Palermo

comune italiano, capoluogo dell'omonima città metropolitana di Palermo e della regione autonoma Sicilia
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Palermo
comune
Palermo – Stemma Palermo – Bandiera
(dettagli)
Palermo – Veduta
Panorama di Palermo da Monte Pellegrino
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Palermo-Stemma.svg Palermo
Amministrazione
SindacoLeoluca Orlando (PD) dal 22-5-2012 (2º mandato dal 22-6-2017)
Territorio
Coordinate38°06′56.37″N 13°21′40.54″E / 38.115658°N 13.361262°E38.115658; 13.361262 (Palermo)Coordinate: 38°06′56.37″N 13°21′40.54″E / 38.115658°N 13.361262°E38.115658; 13.361262 (Palermo)
Altitudine14 m s.l.m.
Superficie160,59 km²
Abitanti638 814[3] (31-5-2021)
Densità3 977,92 ab./km²
Frazionivedi elenco circoscrizioni
Comuni confinantiAltofonte, Belmonte Mezzagno, Ficarazzi, Isola delle Femmine, Misilmeri, Monreale, Torretta, Villabate
Altre informazioni
Cod. postale90100, 90121-90151
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT082053
Cod. catastaleG273
TargaPA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[4]
Cl. climaticazona B, 751 GG[5]
Nome abitantipalermitani o panormiti[1]
Patronosanta Rosalia e Maria Immacolata[2]
Giorno festivo15 luglio e 8 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Palermo
Palermo
Palermo – Mappa
Posizione del comune di Palermo nell'omonima città metropolitana
Sito istituzionale

Palermo (AFI: /paˈlɛrmo/[6] ascolta[?·info]; Palermu [paˈlɛmmʊ] in siciliano, Palièmmu, Palèimu, Palèrmu[7] o Palìaimmu in dialetto palermitano[8]) con 638 814 abitanti[3] è il quinto comune d'Italia per popolazione, capoluogo dell'omonima città metropolitana di oltre un milione di abitanti e della Regione Siciliana. La città si estende sulla pianura Conca d'Oro ed è bagnata dal suo golfo omonimo e circondata dalla barriera dei Monti di Palermo.

Il sito è abitato sin dalla preistoria e la sua lunga storia e il succedersi di numerose civiltà e popoli hanno regalato alla città un notevole patrimonio artistico e architettonico.[9][10] Il sito seriale Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale, di cui fanno parte più beni monumentali è stato dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 2015[11]. Numerosi edifici, tra chiese e palazzi, sono riconosciuti monumenti nazionali.

A Palermo, all'interno del Palazzo dei Normanni, ha sede l'Assemblea regionale siciliana, la più antica assise parlamentare in attività del mondo[12]. La città ha mantenuto il ruolo di capitale del Regno di Sicilia dal 1130 al 1816. È stata protagonista delle rivoluzioni del Vespro nel 1282 e delle rivolte del 1848. Fa parte della rete Eurocities delle più grandi città europee.

Geografia fisicaModifica

Sullo sfondo i Monti di Palermo.

TerritorioModifica

OrografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Conca d'Oro e Monti di Palermo.
 
Monte Pellegrino, con i suoi 606 metri è visibile da tutta la città.

Palermo sorge all'interno di una pianura di circa 100 km² (la Conca d'Oro) stretta tra il golfo e i monti calcarei, che prendono nome dalla città. Alcune conformazioni rocciose si spingono verso la costa creando una vera spaccatura fisica tra diversi quartieri. La città ricade in zona sismica 2 ossia sismicità moderata.[13]

IdrografiaModifica

L'idrografia della Conca d'Oro di Palermo è stata radicalmente modificata nel corso della storia. Il primo insediamento abitato venne costruito tra due fiumi, il Kemonia e il Papireto, non più visibili in superficie; sono evidenti le loro tracce nella toponomastica e nella conformazione delle vie. Il fiume Oreto (unico fiume a scorrere nel ventunesimo secolo tra le strade cittadine) si trovava ben oltre le mura cittadine.

Erano presenti anche molti torrenti stagionali, che contribuivano a creare zone paludose o comunque ricche di acqua come la zona San Lorenzo e l'area di Mondello. Sono presenti alle pendici del Monte Grifone delle gole chiamate valloni, quali il vallone di Croceverde e quello di Belmonte Chiavelli, che in caso di maltempo incanalano le discese alluvionali.

ClimaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Palermo Boccadifalco, Stazione meteorologica di Palermo Punta Raisi, Stazione meteorologica di Palermo Valverde, Stazione meteorologica di Palermo Piazza Verdi, Stazione meteorologica di Palermo (Parco della Favorita), Stazione meteorologica di Palermo Istituto Castelnuovo, Stazione meteorologica di Palermo Istituto Zootecnico e Stazione meteorologica di Partanna Mondello.

Secondo la classificazione dei climi di Köppen, il clima di Palermo appartiene al gruppo denominato Csa: clima mediterraneo con la stagione estiva asciutta e calda e inverno tiepido e piovoso. Le stagioni intermedie hanno temperature molto gradevoli. L'estate è arida e calda, generalmente torrida, anche se frequentemente ventilata grazie alla presenza delle brezze marine.[14]

Non di rado il vento africano scirocco fa impennare la temperatura (picco storico di 45,6 °C registrati all'Osservatorio astronomico di Palermo), con tassi di umidità che scendono anche sotto il 15%; in inverno possono registrarsi massime superiori ai 20 °C (spiccano i picchi termici del febbraio 2010 e del novembre 2014, dove si sfiorarono i +30 °C per più giorni).

PALERMO BOCCADIFALCO[14] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 14,714,516,418,723,327,229,830,527,523,519,015,815,019,529,223,321,7
T. min. mediaC) 8,98,59,611,415,319,221,722,720,116,712,910,29,212,121,216,614,8
Precipitazioni (mm) 97,5109,978,265,136,217,96,731,865,3105,6117,5123,7331,1179,556,4288,4855,4
Giorni di pioggia 9,09,68,78,64,11,91,22,45,48,210,412,030,621,45,524,081,5
Umidità relativa media (%) 676562,560,561,059,057,058,061,064,065,067,066,361,358,063,362,3
Vento (direzione-m/s) S
6,2
S
6,3
S
5,9
W
5,6
NE
4,8
NE
4,5
NE
4,4
NE
4,5
NE
4,6
S
5,0
S
6,0
S
6,4
6,35,44,55,25,4

Il periodo più piovoso per la città è compreso fra ottobre e marzo. L'acme pluviometrica si ebbe durante l'alluvione del febbraio 1931 e ammontò a circa 395 mm in 39 ore[15]. In periodo autunnale improvvisi nubifragi possono abbattersi sulla città con anche 130 mm di pioggia in poche ore, come accadde il 16 settembre 2009[16], in cui si ebbero alluvioni nelle frazioni di Belmonte Chiavelli e Croceverde-Giardina.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Alluvione di Palermo del 15 luglio 2020.

I centri meteo d'informazione nazionale utilizzano i dati dell'aeroporto di Punta Raisi, per indicare la situazione di Palermo; ma l'aeroporto (diviso dalla città da alcuni rilievi) si trova a circa 22 km e registra di norma in inverno minime più alte e in estate massime più contenute.

Temperature minime negative ogni tanto sono registrate nelle zone periferiche pedemontane. Sono, invece, un fenomeno quasi sconosciuto in pieno centro cittadino, la zona più calda della città[17], in cui solo la stazione meteo dell'Osservatorio astronomico (situata a 75 metri di altitudine) ha registrato minime negative durante le nevicate del febbraio 1895 ( -1.9 °C), dell'8 gennaio 1981 (-0,5 °C), e quelle del 30-31 gennaio e 1 febbraio 1999 (fino a -0,2 °C)[18]. Le altre stazioni hanno sempre registrato minime positive.

Le precipitazioni nevose sono rare ed effimere, in genere circoscritte alle zone pedemontane. Il maggiore evento nevoso dal dopoguerra fu quello dell'8 gennaio 1981.[19]

Origini del nomeModifica

La città di Palermo veniva chiamata Zyz (pronuncia /ˈziːz/) dai fenici (significa il fiore)[senza fonte]. Il nome attuale deriva dal greco antico πᾶς, pâs, «tutto» eὅρμος, hórmos, «porto», «ampio porto»,[21] per la presenza dei due fiumi Kemonia e Papireto che creavano un enorme approdo naturale, e divenne Panormus con i Romani. Gli arabi pronunciavano il nome della città Balarm, dizione che venne parzialmente adottata nella forma ufficiale Balermus del periodo normanno. Palermo viene acquisito definitivamente in età moderna.

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Palermo e Toponomastica di Palermo.

Età anticaModifica

 
Graffiti preistorici, databili fra l'Epigravettiano finale e il Mesolitico, nella Grotta dell'Addaura.

La zona conserva resti di presenza umana sin dal paleolitico. Nelle grotte dell'Addaura ci sono alcune cavità abitate, che presentano tra gli altri ritrovamenti, incisioni e disegni databili tra l'epigravettiano finale e il mesolitico, raffiguranti figure antropomorfe e zoomorfe.

La città venne fondata dai Fenici tra il VII e il VI secolo a.C., probabilmente[22] con il nome di Zyz. Precedentemente l'area era stata un centro commerciale e logistico per la Sicilia nord-occidentale.

I Greci, stanziati nella Sicilia orientale e solo in minima parte in quella occidentale, si avvicinarono raramente a Palermo: nel 409 a.C. il generale siracusano Ermocrate effettuò un'incursione durante la quale il territorio venne saccheggiato e 500 dei suoi abitanti vennero uccisi davanti alle mura, le quali, però, non vennero attaccate.[23] Nel 397 a.C. il tiranno di Siracusa Dionisio I, durante la guerra contro l'isola di Mozia colonia cartaginese, attaccò e saccheggiò Palermo, rimasta fedele a Cartagine[24]. Infine, secondo Polibio, Pirro, in guerra contro Cartagine, conquistò Palermo, principale roccaforte punica in Sicilia dopo la distruzione di Mozia[25].

