Daniel Zen

vescovo cattolico austriaco
Daniel Zen
vescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricopertiVescovo di Bressanone (1627-1628)
 
Nato1584 a Vigo di Fassa
Ordinato presbitero5 giugno 1610
Consacrato vescovo3 ottobre 1627 dal vescovo Anton Crosini von Bonporto
Deceduto24 settembre 1628 a Bressanone
 

Daniel Zen (Vigo di Fassa, 1584Bressanone, 24 settembre 1628) è stato un vescovo cattolico austriaco. In italiano è conosciuto anche con il nome di Daniele Zeno.[1][2]

BiografiaModifica

Zen nacque a Vigo di Fassa. Fu organista nel Duomo di Bressanone. Nel 1609 conseguì i dottorato in teologia a Dillingen. Ordinato diacono il 19 dicembre 1610 e sacerdote il 5 giugno dello stesso anno. Divenne un fine diplomatico al servizio del principe vescovo. Nel 1611 accompagnò la principessa Anna d'Asburgo a Vienna dove conquistò le simpatie della corte imperiale e ne divenne il cappellano. Nel 1613 torna a Bressanone per ricoprire il ruolo di canonico del duomo. In seguito fu nominato parroco decano di Krems, dove in pochi anni di apostolato fece rifiorire la fede.

Altre cariche che ricoprì furono quelle di canonico onorario di Passavia e di Breslavia, consigliere del Conte del Tirolo Leopoldo V d'Austria, capellano dell'Arciduca Carlo d'Austria, nonché consigliere sia dell'imperatore Mattia sia dell'imperatore Ferdinando II.

Nel 1626 compì un viaggio a Roma dove venne nominato camerlengo pontificio da Urbano VIII. In quest'anno venne anche eletto prevosto del capitolo del duomo di Bressanone. Un anno dopo lo stesso capitolo lo elesse a vescovo. Fu consacrato vescovo il 3 ottobre 1627 ma si ammalò poco dopo. Morì meno di un anno dopo, il 24 settembre 1628 all'età di 44 anni. La sua pietra tombale è visibile nel portico davanti al duomo di Bressanone all'estrema sinistra.

Zen è l'unico ladino ad essere diventato principe vescovo di Bressanone se escludiamo i vescovi di Sabiona dei quali vari furono certamente retoromanzi.

Il suo è stato l'episcopato più breve della storia della diocesi di Bressanone.

Nell'archivio del Duomo di Bressanone furono trovati gli spartiti di alcune sue composizioni.

Genealogia episcopaleModifica

La genealogia episcopale è:

NoteModifica

  1. ^ Giacomo Antonio Tartarotti e Jacopo Tartarotti, Saggio della biblioteca tirolese: o sia, Notizie istoriche degli scrittori della provincia del Tirolo, A. Forni, 1777. URL consultato il 16 dicembre 2021.
  2. ^ Ferruccio Bravi, Toponomastica italiana nella provincia di Bolzano, Centro di studi atesini, Bolzano, 1990

BibliografiaModifica

  • (DE) Josef Gelmi, Die Brixner Bischöfe in der Geschichte Tirols, Bolzano, Athesia, 1984. ISBN 88-7014-362-7
  • Werner Pescosta, Storia dei ladini delle Dolomiti, San Martino in Badia, Istitut ladin Micurà de Rü, 2015. ISBN 978-88-8171-116-1
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