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Dietrich Flade (Treviri, 1534Treviri, 18 settembre 1589) è stato un avvocato e giudice tedesco. È stata la vittima più illustre della caccia alle streghe in Germania nel XVI secolo.[1]

Indice

BiografiaModifica

Dietrich Flade studiò a Lovanio e a Orléans quindi esercitò la professione di dottore in giurisprudenza a Spira presso la corte imperiale locale. Nel 1557 fu nominato vice-sindaco di Treviri. Sposò Barbara Reichwein che proveniva da una influente famiglia patrizia di Augusta.

Ricoprì la carica di giudice superiore e in questo ruolo Flade condusse numerosi processi alle streghe decretandone per moltissime di loro la condanna a morte.

La condannaModifica

Esercitando la funzione di giudice cominciò a dubitare che le confessioni delle donne accusate di stregoneria fossero dovute più al loro tentativo di evitare la tortura della ruota che non alla loro effettiva colpa, ed iniziò ad avere un atteggiamento meno inquisitorio nei loro confronti. Fu così che per aver sospeso la pena ad una donna, salvandola dal supplizio riservato alle streghe, venne arrestato su ordine del principe elettore Johann di Schoenberg il 4 luglio 1588. Alla fine del processo venne a sua volta condannato a morte perché ritenuto uno stregone in preda al Demonio e quindi sottoposto alla stessa pena alla quale aveva condannato a sua volta molte donne.[2][nota 1]

 
Targa per le vittime dei processi alle streghe davanti alla Porta Nigra sulla facciata del Museo Civico Simeonstift di Treviri

Il ricordo della città di TreviriModifica

La città di Treviri, in anni recenti, ha riconosciuto l'ingiustizia che ha causato tante vittime con i processi alle streghe. Nel 2015 è stata posta una lapide commemorativa a ricordo di queste persecuzioni e condanne avvenute tra il XV ed il XVII secolo.

NoteModifica

Annotazioni
  1. ^ verso la fine del XVI secolo, Flade, rettore dell'università di Treviri, nonché supremo giudice della corte elettorale, dopo aver condannato un numero indefinito di streghe, iniziò a pensare che forse le loro confessioni fossero dovute al desiderio di evitare la tortura della ruota, e di conseguenza si dimostrò restio a condannarle. Fu accusato di essersi venduto a Satana e sottoposto alle stesse torture che aveva inflitto in precedenza alle sue vittime. Come loro, confessò la propria colpa, e nel 1589 fu prima strangolato e poi bruciato.Bertrand Russell, pp.87-88
Fonti
  1. ^ William E. Burns, p.93.
  2. ^ Fritz Mauthner, pp.460-461.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN26996615 · ISNI (EN0000 0000 7857 6342 · LCCN (ENnr2002002947 · GND (DE118533657 · CERL cnp00549130 · WorldCat Identities (ENnr2002-002947
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