Nel 254 a.C. la città venne conquistata dai Romani che riuscirono a sottrarla ai Cartaginesi di Amilcare Barca, costretti a rifugiarsi alle falde del monte Pellegrino durante la prima guerra punica, nella battaglia di Palermo. I tentativi di riconquista dei Cartaginesi risultarono vani e la città divenne una conquista romana col nome di Panormus. Sotto il governo di Roma Palermo continuò a ricoprire il ruolo di porto strategico nel Mediterraneo, vivendo un periodo di tranquillità e agiatezza, tanto che la città crebbe e si dotò di splendidi edifici per spettacoli noti da epigrafi e testi antichi e in parte ancora individuabili[26]. Palermo fu città romana fino a quando le invasioni barbariche causarono il saccheggio e la devastazione della città.

Età medievaleModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Palermo islamica, Storia della Sicilia normanna e Regno di Sicilia.

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, nel 535 la Sicilia fu in gran parte devastata con l'arrivo dei Vandali nell'occidente dell'isola. La ricostruzione di Palermo avvenne grazie ai Bizantini, che tennero Palermo per tre secoli.

Con la conquista della città, comandata da Belisario, la Sicilia divenne una provincia periferica dell'Impero d'Oriente.

Nel IX secolo i musulmani dal Nordafrica invasero la Sicilia: la conquista, fu iniziata nell'827 e Palermo fu presa nell'831. I governatori musulmani spostarono la capitale della Sicilia da Siracusa a Palermo e la città fu dotata di tutte le strutture burocratiche e dei servizi necessari a una capitale. Gli arabi introdussero i primi agrumeti, formando la Conca d'Oro e aprendo così una nuova possibilità di sviluppo economico. Nel 948 in città si registravano oltre duecentomila abitanti, figurando tra le città più popolose del mondo[27].

La città divenne la prospera capitale del nuovo emirato indipendente kalbita nel 948, ma l'autonomia incoraggiò le lotte dei cristiani per l'indipendenza, fino ad aprire la via alla conquista normanna. Nel 1071/1072, dopo quattro anni d'assedio, Ruggero I d'Altavilla,primo conte normanno, espugnò Palermo[28].

 
Ruggero I riceve le chiavi della città di Palermo (dipinto nella sala gialla di Palazzo dei Normanni).

Nel 1098 i Normanni completarono la conquista del resto dell'isola: la capitale, prima della Gran Contea di Sicilia, poi del Regno di Sicilia, restò a Palermo, ma gli abitanti calarono drasticamente (60.000[29]), per scendere infine a 51.000 nel 1330[30]. L'arrivo dei Normanni a Palermo portò alla costruzione di un numero considerevole di edifici cristiani e la città raggiunse il massimo splendore sotto il governo di Ruggero II. Dopo il regno normanno in Sicilia salirono sul trono gli Svevi (dal 1194 al 1266), che fecero di Palermo un centro amministrativo imperiale. Alla morte di Federico II (1250), Palermo e la Sicilia persero importanza nel panorama politico: il potere si spostò a Napoli, con Carlo d'Angiò[31] e gli Angioini (dal 1266 al 1282). Proprio a Palermo nel 1282 ebbe inizio la guerra del Vespro contro i francesi. Al termine della guerra, la corona della Sicilia venne offerta al ramo cadetto degli aragonesi, e Palermo ne divenne la capitale. L'isola perderà l'indipendenza nel XV secolo, per diventare vicereame iberico.

Età modernaModifica

La dominazione del Regno di Spagna, che pose a Palermo la sede del Viceré, ponendo un confine politico, culturale e religioso contro il mondo islamico, portò come conseguenza l'isolamento e l'impoverimento della Sicilia. L'agricoltura dell'isola fu spinta verso la coltivazione del grano duro, necessario alla flotta spagnola per il sostentamento degli equipaggi, e, quindi, oltre a produrre meno reddito, generava carestie da eccesso di esportazione. Scoppiarono molte rivolte, che, però, avevano più come bersaglio l'organismo, incaricato della ripartizione e raccolta di imposte e tasse e composto di nobili siciliani, che il re di Spagna. I due secoli di dominio spagnolo a Palermo terminarono nel 1713 con il Trattato di Utrecht, che segnò la fine della guerra di successione spagnola.

Nel 1734 la città divenne dominio dei Borboni, che mantennero il Regno di Sicilia e di Napoli separati. Nel 1816 i regni vennero riuniti nel Regno delle Due Sicilie: Palermo perse lo status di capitale, divenendo secondo centro amministrativo dopo Napoli. Tuttavia Palermo continuò a possedere il titolo di capitale della parte isolana del regno[32].

Età contemporaneaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Sicilia borbonica e Storia della Sicilia nel Regno d'Italia.
 
Giuseppe Garibaldi fotografato da Gustave Le Gray a Palermo.

La primavera dei popoli, conosciuta anche come rivoluzione del 1848, o moti del 1848[33], cominciò proprio a Palermo il 12 gennaio di quell'anno e rappresentò la prima miccia dell'esplosione europea. L'insurrezione siciliana costrinse i Borbone a concedere il ritorno nell'Isola alla costituzione del 1812. Seguì una rivoluzione a Napoli, il 27, che costrinse, due giorni dopo, Ferdinando II a promettere una Costituzione, promulgata l'11 febbraio[34].

 
Donna Franca Florio, simbolo della belle époque palermitana, ritratta da Giovanni Boldini

Nel 1860, dopo che a Palermo si era verificata la rivolta della Gancia, avvenne lo sbarco dei garibaldini a Marsala, che raggiunsero Palermo il 27 maggio, entrando in città dalla porta Termini. In tale occasione il Re Borbone Francesco II si rifiutò di far cannoneggiare i garibaldini dalle artiglierie del Castello a Mare, per non causare vittime tra i civili; analoghi scrupoli non avrebbero avuto i Savoia durante le rivolte per fame della popolazione. Tra il 1860 e il 1866 la città fu soggetta a varie lotte e rivolte contro il nuovo Regno d'Italia da parte di ex garibaldini delusi, reduci dell'esercito meridionale, partigiani borbonici e repubblicani e soprattutto popolazione ridotta alla fame, la più importante delle quali fu la rivolta del sette e mezzo, con il conseguente bombardamento operato dalla flotta, che distrusse non poche strutture architettoniche. Tuttavia la politica fiscale del governo sabaudo non mutò, sino a portare al regicidio di Umberto I.

Nel primo ventennio del XX secolo Palermo attraversò un'epoca florida, con un breve ma intenso periodo liberty, caratterizzato prevalentemente da architetture di gusto eclettico. Protagonisti di questa stagione furono i Florio[35], una famiglia di tradizione industriale, che rese protagonista la città in ambito internazionale nella cosiddetta Belle Époque. Non interessata dal primo conflitto mondiale, Palermo subì notevoli distruzioni a causa dei bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, fino a essere occupata nel luglio 1943 dalle truppe alleate del generale statunitense George Smith Patton[36].

Il secondo Novecento è stato caratterizzato dalla concessione dello status di Regione a Statuto speciale alla Sicilia, che ha reso Palermo, ancora una volta, il centro della burocrazia e della politica regionale. A partire dalla fine degli anni '50 la principale organizzazione malavitosa siciliana, Cosa Nostra, grazie al boom economico e al processo di urbanizzazione della popolazione contadina, conosce una fase di crescita, riuscendo ad infiltrarsi nella spesa pubblica, nelle opere edilizie di ricostruzione post bellica e di espansione della città. È l'epoca del sacco di Palermo, l'espansione incontrollata della città verso nord, anche a costo dell'abbattimento di ville liberty. Dagli anni 60 agli anni 80, si ebbero 3 guerre di mafia con molti morti tra i componenti della mafia. In quel periodo e in seguito furono colpiti anche imprenditori, giornalisti, medici, magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, poliziotti e il patrimonio culturale italiano, cosa che portò a una forte risposta dello Stato e della società civile e ad un conseguente arretramento del potere mafioso.

Nel marzo 2015 alcuni giuristi, attivisti dei diritti umani, amministratori pubblici e organizzazioni non governative sottoscrivono la Carta di Palermo per sollecitare la comunità mondiale a una revisione della legislazione sul permesso di soggiorno e delle politiche legate ai fenomeni migratori, sostenendo la mobilità umana internazionale come diritto inalienabile della persona[37]. Nel novembre 2015 Palermo è entrata a far parte del programma Safer Cities lanciato nel 1996 dall'Agenzia UN-Habitat delle Nazioni Unite, assumendone la co-presidenza mondiale[38].

SimboliModifica

 
Gonfalone del Comune.

Lo Stemma del comune di Palermo è descritto dallo statuto comunale:

«di rosso all'aquila romana d'oro ad ali aperte, tenente con gli artigli una fascia carica delle iniziali S.P.Q.P»

L'origine dello stemma non è certa, alcune fonti lo fanno risalire a una concessione del 1154 di re Guglielmo I di Sicilia mentre altre all'epoca romana.

Il gonfalone del comune di Palermo è un drappo di colore rosso, frangiato d'oro caricato dell'aquila romana d'oro ad ali spiegate, tenente con gli artigli una fascia carica delle iniziali S.P.Q.P.[39].

Un altro simbolo della città è il Genio di Palermo, antico nume tutelare del luogo.

Simboli della cultura araba palermitana sono le cupole rosse della Chiesa di San Giovanni degli Eremiti e di San Cataldo, nonché quelle della periferica San Giovanni dei Lebbrosi[40].

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale
«Per commemorare le azioni eroiche della cittadinanza palermitana nei gloriosi fatti del 1848, che iniziarono il risorgimento nazionale e la conquista dell'unità. Nel 1848, un anno dopo il fallimento della sollevazione di Messina, Palermo divenne la guida del movimento rivoluzionario antiborbonico. Insorti il 12 gennaio, sotto la guida di R. Pilo e G. La Masa, i palermitani sconfissero in più riprese le truppe regolari e costituirono un governo provvisorio siciliano (2 febbraio), che fu l'ultimo a cadere, sotto i colpi del generale Carlo Filangieri, il 15 maggio 1849.»
— 22 maggio 1898[41][42]
 
La rivoluzione siciliana a Palermo, il 12 gennaio 1848, miccia che innescò i moti in tutta Europa.
  Medaglia d'oro al valor militare
«Fedele alla sua tradizione plurisecolare di patriottismo e di valore, riaffermatasi nelle gloriose gesta del 1848 e nei fasti del Risorgimento italiano, sorretta da incrollabile fede nei destini della Patria, resistette impavida, per oltre tre anni, in condizioni drammatiche, spesso disperate, al succedersi pervicace e spietato di massicci bombardamenti aerei nemici, tendenti ad abbattere il morale e la tenace resistenza della popolazione civile. L'inesorabile azione aerea nemica si abbatté sempre più violenta e indiscriminata su edifici, impianti pubblici, tempi, causando perdite gravissime tra la popolazione e danni incalcolabili. Oltre tremila morti, circa trentamila mutilati e feriti, in gran parte vecchi, donne e bambini, e la perdita di ingente patrimonio culturale, artistico e religioso, segnarono il calvario dell'olocausto glorioso. 10 giugno 1940 - 8 settembre 1943.»
— 5 marzo 1964[43]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Monumenti di Palermo.
  Bene protetto dall'UNESCO
Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale
  Patrimonio dell'umanità
Tipoarchitettonico
CriterioC (ii)(iv)
Pericolono
Riconosciuto dal2015
Scheda UNESCO(EN) Arab-Norman Palermo and the Cathedral Churches of Cefalú and Monreale
(FR) Scheda

Il maggior numero di monumenti della città è dislocato all'interno del centro storico; altri sono distribuiti in tutto il territorio palermitano: ville storiche, torri d'avvistamento, tonnare, graffiti rupestri, antiche chiese o palazzi nobiliari.

