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Cryptolithus

genere di animale della famiglia Trinucleidae
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Cryptolithus
Cryptolithus ornatus 65y.jpg
Fossile di Cryptolithus ornatus
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Arthropoda
Classe Trilobita
Ordine Asaphida
Famiglia Trinucleidae
Genere Cryptolithus

Il criptolito (gen. Cryptolithus) è un artropode estinto, appartenente ai trilobiti. Visse nell'Ordoviciano (tra 495 e 435 milioni di anni fa). I suoi resti sono stati ritrovati in Nordamerica e in Europa.

DescrizioneModifica

La forma del corpo di questo trilobite, come tutti quelli appartenenti alla famiglia Trinucleidae, era molto elegante e distintiva. Il capo (cephalon) era infatti molto caratteristico, con una regione esterna depressa e ricoperta da una serie di piccole depressioni circolari disposte a raggiera. Le spine genali del cephalon erano estremamente allungate, e oltrepassavano di molto la lunghezza totale del corpo. La glabella era molto rigonfia e sporgeva verso il margine anteriore, mentre le guance erano grandi e gli occhi assenti. Il torace constava solo di sei segmenti, e le parti marginali (pleure) erano attraversate da solchi tasversali. La parte posteriore del corpo (pigidio) era subtriangolare e arrotondato, con solchi trasversali.

HabitatModifica

Probabilmente il criptolito era un animale di fondale, cieco, che usava il cephalon per spostare il sedimento e scovare le particelle di cibo; le lunghe spine a lato del capo, però, erano forse utili all'animale come stabilizzatori quando questo si spostava attraverso l'acqua. Il grande cephalon era utilizzato anche come struttura difensiva: il criptolito ripiegava il piccolo torace al di sotto del capo corazzato. Una delle specie più note era Cryptolithus tessellatus.

ParenteleModifica

Il criptolito appartiene alla famiglia dei trinucleidi (Trinucleidae), nell'ordine degli asafidi (Asaphida). Tra le altre forme di questa famiglia, da ricordare anche Trinucleus, il cui nome richiama i "tre nuclei" presenti sul capo, e Onnia, il cui corpo era eccezionalmente accorciato. Una specie di Onnia (O. pongerandi) acquisì un carattere di mostruosità, forse ereditario: le lunghissime spine genali divennero addirittura ramificate.

Collegamenti esterniModifica