Cotini
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Le popolazioni illiriche e celtiche della Pannonia prima della conquista romana nel I secolo a.C.
 
Sottogruppifaceva parte dei Celti
Luogo d'origineAlla fine del I secolo si trovavano a nord-est dei Quadi della Moravia.[1]
PeriodoDalla fine del I secolo a.C. al III secolo d.C.
LinguaLingue celtiche
Distribuzione
prima in Pannonia e poi in Germania Magna

I Cotini (Cotini in latino) erano un'antica popolazione di origine celtica,[1] che abitava i territori della Pannonia a nord del fiume Drava. In seguito migrò a nord del Danubio.

StoriaModifica

Tra il I secolo a.C. ed il I secolo d.C.Modifica

Erano stanziati all'epoca di Augusto nella piana ungherese compresa tra il lago Balaton a nord ed il fiume Drava a sud. Erano probabilmente vicini degli Anartii, che abitavano l'Ungheria nord-orientale, al confine settentrionale con la Dacia, attorno al futuro castra di Aquincum. A sud erano vicini degli Iasi e degli Andiziati, mentre ad ovest dei Serreti, ad est degli Ercuniati ed a nord degli Anartii ed Eravisci.

Entrarono in contatto con l'impero romano, in seguito alla spedizione effettuata da uno dei generali di Augusto, l'allora governatore dell'Illirico, Marco Vinicio, come riporta un'iscrizione trovata a Tuscolo, vicino a Frascati che recita:

(LA)

«Marcus Vinicius Publi filius consul XVvir sacris faciundis praetor quaestor legatus propraetore Augusti Caesaris in Illyrico primus trans flumen Danivium progressus Dacorum et Basternarum exercitum acie vicit fugavitque Cotinos Osos (...)s et Anartios sub potestatem Imperatoris Caesaris Augusti et populi Romani redegit»

(IT)

«Marco Vinicio, figlio di Publio, ricoprì la carica di Console, quindicesimo uomo sacro, Pretore, Questore, Legato Augusto propretore (ovvero governatore) nell'Illirico, primo ad aver attraversato il fiume Danubio, condusse un esercito contro le schiere di Daci e Bastarni che vinse, e batté anche Cotini, Osii, (...) (si trattava dei celti Boi? o degli Eravisci?) e Anartii e li condusse sotto il dominio di Augusto e del popolo romano.»

( AE 1895, 122)

Migrarono quasi certamente al termine delle campagne di Augusto (dal 13 a.C. al 9 d.C.), volte ad occupare l'intera area dalmato-pannonica a sud del fiume Drava. Tacito, infatti, li posiziona lungo la catena montuosa dei Carpazi occidentali e dei monti Tatra alla fine del I secolo d.C., loro nuova "residenza".[1] Tacito scrive infatti che «poche sono le zone pianeggianti in cui questi popoli si trovano; essi occupano passi e cime di montagne».[2]

In questa sede dovevano, però, pagare un tributo ai vicini popoli dei Quadi e dei Sarmati Iazigi, e per loro scavavano, anche, nelle miniere di ferro.[2] Confinavano a sud-ovest con i Quadi, ad est con gli Osii e a nord-ovest con i Marsigni.[1]

Durante le guerre marcomanniche della seconda metà del II secolo d.C.Modifica

Sono ricordati durante le guerre marcomanniche degli anni 167-180 d.C., poiché potrebbero aver partecipato alla grande invasione del 170 d.C., che si spinse fino all'Italia settentrionale, sotto le mura di Aquileia.

Marco Aurelio chiese il loro aiuto contro Marcomanni e Quadi nel 171-172 d.C., tramite il suo segretario personale, Tarutieno Paterno, ma i Cotini rifiutarono. Pochi anni più tardi i Romani condussero contro di loro una guerra, sterminandoli nel 173 d.C. È possibilie che questa scena di sterminio sia stata rappresentata anche sulla Colonna di Marco Aurelio: scena N.68-69.

NoteModifica

BibliografiaModifica

Fonti antiche
Fonti moderne
  • (IT) Albino Garzetti, L'impero da Tiberio agli Antonini, in Storia di Roma, vol. VI, Roma, Istituto Studi Romani, 1974.
  • (EN) Michael Grant, The Antonines: the Roman Empire in Transition, New York, Routledge, 1996, ISBN 0-415-13814-0.
  • (EN) András Mócsy, Pannonia and Upper Moesia: History of the Middle Danube Provinces of the Roman Empire, Londra, Routledge & Kegan Paul Books, 1974, ISBN 9780710077141.
  • (DE) Pieta, Liptovská Mara. Ein frühgescichtliches Zentrum der Nordslowakei, Bratislava, 1996.
  • (DE) Domaszewski, Die Marcus-Säule auf Piazza Colonna in Rome, München, 1896.
  • (EN) M. Beard, The spectator and the Column: reading and writing the language of gesture, in (FR) Autour de la Colonne Aurélienne – Geste et image sur la colonne de Marc Aurèle à Rome, Turnhout 2000.

Collegamenti esterniModifica