Gli innumerevoli monumenti, dalla notevole valenza storico-artistica, "raccontano" i diversi periodi che hanno contraddistinto la storia della città.

Siti protetti dall'UNESCOModifica

Le residenze arabo-normanne, la cattedrale e altre chiese, insieme al duomo di Monreale e a quello di Cefalù, sono state inserite nella lista dei patrimoni dell'umanità dall'Unesco il 3 luglio del 2015 nel sito seriale "Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale".

I sette complessi monumentali palermitani che hanno tale riconoscimento sono[44]:

La Regione ha chiesto che il sito possa ampliarsi, includendo il Castello a Mare, la Cuba, la Cubula, il Castello di Maredolce con il Parco della Favara, la Chiesa di Santa Maria Maddalena e la Chiesa della Magione.[45]

Altri complessi architettonici con caratteristiche e tracce arabo normanne non rientrano formalmente nel sito seriale UNESCO, non rispondendo interamente ai suoi criteri: la Cuba Soprana, inglobata dalla settecentesca Villa di Napoli, la Cappella di S.Maria l’Incoronata, San Giovanni dei Lebbrosi, la Chiesa dei Vespri, la Chiesa di Santa Cristina la Vetere, il Palazzo dell'Uscibene, i Qanat e i Bagni di Cefalà Diana.[45]

Monumenti nazionaliModifica

Quattro beni monumentali sono riconosciuti e tutelati come monumenti nazionali:

Architetture religioseModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Chiese di Palermo.

All'interno del Palazzo dei Normanni si trova la sontuosa Cappella Palatina, fatta costruire da Ruggero II dopo l'incoronazione avvenuta nel 1130.

Essa rappresenta una straordinaria sintesi di forme architettoniche latine, mosaici bizantini e muqarnas islamiche considerate tra le massime espressioni dell'arte fatimida. Vicino è ubicata la chiesa di San Giovanni degli Eremiti; con le sue cupole rosse (dipinte così nel XIX secolo) è diventata uno dei simboli della città. Notevoli anche la chiesa della Martorana

 
La Martorana vista dell'interno.

dalla ricchissima decorazione a mosaico del più puro stile bizantino, la chiesa di San Cataldo del 1160, dalla facciata tripartita sormontata da grosse cupole realizzate su tamburo

e la basilica La Magione, conosciuta anche come chiesa della Santissima Trinità, che presenta una pianta a forma basilicale a tre navate, sorrette da colonne; mentre internamente la costruzione si presenta molto squadrata e movimentata da una serie di archi ogivali, tipici dell'architettura normanna, che girano intorno alla chiesa.

Sul Càssaro, oggi Corso Vittorio Emanuele II, si affaccia lo splendido complesso della cattedrale, eretta nel 1185 su un'area pianeggiante precedentemente occupata da una moschea araba.

La sorprendente commistione artistica, presente nell'edificio, sembra ripercorrere l'intera storia cittadina e dei popoli, che l'hanno guidata, mettendo in bella mostra un portale laterale e delle torrette campanarie in stile gotico trecentesco, una facciata principale quattrocentesca, un'abside con decorazioni arabo-normanne, una cupola e cupolette laterali tardo barocche e numerosi inserzioni neogotiche dei primi anni del XIX secolo tra cui le parti basse del prospetto meridionale (oltre al nuovo transetto) e il gruppo di campanili sul Palazzo Arcivescovile di Emmanuele Palazzotto.

 
Cattedrale di Palermo (particolare).

Per restaurare e rimodernare la basilica, l'interno venne ricostruito in stile neoclassico alla fine del XVIII secolo. Vi sono conservati i sarcofagi di Federico II, Ruggero II, Arrigo VI, Costanza d'Altavilla e Costanza d'Aragona, oltre alla corona d'oro di Costanza di Sicilia, preziosi ornamenti e gioielli reali esposti nel tesoro della Cattedrale[46]. La torre più imponente della cattedrale, ospita 8 campane ambrosiane (il campanone chiude le distese complete e i concerti solenni).

Nell'arco del XIII secolo, in maniera particolare durante la dominazione angioina, in città si sviluppò lo stile architettonico del gotico, di cui sono esempi: la chiesa di San Francesco d'Assisi, soggetta a continue trasformazioni e rifacimenti con sovrapposizioni di linguaggi artistici diversi, tanto che in età barocca l'edificio, al suo interno, venne ricoperto da stucchi e affreschi da Pietro Novelli e nel 1723 Giacomo Serpotta adornò i pilastri con le statue delle Virtù.

Appartengono al periodo compreso tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo la chiesa della Gancia, la chiesa di San Francesco di Paola, la chiesa di Santa Maria della Catena, e la chiesa di Santa Maria la Nova.

Tra le chiese barocche sono degne di menzione: la chiesa del Santissimo Salvatore; la chiesa Convento dei Carmelitani Scalzi; la chiesa di Santa Caterina; la chiesa di San Matteo al Cassaro, che conserva le spoglie di Giacomo Serpotta e Vito D'Anna; la chiesa dell'Immacolata Concezione al Capo, con un interno straordinariamente ricco di decorazione marmorea policroma; la chiesa di San Giuseppe dei Teatini, di cui una delle facciate costituisce uno dei quattro prospetti architettonici dell'Ottagono del Sole; la chiesa del Gesù o Casa Professa, rivestita al suo interno da bassorilievi marmorei posti sulla tribuna e Putti, tutti su modelli di Giacomo Serpotta, esperto in "barocco sacro".

 
Interno della chiesa del Gesù, detta Casa Professa.

La chiesa di San Domenico, con il caratteristico fronte formato da un telaio di colonne, di dimensioni maggiori di quelle della Cattedrale stessa, maestosa e dalla facciata sgargiante domina l'omonima piazza, con al centro la colonna dell'Immacolata, creando così una grande sintonia tra piazza e facciata della chiesa. Dalla metà del XIX secolo la chiesa è adibita a Pantheon dei siciliani illustri.

La seicentesca chiesa del Carmine Maggiore, nello storico quartiere Albergheria, è una basilica a croce latina con tre navate, sorretta da 12 colonne in pietra di Billiemi con capitelli dorici, e una splendida cupola, costruita nel 1680, ricca di elementi scultorei e completamente rivestita nella parte esterna da maioliche smaltate con colori, che richiamano lo stile arabo, unica nel suo genere non solo a Palermo, ma in tutta la Sicilia.

 
L'ex chiesa di Santa Maria dello Spasimo, oggi spazio che ospita numerosi eventi culturali cittadini.

Una menzione a parte merita la chiesa di Santa Maria dello Spasimo, costruita a partire dal 1509, dove era conservato lo Spasimo di Sicilia,: è un suggestivo teatro all'aperto e vi si allestiscono spesso mostre ed eventi. Ospita inoltre gli uffici della Fondazione The Brass Group, il Museo del jazz, la Scuola Popolare di Musica, il Ridotto, denominato anche Blue Brass e la Scuola Europea d'Orchestra Jazz.

Un particolare interesse ha il santuario di Santa Rosalia sito sul Monte Pellegrino, costruito nel 1626 in una grotta, già sede di un santuario dedicato a Tanit, e presunto luogo di ritrovamento del corpo di Santa Rosalia, patrona principale della città.

Architetture civiliModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Architetture civili di Palermo.
 
Qanat Gesuitico Basso.

Di particolare interesse sono i Qanat, imponente opera di ingegneria idraulica costruita nel sottosuolo della città a cavallo tra la dominazione araba e il periodo normanno.[47][48] A questo periodo risalgono anche diversi palazzi appartenuti ai sovrani normanni. Fra questi ricordiamo il Palazzo dei Normanni,

la più antica residenza reale d'Europa, dimora dei sovrani del Regno di Sicilia e sede imperiale di Federico II e Corrado IV, oggi sede dell'Assemblea Regionale Siciliana; e le residenze di villeggiatura: il Palazzo della Zisa

 
La Zisa: Facciata

e il suo sistema di fontane; il Palazzo della Cuba; il castello di Maredolce, sito all'interno del Parco della Favara; il Castello dell'Uscibene.

Agli edifici arabo-bizantino-normanni va affiancato il Ponte dell'Ammiraglio, del 1131, a dodici archi. Durante il dominio aragonese, la città si arricchisce di pregevoli palazzi nobiliari e chiese caratterizzati da un tipico gotico proveniente dal Regno di Aragona e dalla contea di Catalogna (il gotico catalano). Il Palazzo Sclafani,del 1330, costruito dal conte di Adernò (Adrano) Matteo Sclafani.

 
Particolare della facciata di Palazzo Chiaramonte-Steri.

Coevo è Palazzo Chiaramonte detto Steri, in piazza Marina, già sede e carcere dell'inquisizione e attualmente sede del rettorato palermitano. Il Palazzo Conte Federico è uno dei più antichi edifici di Palermo. La sua torre arabo-normanna, denominata Torre di Scrigno, è infatti datata al XII secolo. Del 1473 è palazzo Alliata di Pietratagliata; mentre risale al 1490 la costruzione del Palazzo Ajutamicristo, noto per gli sfarzosi interni.

 
Portale gotico di Palazzo Abatellis.

Nel 1495 venne edificato in stile catalano il Palazzo Abatellis: ospita la Galleria Regionale d'arte Moderna e Medievale. Pure tardo quattrocentesco è Palazzo Bonet, sede della GAM di Palermo.

