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Domenico "Memmo" Balducci

Domenico "Memmo" Balducci (Roma, ... – Roma, 16 ottobre 1981) è stato un criminale italiano esponente della banda della Magliana, nonché punto di contatto e tramite fra la mafia romana e Pippo Calò.

Indice

BiografiaModifica

Imprenditore e titolare di un negozio di elettrodomestici in Campo de' Fiori, (dove aveva esposto il cartello Qui si vendono soldi) era dedito principalmente al racket dell'usura e a reinvestire, per conto dei Corleonesi di Pippo Calò, (conosciuto durante una detenzione nel carcere dell'Ucciardone di Palermo) i capitali mafiosi provenienti da attività varie.

Legato alla banda della Magliana attraverso Danilo Abbruciati, divenne altresì uno dei principali investitori dei proventi della stessa.

La morteModifica

Nell'estate del 1981 compì l'errore che gli sarà fatale, e cioè quello di trattenere per sé una parte del denaro (150 milioni) destinato a Calò, proveniente dalla cosiddetta operazione Siracusa e che avrebbe dovuto garantire alla mafia enormi proventi da una gigantesca speculazione edilizia, firmando così la sua condanna a morte.

La sera del 16 ottobre 1981, mentre stava rincasando in motorino, giunto davanti al grande cancello della sua lussuosa villa situata in via di villa Pepoli, all'Aventino, viene colpito a morte dai testaccini Abbruciati, De Pedis e Pernasetti, mandati da Pippo Calò a regolare definitivamente il conto con Memmo er cravattaro[1].

Il CravattaroModifica

La figura di Balducci ha ispirato il personaggio de Il Cravattaro nel libro Romanzo criminale, scritto nel 2002 da Giancarlo De Cataldo e riferito alle vicende realmente avvenute della Banda della Magliana.

NoteModifica

  1. ^ Dal libro "Ragazzi di malavita. Fatti e misfatti della banda della Magliana" di Giovanni Bianconi, su books.google.it. URL consultato il 05-06-2012 (archiviato dall'url originale il 14 marzo 2016).

Collegamenti esterniModifica

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