Discussione:Maxiprocesso di Palermo

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RielaborazioneModifica

Per la rielaborazione della pagina mi sono basato sull'ottima versione inglese della pagina. --Emanuele Cipolla 20:34, 20 lug 2007 (CEST)

Tag NPOVModifica

Lungi da me mettere in dubbio la correttezza di eroici magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Tuttavia trovo che il paragrafo segnalato sia assolutamente indegno di stare in un'enciclopedia. Contiene affermazioni generiche, ingiuriose, giuridicamente scorrette e soprattutto non provate. Il giudice Carnevale è stato assolto da ogni accusa di corruzione e collusione con la mafia! Senza dimenticare che egli era presidente di una COrte composta (oltre a lui) da altri quattro giudici, che avrebbero potuto anche sovvertire la sua opinione se non fossero stati d'accordo. I processi, anche per gravi delitti, devono essere celebrati rispettando la legge e non violandola: il giudice Carnevale, e le corti da lui presiedute, hanno annullato sentenze di condanna ottenute senza un giusto processo. Il contenuto del paragrafo segnalato appare qualunquista, ingiurioso ed errato. --Kuro 16:03, 24 lug 2007 (CEST)

Attenzione perché il giudice Carnevale è stato sì prosciolto, ma dopo un iter lungo e complesso costellato anche di condanne non definitive. La sua è in effetti una vicenda tutt'altro che chiara e limpida. Dichiararne l'innocenza con tanta sicurezza è altrettanto sbagliato che considerarlo per forza colpevole. --2.230.171.108 (msg) 00:10, 21 nov 2013 (CET)

Paragrafo 'Gli appelli'Modifica

Ho sistemato il paragrafo in questione in modo che ritengo più civile, neutro e soprattutto esatto. Carnevale era un magistrato di cassazione e NON decideva sugli appelli, ma sui ricorsi. Inoltre la seguente frase è assolutamente fuorviante, falsa, inesatta: "Egli rilasciò anche un mafioso, condannato per omicidio, per gravi motivi di salute. Sebbene fosse sul punto di morte, il poveretto si rifugiò immediatamente in Brasile con la sua ricchezza illecita e la sua famiglia." I magistrati di cassazione non possono rilasciare i detenuti in custodia cautelare, è una decisione a loro preclusa! Riferimenti a mafiosi non identificati che sarebbero stati tenuti in ospedale anziché in carcere lamentando malattie in realtà inesistenti, senza alcuna indicazione su nomi, luoghi, etc., sanno solo di pettegolezzo e non forniscono informazione. Pregherei di filtrare le leggende metropolitane prima di inserirle nella voce. Infine, appongo il tag NPOV al paragrafo finale: è necessario trovare il nome del pentito ed inserirlo, viceversa così l'affermazione, anche se verosimile, sa ancora di leggenda metropolitana. --87.22.110.116 19:07, 31 ago 2007 (CEST)

Sezione 'Gli appelli'Modifica

Il paragrafo 'Gli appelli' non riporta le fonti: vi sono scritte tesi e controtesi senza menzione delle fonti informative. A tratti può apparire anche POV. Ho inserito i tag per quelle frasi senza riscontro che necessitano delle citazioni. --79.1.205.83 22:40, 26 gen 2008 (CET)

C'è anche gran confusione tra le inchieste successive al maxiprocesso, i vari tronconi e il loro arrivo in Cassazione: nei fatti Carnevale non mise penna sul troncone più rilevante, per cui non so se sia utile e conferente tutta la tirata su Carnevale (che duplica la voce su "Corrado Carnevale").--Consbuonomo (msg) 13:51, 23 ott 2009 (CEST)

CarnevaleModifica

A volte resto sconcertato per come alcune voci sono scritte in modo davvero scadente: ma quando mai Corrado Carnevale è stato arrestato (addirittura "catturato", come dice la voce)?

Forse sono io che non capisco come si usa il "senza fonte" però che si indicata come senza fonte questa frase della voce: "[le acusse mosse a Carnevale di collusione con la mafia] risultarono prive di fondamento, ed egli fu prosciolto da ogni accusa in questo senso", a me pare incomprensibile.

Non sono informato così bene sul caso specifico, ma posso dire questo: "imputato assolto" e "accuse prive di fondamento" non sono assolutamente sinonimi. Carnevale fu sì assolto, ma dopo varie vicissitudini e condanne nei primi gradi di giudizio. --217.111.170.91 (msg) 13:57, 16 mar 2012 (CET)

La CassazioneModifica

Vi erano alcune imprecisioni ed inesattezze sull'ultimo grado di giudizio del Maxiprocesso. Le abbiamo integrate, inserendo la data precisa della sentenza di condanna e citando il delitto del giudice calabrese Antonino Scopelliti, primo titolare della pubblica accusa nel Maxi in Cassazione. --Ethicom (msg) 14:15, 12 lug 2012 (CEST)