Tra i numerosi edifici cinquecenteschi vanno menzionati: il Palazzo Alliata di Villafranca, situato nella scenografica Piazza Bologni; il Palazzo Scavuzzo; il Palazzo Castrone-Santa Ninfa; il Palazzo Branciforte; il Palazzo Bordonaro; il nucleo originario di Palazzo Bonocore, tra gli edifici che fanno da cornice a Piazza Pretoria.

 
Palazzo Pretorio detto anche Palazzo delle aquile.

Nel 1583 fu eretta la Porta Nuova. La versione esistente risale al 1669 ed è caratterizzata da una copertura a piramide ricoperta di maioliche colorate. Tra le tante testimonianze della Palermo barocca anche Palazzo Asmundo.

Palazzo Mirto con parti risalenti al XIII secolo, ma terminato tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento, è arredato con opere d'arte che vanno dal XVII al XIX secolo. Del Seicento è anche il Loggiato San Bartolomeo, adiacente a Porta Felice.

Palazzo Isnello con una facciata post-baroccaal suo interno ospita l'Apoteosi di Palermo, di Vito D'Anna, una delle otto rappresentazioni iconiche del Genio di Palermo. Palazzo Comitini, sitoin via Maqueda e già sede della Provincia Regionale di Palermo, presenta interni ricchi di stucchi, soffitti affrescati e opere d'arte, tra cui due tele di Renato Guttuso. Il Palazzo Valguarnera-Gangi, noto per essere stato scelto dal regista Luchino Visconti come set di una delle più affascinanti scene della celebre pellicola Il Gattopardo: la scena della festa e del ballo, è una delle più importanti dimore nobiliari della Sicilia. Completato nel 1784, Palazzo Riso, è un esempio del passaggio dallo stile tardo Barocco siciliano al Neoclassicismo per opera di Giuseppe Venanzio Marvuglia.

Nel XVIII secolo la zona limitrofa della città muta considerevolmente per il sorgere di numerose ville neoclassiche.

Tra esse vanno ricordate: la maestosa Villa Belmonte all'Acquasanta, realizzata da Giuseppe Venanzio Marvuglia in stile neoclassico; nonché Villa Niscemi, Villa Malfitano Whitaker, Villa Trabia, Villa Camastra, Villa Boscogrande, Villa Lampedusa, Villa Raffo.

Neoclassici sono i due Palchetti della Musica: il primo del 1844, sito nella spianata del Foro Italico, progettato per ospitare i concertini domenicali da Domenico Lo Faso Pietrasanta e da Carlo Giachery; il secondo, del 1875, sito in Piazza Castelnuovo, voluto dalla famiglia Ingham.

Tra la fine del Settecento e il 1814 nasce il Palazzo d'Orléans, oggi sede della Presidenza della Regione Sicilia.

Particolarmente originale è la Palazzina Cinese

di Giuseppe Venanzio Marvuglia, dimora di villeggiatura di Ferdinando IV, che unisce i canoni dell'architettura neoclassica con l'eclettismo del tempo di ispirazione orientale.

All'inizio del XX secolo, la città comincia a estendersi fuori le mura verso nord, soprattutto lungo una nuova strada chiamata via Libertà. In questo quartiere vengono costruite numerose ville e palazzi in stile eclettico e liberty, da parte di molti architetti, tra i quali Giovan Battista Palazzotto, Francesco Paolo Palazzotto, Ernesto Basile. La città mostra nuovi fermenti in più settori, quali l'economico, l'industriale, il culturale, l'artistico, l'architettonico, ecc., grazie anche all'intraprendenza di più famiglie, come i Florio, i Whitaker, i Sandron, i Ducrot, i Basile, i Rutelli, gli Utveggio, e altre. Si rinnova, dotandosi di nuovi ospedali, teatri, come il celebre Teatro Massimo, il Politeama Garibaldi, il Teatro Biondo e altri edifici pubblici. Il crollo economico della famiglia Florio, segnerà la fine di quest'epoca.

Fra i molti villini liberty vanno ricordati il Villino Florio,

che con il suo stile eclettico rappresenta un magnifico esempio dell'Art Nouveau, messa in luce da Ernesto Basile, e il Villino Favaloro, progettato dal padre Giovan Battista Filippo Basile. L'esempio più significativo di liberty a Mondello, che diventerà in breve tempo la spiaggia preferita dei palermitani, è lo stabilimento balneare, realizzato nel 1912.

 
Lo stabilimento balneare di Mondello a palafitta sul mare.

Durante l'epoca fascista l'architettura ufficiale, finalizzata all'esaltazione del regime vigente, assume connotati dall'aspetto maestoso, che si ispirano alla romanità e alla cultura latina, tipici del Neoclassicismo, spesso mescolati all'ondata della nuova corrente del Futurismo. Vengono costruiti importanti edifici pubblici quali: il Palazzo di Giustizia (progettato nel 1938 ma ultimato nel 1957 dagli architetti Gaetano ed Ernesto Rapisardi in puro stile razionalista italiano); in via Roma il Palazzo delle Poste e la casa del fascio, oggi Caserma dei Vigili del Fuoco,

primi esempi di edifici in cemento armato in città. Degni di nota sono pure l'Ingresso monumentale di via Roma, la Sede del Banco di Sicilia in via Roma e la Casa del Mutilato. Viene pure edificato un quartiere di case popolari, il Littorio, in Via Libertà, con la tecnica dei muri portanti in mattoni di laterizi, estranei all'uso locale, che è rimasto il più razionale esempio di edilizia popolare in città.

Durante gli anni successivi alla seconda guerra mondiale, a causa della devastazione della guerra, si è avuto l'abbandono da parte dei cittadini del centro urbano originario e lo spostamento verso le periferie, soprattutto verso nord nella "piana dei Colli". L'immigrazione dalla provincia ha determinato un boom della popolazione e, quindi, edilizio senza precedenti, creando ex novo nuovi quartieri residenziali, composti principalmente da palazzi in cemento armato. A partire dagli anni 50 vengono costruiti vari quartieri di edilizia pubblica residenziale, tra questi nella zona nord della città ZEN (Zona Espansione Nord) e ZEN2, che in breve arrivano costituire veri e propri ghetti, separati dal resto della città.[49] A partire dagli anni 60 viene costruito il polo universitario di viale delle Scienze. Gli edifici più alti della città sono il Grattacielo Ina Assitalia (65 metri) nel centro della città in piazzale Ungheria; Torre Resuttana I (63 metri); Torre Resuttana II (60 metri) e Torre Sperlinga (59 metri). Altri edifici di interesse sono: il palazzo della sede dell'Enel del 1961, concepito da Giuseppe Samonà secondo i canoni del Brutalismo; Palazzo Amoroso e la sede della Banca Commerciale Italiana (oggi Intesa Sanpaolo), entrambe opere del celebre gruppo BBPR; la piscina olimpionica comunale, costruita tra il 1963 e 1970; la sede regionale della Rai, edificata nel 1980 e i postmoderni nuovi edifici del tribunale, progettati nel 1981, siti proprio dietro il Palazzo di Giustizia.

Mura e porte di PalermoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Mura di Palermo.

Le prime mura furono costruite nel periodo punico, poi ampliate dagli arabi e dai normanni. Tra gli altri reperti sono visibili alcune porzioni della cinta bastionata cinquecentesca, che fino alla fine del XVIII secolo circondava il centro cittadino In particolare sono integri alcuni bastioni, porte urbane e piccoli tratti delle cinta murarie, che sono state risparmiate dall'urbanizzazione ottocentesca, oltre ad alcune torri di avvistamento.

Di alcune porte sono rimasti solo i nomi. Tra le esistenti ricordiamo: la già citata porta Nuova del 1669; Porta Sant'Agata, costruita in pietra grezza e grossi blocchi di tufo, che presenta una fessura dalla tipica forma del periodo Normanno.

L'ingresso più recente di epoca fascista in stile modernista: è l'ingresso monumentale di via Roma.

PiazzeModifica

Piazza Pretoria, incorniciata dal Palazzo delle Aquile, la Chiesa di Santa Caterina, Palazzo Bonocore e, oltre la Via Maqueda, dal prospetto laterale della Chiesa di San Giuseppe dei Teatini, presenta al centro l'imponente fontana rinascimentale di Francesco Camilliani.

L'incrocio tra via Vittorio Emanuele II (detto Cassaro) e via Maqueda crea la piazza ottagonale, che rappresenta il centro della città antica, Piazza Vigliena (detta anche teatro del sole), racchiusa da quattro prospetti architettonici (conosciuti come quattro canti). Le due strade formano la cosiddetta croce barocca che suddivide la città in quattro parti (detti mandamenti): Kalsa, La Loggia, Seralcadio, Albergheria.

 
I Quattro Canti: monumento simbolo dei viceré spagnoli.

I canti sono articolati su più livelli, con fontane che rappresentano i fiumi storici della città (Oreto, Kemonia, Pannaria, Papireto), allegorie delle quattro stagioni, statue di sovrani spagnoli (Carlo V, Filippo II, Filippo III e Filippo IV) e infine, nell'ordine superiore, le quattro sante patrone di Palermo (Sant'Agata, Santa Ninfa, Santa Oliva e Santa Cristina), che prima dell'avvento di Santa Rosalia proteggevano ognuna un mandamento di Palermo.

Davanti al Palazzo Steri Chiaramonte si estende l'ampia Piazza Marina, che contiene il Giardino Garibaldi, ridefinito da Giambattista Basile nel 1863 e dominato da imponenti ficus magnolioides. Tra la chiesa di San Domenico e la via Roma si apre piazza San Domenico, con al centro di essa la Colonna dell'Immacolata, del 1726. Tutt'intorno alla colonna, proprio nel centro esatto della piazza, vi è una formazione circolare di statue marmoree raffiguranti alcuni tra i più grandi cardinali del passato della città. Su Corso Vittorio Emanuele II si apre invece la Piazza Bologni, piazza quadrangolare su cui si affacciano palazzo Belmonte-Riso, palazzo Alliata di Villafranca e palazzo Ugo delle Favare. Al centro la statua di Carlo V, opera di Scipione Li Volsi, del 1630. Piazza Castelnuovo e l'adiacente Piazza Ruggero Settimo formano un unico ampio spazio, comunemente chiamato Piazza Politeama, che contiene un Palchetto della Musica. Piazza del Parlamento, antistante il Palazzo dei Normanni, presenta il Teatro Marmoreo di Re Filippo V di Spagna, un gruppo scultoreo monumentale, opera dello scultore barocco Gaspare Guercio e di Carlo D'Aprile, con l'attuale statua, realizzata da Nunzio Morello nel 1856 in sostituzione della precedente, rappresenta Filippo V di Spagna. Piazza Vittorio Veneto, opera di Ernesto Basile, presenta un colonnato a forma di esedra con al centro un imponente monumento dedicato alla Libertà, con alla sommità una statua in bronzo raffigurante la Vittoria alata di Mario Rutelli. A queste si aggiungono Piazza Verdi, Piazza Marina, Piazza della Vittoria, Piazza Giulio Cesare, Piazza Bellini, Piazza Rivoluzione, Piazza Magione, Piazza Garraffello.

