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La disciplina militare è l'istituto giuridico attraverso il quale ogni ordinamento giuridico si garantisce la coesione e l'efficienza delle istituzioni militari. Essa si esplica con, l'osservanza delle regole funzionali della struttura militare e la diligente e costante abitudine ad osservarne i precetti definiscono il concetto di disciplina militare.

Profilo concettualeModifica

La nozione di disciplina militare può essere ritenuta ancor più vasta in considerazione del fatto che essa sarebbe caratterizzata per la sua essenza di regola di vita, ovvero di regole e mezzi idonei a formare l'habitus mentale necessario ad osservare i propri doveri con responsabile consapevolezza[1].

In questa ottica, tutti gli istituti giuridici militari costituiscono, peraltro, derivazione di principi pregiuridici tradizionali[2] essendosi formati nel tempo sulla base di comportamenti posti in essere dai militari in ossequio più a tradizioni che a norme.

In realtà, dunque, il concetto di disciplina militare sembra abbracciare un duplice ordine di idee:

  • sotto il profilo oggettivo, esso richiama l'idea di ordine, inteso come complesso di disposizioni e normative improntate a regolare lo svolgimento delle operazioni inerenti alla preparazione e l'attuazione dei compiti istituzionali della compagine militare;
  • sotto il profilo soggettivo, invece, coincide con il concetto di etica militare, intesa come insieme di principi trascendenti, idonei a garantire l'assoluta e completa dedizione verso la società, alla cui protezione è finalizzata la stessa organizzazione militare[3].

Nel mondoModifica

ItaliaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Etica militare in Italia e Gerarchia militare italiana.

La disciplina militare è oggi regolamentata dal Titolo VIII del D.P.R. 15 marzo 2010, n. 90 (Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare) (artt. da 712 a 869).

Nei fatti, invece, essendo l'etica individuale condizionata dalla fallace natura umana, non può fondarsi su di essa alcuna garanzia sociale! Anzi, quanto maggiore è l'interesse della società di un determinato bene, tanto più necessita garantirlo attraverso l'imposizione di comportamenti atti allo scopo: di qui la necessità della regola giuridica. Della regola, cioè, capace di imporsi attraverso la previsione di una sanzione in caso di violazione. Sintomatica, al riguardo, la concezione del Bachelet che, considerando la disciplina militare quale regola di vita -e quindi posta su un piano etico- riteneva la sanzione disciplinare quale elemento di stimolo e correzione più che di garanzia[4].

All'interno del concetto stesso di disciplina militare in Italia si distinguono le posizioni reciproche del superiore e dell'inferiore, i loro compiti e le loro responsabilità da cui discendono il principio della gerarchia, quindi il rapporto di subordinazione ed il dovere di obbedienza agli ordini[5]: istituti, questi, comuni a tutte le organizzazioni militari, costanti nel tempo e riscontrabili in ogni ordinamento.

NoteModifica

  1. ^ così Boursier Niutta e Esposito, Elementi di diritto disciplinare militare, Laurus Robuffo, Roma, 1995, pag. 17 ss. e Bachelet, Disciplina militare e ordinamento statale, Giuffrè, Milano, 1962
  2. ^ così Longo, Istituzioni di diritto militare, I, Bulzoni, Milano, 1975, pag. 72
  3. ^ ampl. cfr. Boursier Niutta e Gentili, Codice di disciplina militare, Iasillo, Roma, 1991
  4. ^ va evidenziato che l'opera del Bachelet ha visto la luce nel 1962, sotto la vigenza del Regolamento di disciplina per l'Esercito del 1929, quando cioè effettivamente la disciplina militare aveva una connotazione fortemente etico-morale
  5. ^ così anche l'art. 2 n.2 del Regolamento di disciplina militare italiano del 1986 citato

BibliografiaModifica

  • Bachelet, Disciplina militare e ordinamento statale, Giuffrè, Milano, 1962.
  • Boursier Niutta e Gentili, Codice di disciplina militare, Iasillo, Roma, 1991.
  • Boursier Niutta e Esposito, Elementi di diritto disciplinare militare, Laurus Robuffo, Roma, 1995.
  • Ferrari, La polizia militare: Profili storici, giuridici e d'impiego, in Rassegna Arma CC, Roma, suppl. n.2/1993.
  • Gentili, Prolegomeni sull'etica nell'Arma dei Carabinieri, Laurus, Roma, 1995.
  • Gentili, Etica, cerimoniale e galateo per il Corpo della Guardia di Finanza, Laurus, Roma, 1996.
  • Loi, (conversazione di, ndr), L'etica militare, Roma, 2006.
  • Grossardi, Galateo del carabiniere, Candeletti, Torino, 1879.
  • Libertini, Considerazioni sul giuramento con particolare riguardo a quello dei militari, in Rivista di Polizia, n.12, 1997.
  • Libertini, Profili di etica militare, in Rassegna dell'Arma dei Carabinieri, n. 3, 1998

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica