentale
Sport Rugby union pictogram.svg Rugby a 15
Edizione Unica
Organizzatore Sportfive
Date 18 marzo 2006
Luogo Italia Roma
Partecipanti 2
Formula Gara unica
Impianto/i Stadio dell'Unione Capitolina, Roma
Direttore Italia Diego Domínguez
Risultati
Vincitore Calvisano
(1º titolo)
Finalista Hindú
Statistiche
Miglior marcatore Italia Giovanni Raineri (15)
Record mete Italia Lorenzo Cittadini
Argentina Hernán Senillosa (2)
Incontri disputati 1
Punti segnati 38 (38 per incontro)

La Coppa Intercontinentale fu un trofeo per squadre di club di rugby a 15 ideato per mettere annualmente a confronto la squadra campione d'Italia e quella vincitrice del Nacional de Clubes argentino.

Vide la sua prima e unica edizione nel 2006 e fu vinto dal Calvisano.

Nel 2015 se ne tentò una riproposizione su altre basi (incontro in gara unica tra i campioni d'Europa e i vincitori del Super Rugby) ma il progetto non partì mai.

StoriaModifica

L'idea di organizzare un trofeo intercontinentale di club fu di Sportfive, compagnia di gestione eventi all'epoca titolare dei diritti d'immagine della federazione rugbistica argentina[1].

A definire i dettagli della competizione fu designato Diego Domínguez, ex rugbista italo-argentino che rappresentò le squadre nazionali di entrambi i Paesi[1]. L'idea alla base della Coppa era quella di mettere di fronte, a cadenza annuale, la squadra campione d'Italia in carica e quella campione uscente del Nacional de Clubes argentino in una gara unica da disputarsi a Roma in coincidenza con l'ultimo impegno interno dell'Italia nel Sei Nazioni.

L'unica edizioneModifica

La prima e, a posteriori unica, edizione del trofeo si tenne il 18 marzo 2006, giorno di Italia-Scozia del Sei Nazioni di quell'anno, allo stadio dell'Unione Rugby Capitolina, con inizio alle 11.

Si contesero il torneo il Calvisano, campione d’Italia 2004-05, e l'Hindú, vincitore del Nacional de Clubes 2005, e a prevalere fu la formazione italiana con un 28-10 che ancora a 10 minuti dalla fine era un 28-0 dovuto a due mete di Lorenzo Cittadini, una di Roberto Mandelli e 13 punti al piede di "Nanni" Raineri; due mete nel finale di Hernán Senillosa ridussero il passivo[2]. Nonostante l'interesse e il successo di pubblico[2] la manifestazione non ebbe un seguito e quella del 2006 rimase l'unica edizione mai disputata.

Coppa Intercontinentale 2006Modifica

Roma
18 marzo 2006, ore 11 UTC+1
Calvisano28 – 10HindúStadio dell’Unione
Arbitro:   Passacantando

Tentativi di riedizioneModifica

Nel 2015 il proprietario del club francese del Tolone, Mourad Boudjellal, riprese l'idea dello scontro intercontinentale con la differenza che su base annua avrebbero dovuto fronteggiarsi i due più forti club del mondo, uno per emisfero (i campioni d'Europa per quello Nord e quelli del Super Rugby per il Sud) al fine di stabilire la squadra migliore dell'anno; la società LS prese accordi per organizzare a inizio 2016 in campo neutro a Hong Kong il primo di tali incontri, la sfida tra lo stesso Tolone, vincitore della Champions Cup 2014-15, e i neozelandesi Highlanders, vincitori del Super Rugby 2015[3]. Tuttavia, a dicembre 2015, una questione di diritti televisivi provocò la marcia indietro del Tolone[4]; soluzioni alternative non trovarono alcun avallo da parte di World Rugby e il progetto di una nuova competizione non vide mai la luce.

NoteModifica

  1. ^ a b Sportfive organizza la Coppa Intercontinentale, in SportEconomy, 13 marzo 2006. URL consultato il 1º dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 22 gennaio 2015).
  2. ^ a b Prima Coppa Intercontinentale, al Calvisano il "derby" Italia - Argentina, su air.it, Associazione italiana rugbysti, 20 marzo 2006. URL consultato il 1º dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 6 maggio 2006).
  3. ^ Roberto Parretta, Rugby: sarà Tolone-Highlanders per il trono mondiale, la Gazzetta dello Sport, 12 agosto 2015. URL consultato il 23 dicembre 2017.
  4. ^ (EN) Richard Knowler, Toulon withdraw from match in Hong Kong against Highlanders, in Stuff, 2 dicembre 2015. URL consultato il 23 dicembre 2017.
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