TeatriModifica

Mercati storiciModifica

 
Mercato di Ballarò.

Palermo conserva il suo aspetto mediterraneo nei vari mercati storici: i più caratteristici sono la Vucciria, Ballarò e Il Capo.

La Vucciria si sita all'interno del mandamento Castellammare tra via Roma, il Cassaro e la Cala, il vecchio porto cittadino, la cui vicinanza stimolò l'insediamento di mercanti e commercianti genovesi, pisani, veneziani sin dal XII secolo. La presenza di numerosi artigiani si riscontra nella toponomastica. Il termine Bucceria deriva dal francese boucherie, "macelleria". Il mercato era infatti inizialmente destinato al macello e alla vendita delle carni; in seguito del pesce, della frutta e della verdura.

Ballarò è il più antico mercato di Palermo e si estende da piazza Casa Professa ai bastioni di corso Tukory. È uno dei più pittoreschi mercati di grascia, cioè d'alimentari[57].

Il Capo si sviluppa nel cuore dell'omonimo quartiere: conserva elementi popolari del tipico mercato mediterraneo. Altri mercati storici sono il mercato delle Pulci e dei Lattarini; un mercato dell'usato si trova a Piazza Marina.

Siti archeologiciModifica

 
Necropoli punica all'interno della caserma dei Carabinieri del quartiere Cuba.

Del periodo punico rimane essenzialmente l'impianto urbano della città, corrispondente a un asse urbano principale (il Cassaro) e una viabilità minore che si dirama da questo; sono scarse, invece, le testimonianze tangibili.

 
Pavimentazione di una casa romana di Villa Bonanno.
 
Mosaici pavimentali di domus romane in piazza Sett'Angeli.

Vi sono tracce puniche in porzioni dell'antica cinta muraria e nella necropoli punico-romana, situata nei pressi di corso Pisani.

All'interno di Villa Bonanno sono visitabili i resti di due domus romane, poste di fronte al Palazzo dei Normanni; altre abitazioni si trovano nei pressi di piazza Pretoria e piazza Sett'Angeli. Quest'ultimo sito presenta stratificazioni, che vanno dal periodo ellenistico-romano a quello bizantino; tra i resti, le pavimentazioni musive di una casa patrizia, un tratto stradale coevo e la parte basamentale di un pilastro di epoca bizantina.[58]

Il Parco archeologico del Castellammare, nei pressi della Cala, include i resti del castello-fortezza di epoca normanna, una necropoli islamica e i resti della Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, quasi interamente rasa al suolo dai bombardamenti del 1943.

Cimiteri monumentali e catacombeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Cimiteri di Palermo.

MuseiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Musei di Palermo.

Ville, parchi e giardiniModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parchi e giardini di Palermo.

L'area verde più estesa è quella del Parco della Favorita. Sono presenti ville e giardini d'interesse storico che mantengono la loro conformazione originale. L'area urbana comprende inoltre ancora rilevanti porzioni di verde agricolo.

Riserve naturaliModifica

 
Scuderie reali della riserva di Monte Pellegrino.

All'interno del territorio comunale di Palermo sono presenti quattro riserve naturali:

  • Riserva naturale orientata Capo Gallo: 5.858.300 m²; comprende l'intero promontorio del Monte Gallo e separa le due borgate di Sferracavallo e Mondello. Vi sono tutelati tratti di costa rocciosa, importanti falesie carbonatiche e tracce di macchia mediterranea;
  • Riserva naturale integrale Grotta Conza: 43.000 m²; corrispondente all'area prossima alla grotta e la cavità stessa, la riserva è collocata sul Pizzo Manolfo, nei pressi di Tommaso Natale. Viene preservato l'ambiente naturale mediterraneo e protette specie di pipistrelli[59];
  • Riserva naturale orientata Monte Pellegrino: 10.500.000 m²; comprende l'intero promontorio del Monte Pellegrino e il Parco della Favorita. È stata istituita nel 1996, completando l'iniziativa del XVIII secolo di Ferdinando di Borbone. Sono tutelate le cavità carsiche presenti e le specie endemiche vegetali e animali;
  • Riserva naturale orientata Grotta della Molara: 400.000 m²; situata nella periferia ovest di Palermo. La riserva contiene testimonianze paleontologiche, paletnologiche e archeologiche, oltre a numerose peculiarità faunistiche (invertebrati cavernicoli e chirotteri), altrove raramente riscontrabili[60].

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

popolazione storica (migliaia)[61]

Abitanti censiti[62]

Etnie e minoranze straniereModifica

Alla fine del 2019 vivevano a Palermo 25.075 cittadini stranieri[63]. Considerando il totale dei residenti, la consistenza degli immigrati è piuttosto bassa, attestandosi sul 3,8%. I gruppi più rappresentativi provengono dal subcontinente indiano, con in testa Bengalesi e Tamil originari dello Sri Lanka.

In forte crescita la presenza di cinesi, concentrati soprattutto nella zona della stazione centrale, in particolare sulla centralissima via Lincoln, dove si sta sviluppando una piccola Chinatown attorno a un piccolo centro commerciale, sorto con accordo internazionale tra Cina e Regione Siciliana[64].

Lingue e dialettiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetto palermitano.

Le lingue più parlate a Palermo sono l'italiano e il siciliano nella sua variante locale.

ReligioneModifica

 
Il santo papa palermitano Sergio I.

La confessione religiosa più diffusa è quella cristiana cattolica di rito latino. I cattolici dal 1624riconoscono come patrona di Palermo Santa Rosalia, a cui sono dedicate le celebrazioni del festino. I patroni secondari Sant'Agata, Santa Cristina, Santa Ninfa, Sant'Oliva, San Benedetto il Moro[65]Sant'Onofrio e Sant'Agatone[66] non sono più ricordati. Palermo è stata città natale di due papi (Agatone e Sergio I), entrambi santificati.

La parrocchia di San Nicolò dei Greci alla Martorana e la comunità religiosa delle suore basiliane nella chiesa di Santa Macrina, appartenenti alla storica enclave albanese della provincia, osservano il rito bizantino.

Sono anche presenti, in minoranza, altri cristiani di più recente arrivo. Tra i protestanti gli anglicani hanno un loro edificio di culto Chiesa anglicana di Palermo, così come i valdesi Tempio valdese di Palermo. Sono presenti anche evangelici e ortodossi.

Nel periodo della dominazione musulmana erano presenti a Palermo più di 300 moschee[67], molte delle quali luoghi di culto cristiani trasformati. Negli ultimi anni l'Islam ha avuto una certa diffusione ed è stata istituita nel 1990 la Moschea di Palermo, ricavata dalla vecchia chiesa sconsacrata di San Paolino.[68][69].

Il quartiere ebraico medievale era diviso in due parti collegate tra loro dalla Pubblica via (poi diventata via Mastrangelo): la contrada della Meschita (nei pressi di via Giardinaggio e via Calderai) e la contrada della Guazzetta (nei pressi di via Lattarini e vicolo Corrieri). Nel 2011 è stato celebrato per la prima volta dal XV secolo un Bar mitzvah.[70][71]. Dopo quasi cinque secoli, nel 2018 l'oratorio di Santa Maria del Sabato viene trasformato in sinagoga della città, diventando così punto di riferimento per l'intera comunità ebraica dell'isola.[72]

Sono presenti altre piccole minoranze religiose[73].

Tradizioni e folcloreModifica

Tradizioni religioseModifica

 
Il Carro Allegorico Minore della Santuzza nel 2008.

La festa di santa Rosalia o U fistinu è la festa dedicata alla santa patrona dal 1624 in poi. Ogni anno rappresenta un evento a cui prendono parte migliaia di persone e si svolge con la processione dei carri trionfali della santa per il Cassaro, con il finale della festa colorato dai giochi pirotecnici sul lungomare del Foro Italico

Opera dei PupiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Opera dei Pupi § Palermo.

L'Opera dei Pupi, patrimonio dell'UNESCO, appartiene alla tradizione marionettistica del teatro epico-popolare della Sicilia da almeno il 1700 e prende spunto dalle narrazioni cavalleresche tratte da romanzi e poemi del Ciclo carolingio.

A Palermo si può ammirare la più ricca collezione di Pupi divisa tra il Museo etnografico siciliano Giuseppe Pitré e il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino ed ogni anno, oltre alla quotidiana attività dei pupari, viene organizzato il Festival di Morgana.

Comunità LGBTModifica

 
Palermo Pride 2013.

Palermo è stata una delle città italiane pioniere del movimento per i diritti LGBT. Il 9 dicembre 1980 a Palermo, da un'idea del sacerdote Marco Bisceglia con la collaborazione Nichi Vendola[74], Massimo Milani, Gino Campanella e altri militanti[75], viene fondato l'Arcigay, la prima sezione italiana dell'ARCI dedicata alla cultura omosessuale[76], che si diffonderà di lì a poco in tutta Italia. Pochi mesi dopo, il 28 giugno 1981, presso Villa Giulia si svolse la festa dell'orgoglio omosessuale, una delle prime manifestazioni pubbliche per i diritti LGBT in Italia.

Alla Marcia Nazionale, svoltasi a Palermo il 22 giugno 2013, hanno preso parte, per la prima volta nella storia delle parate italiane, diverse importanti cariche istituzionali: il Presidente della Camera, il Ministro delle pari opportunità, il Presidente della Regione Siciliana e il sindaco della città ospitante[77]. Inoltre, per l'occasione, è stato istituito il Villaggio Omosessuale più grande d'Europa all'interno dei Cantieri Culturali alla Zisa (50.000  m²)[78], dove per 10 giorni sono stati organizzati concerti, mostre d'arte, convegni, rassegne cinematografiche, due discoteche e grandi spazi per la ristorazione e l'artigianato.[79] Appena tre giorni prima dell'inaugurazione il comune di Palermo aveva dato un segnale concreto di apertura: aveva istituito il registro delle unioni civili[80].

