Diapiro salino

Struttura geologica
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In geologia, il termine diapiro salino o cupola salifera indica una struttura positiva, solitamente sviluppata entro rocce sedimentarie, a forma di cupola, quasi pianeggiante al centro e con i fianchi più o meno inclinati, il cui nucleo è formato da una massa di salgemma con eventualmente altri sali di natura evaporitica alla sommità.

La Struttura di Richat probabilmente costituisce l'affioramento eroso di una copertura sovrastante un diapiro salino

Tale nucleo è spinto dalla giacitura originale verso l'alto, ripiegando e fratturando i terreni che lo ricoprivano, per effetto di una serie di sforzi concomitanti, tra i quali sembra predominare la bassa densità del salgemma nei confronti delle rocce circostanti che agisce come spinta di tipo idrostatico.

Il nucleo risulta quindi generalmente composto da un corpo colonnare verticale o poco inclinato, e di regola circolare od ovoidale lungo una sezione orizzonte, con un diametro variante da qualche centinaio di metri fino a diversi chilometri. La profondità del sale può giungere a diverse migliaia di metri al di sotto della superficie terrestre: negli Stati Uniti alcuni pozzi hanno perforato il nucleo per oltre 2000 m senza mai uscirne, ma vi è ragione di credere che in Europa alcune cupole possano approfondirsi anche oltre i 6000 m.

Cupole salifere sono ben note in Persia, nell'America Settentrionale (Texas soprattutto), nell'Africa settentrionale ed orientale, in Germania, in Spagna, in Polonia, in Romania, in Russia.

In Italia sono presenti nel bacino sedimentario crotonese, nei territori di Castelsilano e di Zinga, frazione del comune di Casabona, in provincia di Crotone, che vengono descritti come elementi unici del continente europeo, grazie alle loro dimensioni e alla loro estensione; esempi analoghi, ma questi di dimensioni maggiori, si trovano nei Monti Zagros nell'area iraniana[1]: a Zinga i cristalli di salgemma costituiscono mediamente in tutto il bacino il 2-5% del sedimento delle formazioni argillose, ma talvolta sono organizzati in strati continui dove possono raggiungere il 50% del volume totale; intercalati nelle argille si trovano banchi di salgemma cristallino potenti fino a 10 m, che affiorano naturalmente, "con forme carsiche e solchi di dissoluzione esasperati, formando sottili creste e pinnacoli spesso traslucidi quando attraversati dalla luce solare"[2].

NoteModifica

  1. ^ Pubblicato da Geoitaliani, I diapiri salini di Zinga (KR), su geoitaliani.it. URL consultato il 6 agosto 2019.
  2. ^ A. Moretti, S. Vincenzi, Note illustrative della Carta Geologica d'Italia (PDF), Foglio 561 - San Giovanni in Fiore, ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, p. 79.

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