Chi ebbe l'idea?Modifica

Nella voce non viene chiarito chi sia stato il primo ad avere l'idea del maxiprocesso e in base a quale ragionamento. Falcone, Borsellino, Caponnetto? Chi di loro?--Mauro Tozzi (msg) 10:19, 19 lug 2017 (CEST)

Probabilmente non è possibile dirlo. Il maxiprocesso fu la conseguenza dell'enorme mole di dichiarazioni fatte da Buscetta e altri, trattate come un'unica inchiesta e quindi un unico processo. A Palermo c'era già un pool di magistrati che lavorava in gruppo insieme a Caponetto unificando il più possibile le indagini, quindi dire chi "ha avuto l'idea" credo non sia possibile. --Borgil (nin á tecë) 16:56, 22 lug 2017 (CEST)
Possiamo dire, credo, che il maxiprocesso fu la naturale conseguenza del metodo di lavoro che era utilizzato all'interno del pool antimafia. Tale metodo di lavoro era stato ideato soprattutto da Caponnetto (nella voce è scritto che Caponnetto si informò presso la procura di Torino su come essi si fossero organizzati durante gli anni del terrorismo), e mirava a unificare il più possibile le indagini, per avere una visione più ampia e quindi più chiara del fenomeno mafioso. Anche Falcone del resto credeva molto in questo modo di procedere. --Borgil (nin á tecë) 10:34, 26 ago 2017 (CEST)

Estratto dalla voceModifica

Riporto qui un testo interessante, ma che è fuori luogo e non so dove inserire. In attesa di capire come usarlo lo copio qui.

Infatti nel luglio 1982 le indagini del commissario Ninni Cassarà e dei capitani dei carabinieri Tito Baldo Honorati e Angiolo Pellegrini diedero origine al cosiddetto "Rapporto dei 162" (Greco Michele + 161), la prima grossa inchiesta sulla fazione dei Corleonesi che inquadrava sia i gruppi "perdenti" che i "vincenti" della guerra di mafia allora in corso, considerata l'embrione dell'ipotesi investigativa alla base del Maxiprocesso<ref>{{Cita web|url=https://mafie.blogautore.repubblica.it/2020/07/12/4576/|titolo=Il famoso rapporto sui 162 mafiosi|autore=Attilio Bolzoni|sito=Mafie|lingua=it|accesso=2021-01-29}}</ref>; il rapporto venne trasmesso al procuratore capo Vincenzo Pajno (che lo assegnò ai sostituti Vincenzo Geraci e Alberto Di Pisa) e all'Ufficio istruzione, dove Chinnici lo affidò al giudice Giovanni Falcone, che nel giro di qualche mese iniziò a lavorare fianco a fianco con i colleghi della Procura Agata Consoli, Domenico Signorino e Giuseppe Ayala, titolari delle delicate inchieste sull'omicidio di Carlo Alberto dalla Chiesa e sulla strage della circonvallazione che si intersecavano inevitabilmente con quella sui 162 poiché una perizia compiuta da un esperto balistico, il professor Marco Morin (consulente della Procura di Venezia<ref>{{Cita web|url=https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1988/02/20/venezia-bocche-cucite-in-procura.html|titolo=VENEZIA, BOCCHE CUCITE IN PROCURA - la Repubblica.it|sito=Archivio - la Repubblica.it|lingua=it|accesso=2021-03-05}}</ref>), aveva dimostrato che per tutti questi delitti era stato usato un unico mitragliatore kalashnikov e quindi avevano esecutori in comune<ref>{{Cita web|url=https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1986/02/08/uccidendo-chinnici-la-mafia-ci-ha-sfidato.html|titolo=UCCIDENDO CHINNICI LA MAFIA CI HA SFIDATO E ORA DOVRA PAGARE - la Repubblica.it|sito=Archivio - la Repubblica.it|lingua=it|accesso=2021-01-29}}</ref><ref name=":2" /><ref>{{Cita web|url=https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/07/07/boss-della-mafia-vincente-dietro-la.html|titolo=I BOSS DELLA MAFIA VINCENTE DIETRO LA STRAGE DALLA CHIESA - la Repubblica.it|sito=Archivio - la Repubblica.it|lingua=it|accesso=2021-03-06}}</ref>. Le indagini, che con il passare dei mesi si allargavano sempre di più, avevano dei tratti in comune anche con quella condotta da un altro giudice istruttore dello stesso Ufficio, Paolo Borsellino, che riguardava l'omicidio del capitano dei carabinieri Emanuele Basile, ucciso nel 1980 perché investigava sui rapporti tra i mafiosi di Corleone, Altofonte e Corso dei Mille<ref name=":13">{{Cita libro|autore=Alexander Stille|wkautore=Alexander Stille|titolo=Nella terra degli infedeli. Mafia e politica nella Prima Repubblica|annooriginale=1995|editore=Mondadori|ISBN=ISBN 88-04-38802-1}}</ref>[[1980|.]] --Borgil el andaluz 21:59, 21 mar 2022 (CET)

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