Dal 2010 a Palermo si svolge il Sicilia Queer Filmfest, festa internazionale del cinema LGBT e nuove visioni[81] e dal 2012 aderisce alla rete RE.A.DY. (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni per il superamento delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere)[82].

Qualità della vitaModifica

Anno Qualità della Vita (Sole 24 Ore) Qualità della Vita (Italia Oggi) Rapporto Ecosistema Urbano (Legambiente)
2008 101º (-9) 93º (-2) 89° (+1)
2009 102º (-1) 99º (-6) 90° (+1)
2010 101º (+1) 84º (+15) 101° (-11)
2011 102° (-1) 89° (-5) 101° (=)
2012 99° (+3) 94° (-5) 101° (=)
2013 106° (-7) 100° (-6) 97° (+4)
2014 95° (+11) 95° (+5) 96° (+1)
2015 106° (-11)[83] 105° (-10)[84] 102° (-6)
2016 99° (+7) 104° (+1) 102° (=)[85]
2017 97° (+2) 106° (-2) 101° (+1)
2018 87° (+10) 106° (=) 100° (+1)
2019 98° (+8) 100° (=)

MediaModifica

 
Manifesto del Giornale di Sicilia dei primi del '900.
 
Prima pagina de L'Ora del 1906

Stampa ed editoriaModifica

Il principale quotidiano cartaceo attualmente pubblicato a Palermo è il Giornale di Sicilia. La Repubblica ha una redazione in città, che pubblica l'edizione locale del quotidiano.

Dal 1900 al 1992 si pubblicò anche il quotidiano L'Ora

In città hanno sede diverse case editrici:

  • Sellerio
  • Flaccovio
  • Palumbo
  • Kemonia Edizioni
  • Navarra Editore
  • Urban Apnea Edizioni
  • Qanat, Editoria & Arti Visive
  • Novantacento
  • Edizioni Kalòs
  • Edizioni della Battaglia
  • Edizioni Leima
  • Ila Palma
  • Il Palindromo
  • Glifo edizioni

Dal 2011 la città ospita Una marina di libri, festival dell'editoria indipendente.

RadioModifica

  • Radio Time
  • Radio Time 90
  • Radio Mia
  • Radio Sprint[86]
  • Radio Battikuore
  • Radio Reporter
  • Radio Margherita Giovane
  • Radio Arcobaleno
  • Dabliu Radio
  • Radio Evangelica
  • Radio Spazio Noi InBlu

TelevisioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Sede Rai di Palermo.
 
Sede RAI regionale.

Nella sede RAI di Palermo nata negli anni '80, vi è un polo produttivo dedicato al Mediterraneo, con un centro di produzione TV e un auditorium. Dal 2001 al 2012 produceva il canale in italiano e arabo Rai Med. Quotidianamente si trasmettono TG e GR regionali e si producono le rubriche Mediterraneo, Riva Sud, Buongiorno regione e il Settimanale della TGR. L'archivio storico di RAI Sicilia è costituito da 886 programmi televisivi realizzati tra il 1979 e il 1993, riversati e digitalizzati.

CulturaModifica

 
Biblioteca di Palazzo Branciforte

I Cantieri Culturali alla Zisa, oltre a essere un pregevole esempio di archeologia industriale, costituiscono uno spazio espositivo per eventi teatrali, musicali, artistici e iniziative culturali di ogni genere. Il Padiglione 18 ospita il Centro internazionale di fotografia, diretto da Letizia Battaglia[88].

Archivi e bibliotecheModifica

Presso l'Archivio di Stato nella sede della Catena, oltre a carte topografiche, pergamene, manoscritti, stampe e atti notarili, è conservato il Mandato di Adelasia. Si tratta del documento cartaceo più antico d'Europa: una lettera bilingue, in greco e in arabo, scritta nel 1109 dalla terza moglie di re Ruggero I, Adelasia del Vasto[89]. A Palermo ha sede la Biblioteca centrale della Regione Siciliana, che custodisce ogni volume stampato nell'isola.

  • Biblioteca dell'Istituto siciliano di studi bizantini e neoellenici
  • Biblioteca dell'Istituto Siciliano per la storia antica "Eugenio Manni"
  • Biblioteca dell'Officina di Studi Medievali
  • Biblioteca della Fondazione Gaetano Costa
  • Biblioteca della Fondazione Mormino del Banco di Sicilia
  • Biblioteca della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo
  • Biblioteca e discoteca del Settore Culturale dell'Opera universitaria
  • Biblioteca ed Emeroteca del Centro Regionale per l'inventario, la catalogazione e la documentazione
  • Biblioteca Francescana di Palermo
  • Biblioteca mediateca Raymond Roussel del Centro culturale francese di Palermo e di Sicilia
  • Biblioteca Multimediale Comunale di Villa Trabia
  • Biblioteca Regionale dei Domenicani
  • Centro di Documentazione per la Promozione e l'Educazione alla Tutela dei Diritti Umani “Peter Beneson” di Amnesty International

Ci sono inoltre le biblioteche dell'Università degli Studi di Palermo, che costituiscono il Sistema bibliotecario dell’Ateneo (SBA), e le due biblioteche dell'Università LUMSA, che invece aderiscono al Polo SBN comunale[90].

IstruzioneModifica

RicercaModifica

Strutture del Consiglio Nazionale delle Ricerche
  • Istituto di biomedicina e di immunologia molecolare "Alberto Monroy"
  • Articolazioni territoriali dell'istituto
    • Istituto di calcolo e reti ad alte prestazioni
    • Istituto di studi sui sistemi intelligenti per l'automazione
    • Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati
    • Istituto di genetica vegetale
    • Istituto per le tecnologie didattiche
    • Istituto di biofisica

L'accademia cittadina è la Accademia nazionale di scienze, lettere e arti.

ScuoleModifica

A Palermo sono presenti più di 450 plessi scolastici, così suddivisi: 162 scuole materne, 144 Istituti di Istruzione primaria, 76 Istituti di Istruzione secondaria di primo grado e 71 Istituti di Istruzione secondaria di secondo grado (dati all'anno scolastico 2007/2008)[91].

UniversitàModifica

Istituti universitari per l'Alta formazione artistica, musicale e coreutica
  • Accademia di Belle Arti, istituita nel 1780, è ubicata nelle storiche sedi di Palazzo Molinelli di Santa Rosalia e Palazzo Fernandez. In origine nacque come Scuola di disegno, assumendo l'attuale conformazione degli istituti nel 1923.
  • Conservatorio di Musica Alessandro Scarlatti, istituito nel 1618 nella chiesa della Santissima Annunziata per volontà del viceré Conte De Castro, con il nome di Conservatorio del Buon Pastore
Istituti internazionali per la diffusione della lingua e della cultura

LetteraturaModifica

 
Il Cancelliere Aulico alla corte di Federico II, a Palazzo della Favara con i poeti e i filosofi della Scuola siciliana.

Decisiva per lo sviluppo in territorio italiano di una produzione letteraria in volgare romanzo fu la Scuola siciliana, una corrente filosofico-letteraria, che si sviluppò dal 1166 al 1266. Ebbe i suoi centri maggiori a Palermo e Messina[94][95]. Fu particolarmente operosa nella prima metà del XIII secolo, tra il 1230 e il 1250, presso la corte di Federico II di Svevia. La poesia lirica della scuola, in volgare siciliano aulico, ebbe anche il merito di introdurre il sonetto. Esercitò un chiaro influsso sulla produzione culturale delle città ghibelline dell'Italia centrale (come per esempio Bologna, dove visse Guido Guinizelli, padre del Dolce stil novo). La Scuola siciliana, anche se in genere ricordata soprattutto per la produzione poetica, fu in realtà caratterizzata da una molteplicità di interessi culturali e scientifici. Diede infatti un notevole impulso alle conoscenze matematiche, tecnico-scientifiche, agli studi di letteratura filosofica araba, di alchimia, astrologia e mantica, per opera principalmente di Michele Scoto (presso la corte palermitana furono tradotti Avicenna, Averroè e Alpetragio), e alla conoscenza della letteratura greco-bizantina e della poesia tedesca, soprattutto della lirica cortese d'amore del Minnesang[96].

Tra i primi anni del XIV secolo e la metà del XV la cultura umanistica diffuse l'importanza della filologia e personaggi di spicco del periodo, come Antonio Beccadelli, detto il Panormita, si dedicarono quasi esclusivamente a dar nuova vita a testi antichi, senza donare contributi originali, ma producendo materiale importantissimo dal punto di vista accademico. Francesco Balducci fu uno degli ultimi esponenti della corrente letteraria siciliana del petrarchismo. Il più importante poeta palermitano del XVII secolo fu Pietro Fullone. Fece parte dell'Accademia dei Riaccesi, assieme a Tommaso Aversa, Ortensio Scammacca, Giuseppe Galeano, Vincenzo Auria, Giuseppe Galeano, Ippolito Maia e tanti altri. Pietro Fullone rappresentò il legame tra il monrealese Antonio Veneziano, che scrisse nel XVI secolo, e i due più importanti poeti siciliani a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, il catanese Domenico Tempio e il palermitano Giovanni Meli.

Giovanni Meli raggiunse notorietà in tutta Italia aderendo ai modi e allo stile dell'Arcadia, di cui è ritenuto il più grande esponente assieme a Metastasio. Tra i più illustri scrittori palermitani va ricordato Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Il movimento letterario Gruppo 63 si costituì a Palermo nel 1963 per iniziativa di alcuni intellettuali fortemente critici nei confronti dei modelli letterari degli anni cinquanta. Fu definito di neoavanguardia per differenziarlo dalle avanguardie storiche del Novecento.[97]

FilosofiaModifica

La Biblioteca filosofica di Palermo, fu fondata da Giuseppe Amato Pojero[98]. Dapprima cenacolo, si trasformò poi in Società per gli studi filosofici e infine in Biblioteca filosofica di Palermo, costituita legalmente il 26 luglio 1910 da un gruppo di soci fondatori con in testa Giovanni Gentile. Ebbe vita attivissima dal 1910 al 1937, quando divenne una sezione dell'Accademia di scienze, lettere e arti. Esercitò larga influenza nel generale movimento del pensiero speculativo e scientifico, facendo di Palermo la capitale della filosofia italiana[99]. Vide la partecipazione di eminenti studiosi italiani e stranieri come Cosmo Guastella, Francesco Orestano, Santino Caramella, Vito Fazio Allmayer, Agostino Gemelli, Giovanni Vailati, Lev Gillet, Franz Brentano. Dallo scoppio della Seconda guerra mondiale non ha più svolto vera ed efficace attività, anche se ne è stata proposta la ricostituzione.[100][101] Va inoltre ricordato Antonio Aliotta, che si pose in polemica con l'imperante neoidealismo di Benedetto Croce e di Giovanni Gentile.

