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La processione del cavallo di Troia in un dipinto di Tiepolo

Ditti Cretese (in greco antico: Δίκτυς ὁ Κρής, Díktys ho Krés; II-III secolo) è un romanziere greco antico.

BiografiaModifica

Presunto leggendario cronista ufficiale, al fianco del re di Creta Idomeneo, della Guerra di Troia, Ditti il Cretese è considerato l'autore di un'opera in lingua fenicia, scoperta in una tomba a Cnosso durante l'età di Nerone a seguito di un terremoto, e fatta tradurre in greco dallo stesso imperatore.

Ephemeris Belli TroianiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Ephemeris Belli Troiani.

Nel IV secolo d.C. un certo Lucio Settimio la tradusse in latino con il titolo di Ephemeris Belli Troiani (Diario della guerra di Troia): del testo greco, invece, rimangono pochi frammenti[1].

Nel prologo si parla della sepoltura dell'intero libro, scritto in su tavolette in lingua fenicia, con la salma dell'autore: nel 67, un sisma avrebbe portato alla luce la sepoltura e le tavolette che, trascritte e tradotte, sarebbero state pubblicate per volere di Nerone. Di fatto, anche Suda conosce un Ditti storico della guerra e le stesse circostanze di tempo e di luogo per il ritrovamento del suo volume[2].

Nell'operetta vengono annotati molti fatti del lungo conflitto, facendo pensare che Ditti il Cretese sia stato il primo cronista diretto narrante l'intera guerra troiana, abbracciando le vicende dal ratto di Elena ai ritorni degli eroi[3], mentre Omero riporta nei suoi poemi solo la fase riguardante l'ultimo anno della guerra. Si tratta, dunque, di un vero e proprio romanzo antiomerico, che fa il paio con Darete Frigio, autore dell'Excidium Troiae (L'Eccidio di Troia).

NoteModifica

  1. ^ Cfr. FGrHist 49 e P.Tebt. 26, del II-III secolo d.C.
  2. ^ δ 1118.
  3. ^ Cfr. Suda, δ 1117: οὗτος ἔγραψε τὰ περὶ τῆς ἁρπαγῆς Ἑλένης καὶ περὶ Μενελάου καὶ πάσης Ἰλιακῆς ὑποθέσεως.

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