ArteModifica

L'Accademia di Belle Arti di Palermo venne istituita nel 1780 e in origine nacque come Scuola di disegno, assumendo l'attuale conformazione degli istituti nel 1923. In quell'anno nasce il liceo artistico Eustachio Catalano, fondato da Ernesto Basile[102]. Dal 2013 si svolge la Biennale Internazionale d'Arte di Palermo[103].

Palermo ha dato i natali a Giacomo Serpotta, principale esponente della famiglia di scultori, famoso per aver rinnovato significativamente la tecnica dello stucco. Altra nota dinastia di artisti, considerati tra i principali maestri nella scultura del Rinascimento siciliano fu quella dei Gagini, il cui principale esponente fu Antonello.

MusicaModifica

Palermo ha dato i natali a importanti musicisti come, per esempio, Sigismondo d'India. Il più celebre è Alessandro Scarlatti, compositore italiano di musica barocca, che, in campo operistico, viene considerato uno dei padri della Scuola musicale napoletana.

Di rilievo anche il musicologo Nino Pirrotta, autore di numerose pubblicazioni sulla musica antica.

Il teatro dell'opera di Palermo è il Teatro Massimo Vittorio Emanuele.

L'Orchestra Sinfonica Siciliana, istituita dalla Regione Siciliana nel 1951, dal 2001 ha la sua sede fissa presso il Teatro Politeama. All'interno dell'ex chiesa di Santa Maria dello Spasimo c'è la sede del Brass Group, che la utilizza come auditorium per concerti.

Negli anni settanta la città è stata sede del Palermo Pop, tra i primissimi festival rock tenutisi in Italia.

CinemaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Cinema a Palermo.

La città ospita storicamente produzioni cinematografiche ed ha fatto da sfondo a diverse pellicole, fra le quali, tra le più celebri Il Gattopardo per la regia di Luchino Visconti e Il padrino - Parte III di Francis Ford Coppola.

Scienze matematiche, fisiche e naturaliModifica

Il Circolo Matematico di Palermo è un'organizzazione accademica di matematica fondata da Giovanni Battista Guccia il 2 marzo 1884. Viene considerata la più antica tra le società matematiche fondate in Italia[104]. All'inizio del XX secolo il circolo annoverava tra i suoi membri quasi mille tra i più prestigiosi matematici del mondo. Edmund Landau, il grande teorico dei numeri di Gottinga, nell'aprile del 1914 definiva Palermo Il centro del mondo matematico[105].

Tra i più noti scienziati palermitani va ricordato Domenico Scinà. Fu il primo a occupare la cattedra di fisica sperimentale all'Accademia degli studi di Palermo. Nei primi anni del XIX secolo venne inoltre nominato regio storiografo dal re Ferdinando di Borbone. Nel 1812 collaborò alla stesura della costituzione siciliana e fu membro perpetuo della Commissione di pubblica istruzione ed educazione in Sicilia. Ha lasciato diverse opere di carattere scientifico e storico.

Decisivo fu poi l'intervento nel 1867 di Gaetano Giorgio Gemmellaro, che confermò i risultati cui era pervenuto Domenico Scinà. Gemmellaro nel 1866 creò la prima collezione universitaria di geologia e paleontologia, fondando il museo che porta il suo nome. Svolse un'intensa attività di ricerca e collaborò con Charles Lyell e con la Geological Society, uno dei centri più prestigiosi della geologia mondiale[106]. Importante fu inoltre l'attività svolta a Palermo da Pietro Doderlein. Originario di Dubrovnik, nel 1862 venne chiamato a ricoprire la cattedra di zoologia e anatomia comparata all'Università di Palermo e organizzò in modo esemplare il Museo di storia naturale di Palermo, poi divenuto Museo di zoologia Pietro Doderlein, ed ebbe un'influenza decisiva sullo sviluppo della zoologia e sul progresso della biologia marina in Sicilia.

Va ricordato anche l'Osservatorio astronomico di Palermo, con una storia di oltre duecento anni di attività, segnati da picchi di eccellenza e fasi di declino. Fondato nel 1790 per volontà di Ferdinando I di Borbone, venne eretto sulla torre pisana del Palazzo Reale, e fu immediatamente dotato della migliore strumentazione allora disponibile, commissionata da Giuseppe Piazzi, che ne fu il primo direttore. Nel 1801 dall'Osservatorio di Palermo venne scoperto Cerere, così chiamato in onore del famoso mito che si svolge proprio in Sicilia. Un'altra importante scoperta fu quella dell'ammasso globulare NGC 6541 da parte di Niccolò Cacciatore. Oggi l'Osservatorio di Palermo, intitolato a Giuseppe Vaiana, è una delle strutture dell'Istituto nazionale di astrofisica (INAF) e porta avanti diversi progetti di ricerca.

Un illustre botanico palermitano fu Filippo Parlatore. Si deve al suo impegno la rinascita di forme associative nel campo della scienza botanica, che condurrà nel 1888 alla nascita della Società botanica italiana. Nel 1841 fondò l'Erbario centrale italiano e nel 1844 il Giornale botanico italiano. Tra i più importanti direttori dell'Orto botanico di Palermo Vincenzo Tineo e Agostino Todaro. Altri due importanti botanici sono stati Paolo Silvio Boccone e Giuseppe Catalano.

Nelle scienze naturali si distinse l'ornitologo Baldassare Palazzotto (1777-1858), dimostratore di Scienze Naturali alla Real Università e direttore della Biblioteca Comunale di Palermo. Va menzionato anche Cesare Airoldi, naturalista del XVIII secolo, che portò avanti soprattutto studi di mineralogia.

Nella chimica si è distinto Stanislao Cannizzaro. Nel 1858 pubblicò il fondamentale Sunto di un corso di filosofia chimica e fece scoperte note come Reazione di Cannizzaro e Regola di Cannizzaro. Fu tra i fondatori, nel 1871 a Palermo, della rivista scientifica Gazzetta Chimica Italiana e nel 1891 vinse la Medaglia Copley per i suoi lavori scientifici.

A lui è stato intitolato il cratere lunare Cannizzaro, situato nell'emisfero opposto alla Terra, subito oltre il margine nordorientale. Tra gli altri prestigiosi chimici palermitani vanno ricordati Emanuele Paternò e Domenico Marotta.

Nelle scienze mediche vanno ricordati il pediatra Giovanni Di Cristina, l'oncologo Maurizio Ascoli.

Tra i più noti geodeti palermitani, Corradino Mineo. Tra gli entomologi, Pietro Genduso. Vanno inoltre ricordati i matematici Michele De Franchis, Francesco Paolo Cantelli, Salvatore Correnti, Renato Calapso e Michele Cipolla, e i fisici Damiano Macaluso e Michele La Rosa. Luigi Crocco è stato tra i maggiori studiosi mondiali nel campo dell'aerodinamica teorica e della propulsione a razzo.

StoriografiaModifica

Michele Amari ha contribuito in modo rilevante alla conoscenza della storia della Sicilia islamica ed è ritenuto il fondatore dell'organizzazione scientifica e metodologica degli studi di orientalistica in Italia.

Rosario Gregorio fu uno degli storici palermitani più importanti del XVIII secolo. La sua opera maggiore è Considerazioni sopra la storia di Sicilia dai tempi normanni sino a' presenti, di cui i sette volumi uscirono dal 1805 al 1826.Fondamentale è stato il lavoro svolto da Gioacchino Di Marzo, tra i fondatori della moderna storia dell'arte siciliana, mentre per ciò che riguarda la storiografia siciliana in generale, ebbe il merito d'aver dato vita a la Biblioteca storica e letteraria di Sicilia, ossia Raccolta di opere inedite e rare di scrittori siciliani dal secolo XVI al XIX, in ventotto volumi, in cui raccolse la vita pubblica e privata, intellettuale e morale della Sicilia, e soprattutto di Palermo, dagli inizi del XVI secolo fino alla fine del XVIII, tramite le notizie che ne avevano dato diaristi e cronisti come Rocco Pirri, Filippo Paruta, Vincenzo Auria, il Mongitore e Francesco Maria Emanuele Gaetani.

Va ricordato anche l'archeologo, numismatico e paleografo Antonio Salinas. Socio nazionale dei Lincei, fu tra i più importanti curatori museali in Sicilia, pioniere di un'idea di museo come luogo di raccolta di "bene comune", oltre che tra i fondatori dell'Istituto italiano di numismatica. Partecipò agli scavi che si effettuarono a Mozia, Selinunte, Tindari, Solunto, Lilibeo ed ebbe diversi altri incarichi, come quello di primo archeologo della Missione scientifica italiana ad Atene. Fu il primo a illustrare i monumenti del Ceramico[107][108]. Tra le collezioni del Museo archeologico regionale di Palermo, intitolato allo studioso, c'è quella di oltre 6.000 pezzi che lo stesso Salinas cedette al Museo nel 1914.

CucinaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina siciliana e Cucina palermitana.

La cucina palermitana rientra nel modello nutrizionale della dieta mediterranea e mostra tracce e contributi di tutte le culture, che si sono stabilite in Sicilia negli ultimi due millenni. Tra le pietanze più famose troviamo la caponata (utilizzata sia come antipasto sia come contorno), primi come la pasta con le sarde o anelletti al forno e secondi come le sarde a beccafico o l'arrosto panato alla palermitana. L'insalata tipica è invece quella di arance con erba cipollina, olio d'oliva, sale e pepe.

Come in molte parti del Mediterraneo, il vino accompagna i pasti palermitani. La tipica bevanda alcolica è l'Anice Unico Tutone, un prodotto ad altissima gradazione alcolica (60 gradi) a base di anice misto aromatizzato con parti di cumino e che, mischiato all'acqua fredda, compone la famosa bevanda rinfrescante chiamata Acqua i zammù.

Palermo è famosa per la sua pasticceria e in maniera particolare per i dolci tipici, che hanno come ingrediente principale la crema di ricotta: cannoli, cassate, dita d'apostolo, sigarette, sfince (che si mangiano il giorno di San Giuseppe), la cuccìa (che si mangia il giorno di Santa Lucia) e i biscotti di San Martino ripieni (che si mangiano il giorno di San Martino). Il cuoco palermitano Francesco Procopio dei Coltelli è ritenuto il padre del gelato, uno dei dessert più consumati e noti al mondo. A Palermo hanno avuto origine anche la frutta martorana e più recentemente l'Iris, creata da un pasticcere palermitano nel 1901.

Cibo da strada
 
Panelle e crocché.

Un aspetto caratteristico della cucina locale è il cibo da strada, largamente diffuso. Il panino con la milza, che viene preparato con fette di milza e polmone di vitello fritte nello strutto e può essere consumato schiettu (semplice) o maritatu (con scaglie di caciocavallo o ricotta o entrambi), e il panino con panelle, frittelle salate di farina di ceci spesso accompagnate con le crocché (morbide crocchette fritte di patate), si contendono il primato in tale campo. Molto popolare anche una variante palermitana della pizza chiamata sfincione: una focaccia preparata con pomodoro, cipolla, caciocavallo e olio d'oliva. Altre pietanze che rientrano nella categoria sono la stigghiola, la frittola e la caldume (quarume).

Molto diffusi i cosiddetti pezzi di rosticceria locale, tra cui: calzoni, ravazzate, rizzuole, rollò (che hanno come base una sorta di pasta brioche poi farcita all'interno), mattonelle (pasta sfoglia in forma rettangolare farcita in vario modo), e le celeberrime arancine.

EventiModifica

 
Il teatro Garibaldi, principale sede organizzativa per Manifesta 12.

Nel 2015 ha ospitato la biennale europea di arte contemporanea Manifesta 12[112]

È stata Capitale italiana della cultura nel 2018[113], e Capitale italiana dei Giovani nel 2017[114].

Geografia antropicaModifica

 
Veduta panoramica dal Castello Utveggio sul Monte Pellegrino.

UrbanisticaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Urbanistica di Palermo.

La forma del primo nucleo della città ricorda un piede e pertanto Palermo viene spesso definita Piede Fenicio[115]. Lo sviluppo urbanistico ha risentito delle varie dominazioni che si sono succedute nel corso dei secoli con una grande varietà di ambienti e scorci; in ultimo l'espansione recente ha reso il centro storico un luogo ben differenziato dalla cosiddetta Palermo Nuova.

Quadro amministrativoModifica

La città di Palermo è capoluogo della Regione Autonoma Sicilia e della Città metropolitana di Palermo (fino al 2015 Provincia di Palermo).

Il territorio comunale si estende su una superficie di 161 km² con una popolazione di circa 670 000 abitanti.

Suddivisioni storicheModifica

 
Antica suddivisione del centro storico (attualmente I circoscrizione) in 4 mandamenti.

Il centro storico di Palermo (che corrisponde alla prima circoscrizione) è suddiviso in quattro parti da Via Maqueda e Corso Vittorio Emanuele che incrociandosi a piazza Vigliena danno origine alla croce barocca (i Quattro Canti, detto anche "Teatro del Sole").

I quattro quartieri storici o mandamenti[116] così creati sono:

CircoscrizioniModifica

 
L'attuale suddivisione amministrativa in 8 circoscrizioni.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Circoscrizioni di Palermo.

La città di Palermo è ripartita in otto circoscrizioni, ripartite a loro volta in 25 quartieri e 55 unità di primo livello.

FrazioniModifica

Palermo è una città policentrica[117], poiché durante l'espansione urbanistica novecentesca vennero inglobati centri urbani preesistenti[118], talvolta ormai poco distinguibili all'interno del tessuto urbano.

Una capillare rete viaria di antica origine metteva in collegamento il centro storico con questi insediamenti minori, di cui alcuni erano borgate marinare e altri erano dediti all'agricoltura degli agrumi.

Borgate marinare
 
Mondello affacciata sulla sua baia.
  • Mondello è una località balneare, originariamente villaggio di pescatori, sviluppatosi intorno a un'antica tonnara. In seguito alla bonifica del territorio circostante[119], tra il 1892 e il 1910, viene costruita una città giardino con numerose ville in stile liberty e il Kursaal a mare. Da Mondello si accede alla Riserva naturale di Capo Gallo - Isola delle Femmine.
  • Sferracavallo è un borgo marinaro e turistico, e sviluppatosi intorno alla tonnara di Calandria, tra i Monti Billiemi e Pizzo Santa Margherita. Durante alcuni scavi archeologici nelle grotte Impiso, Pecoraro e Conza sono stati scoperti materiali del paleolitico superiore.
  • Addaura è una borgata che si trova a sud-ovest di Mondello e che ospita numerose ville di recente costruzione. A circa 70 m s.l.m., si trovano alcune grotte dove sono stati rinvenuti resti del paleolitico e del mesolitico che si trovano al Museo archeologico regionale Antonio Salinas; in altre grotte vicine sono stati rinvenuti graffiti con figure umane e animali d'era paleolitica. La costa dell'Addaura un tempo era difesa da una torre del XV secolo di cui non resta molto.
Borgate di campagna
 
Ciaculli ai piedi del Monte Grifone.
  • Ciaculli è una località del Comune di Palermo che conserva le caratteristiche della tipica borgata di campagna. Si trova alle porte della città e conta circa 9500 abitanti. Rientra nella II Circoscrizione e insieme con la frazione di Croceverde-Giardina forma la nona Unità di primo livello di Palermo. Vicino si trova Santa Maria di Gesù, altra borgata di origine contadina. A Ciaculli si coltiva il mandarino tardivo, protetto da Slow Food.
  • Croceverde è una piccola frazione o borgata rurale di Palermo. Sorge nell'angolo meridionale della pianura Conca d'Oro, e conta circa 1100 abitanti. Dista pochi chilometri dal tessuto urbano di Palermo, ed è confinante con due località limitrofe: a nord-ovest Ciaculli, confinante per mezzo dell'omonima strada, e a sud-est Gibilrossa, frazione di Misilmeri, nota per le imprese garibaldine.
  • Belmonte Chiavelli è distaccata dal resto del tessuto urbano della città dalla Circonvallazione di Palermo, ed è situata in un'area di forte pendenza ai piedi del Monte Grifone. Da Belmonte Chiavelli è visibile un panorama completo della città.
  • Santa Maria di Gesù è una località o borgata del comune di Palermo. Si sviluppa attorno l'omonimo cimitero storico. È ubicata ai piedi del Monte Grifone, tra le altre borgate di Ciaculli e di Belmonte Chiavelli.

EconomiaModifica

Agricoltura e pescaModifica

Benché il territorio sia prevalentemente urbanizzato, all'interno del comune sono presenti vasti territori dedicati all'agricoltura. In particolare forte è la presenza di questi terreni nella zona di Ciaculli, dove viene coltivato un particolare tipo di mandarino locale[120] per il quale i produttori si sono riuniti in un consorzio[121]. Tale consorzio tratta anche un frutto, che in zona trova il suo habitat: la nespola.

La pesca è un'importante attività cittadina: grossi gruppi di pescatori sono presenti in alcuni porti minori cittadini come La Cala e soprattutto il porto di Sferracavallo[122]. La borgata è infatti rinomata per la grossa presenza di ristoranti specializzati nella preparazione di pietanze a base di prodotti ittici[123]. L'allevamento è diffuso soprattutto al di là delle alture, che delimitano il tessuto urbano della città. È inoltre diffuso al largo della costa cittadina l'allevamento del tonno[124].

Industria e serviziModifica

 
Sede centrale del Banco di Sicilia.

Il principale polo industriale cittadino è il porto di Palermo con la presenza dei cantieri navali di proprietà della Fincantieri, che generano anche un grosso indotto. Altri poli industriali cittadini sono: il quartiere industriale di Brancaccio dove sono presenti molte attività industriali di media dimensione, il maggiore deposito ferroviario merci della città e i capannoni della nettezza urbana comunale e degli Autobus; la Zona Industriale Nord, nota anche come via Ugo La Malfa, anche se quest'area è in larga parte occupata da società di servizi; la zona di Partanna. Altre zone industriali sono ormai dismesse come l'area dell'Ex Chimica Arenella, destinata a trasformarsi in zona turistico alberghiera.

 
Sede regionale della Banca d'Italia.

Il terziario e i servizi rappresentano la principale economia cittadina[125]. In particolare la grossa presenza di uffici governativi della Regione Siciliana, degli uffici comunali e provinciali (tra cui la filiale della Banca d'Italia), oltre che delle sedi regionali di enti pubblici o di società a capitale pubblico, tra cui la RAI, occupa direttamente e tramite l'indotto una grossa fetta della popolazione attiva[126]. Sono inoltre nate molte società di servizi che si occupano di telefonia.

Importante settore è quello bancario. La città è stata per decenni sede principale del Banco di Sicilia sin dalla fondazione del banco fino all'incorporazione in Unicredit. Altre banche con sede a Palermo erano la Banca Nuova, il Credito Siciliano e la Banca di Palermo[senza fonte].

Il settore commerciale è invece orientato al dettaglio e alle aziende di piccola e media dimensione, con una ridotta presenza della aziende della GDO[127]. Il 25 novembre del 2009 ha aperto ufficialmente il primo grosso centro commerciale presente sul territorio comunale[128], il Forum Palermo nel quartiere Roccella. Nel 2010 hanno aperto 2 centri commerciali: Il "Poseidon", a Carini, e "La Torre", alla fine del Viale Michelangelo, mentre nel 2012 il Conca d'Oro, nel quartiere ZEN.

TurismoModifica

 
Punta Barcarello.
 
Bagnanti durante la stagione estiva nella spiaggia di Valdesi a Mondello.

Palermo, già nel ‘700, era spesso metà di visitatori del Grand Tour compiuto da artisti, letterati e nobili europei (specialmente provenienti da Gran Bretagna, Francia e Germania) vedendo ospite grandi personaggi come per esempio: Jean-Pierre Houël, Alexandre Dumas (padre), Guy de Maupassant e Johann Wolfgang von Goethe.

Il turismo è un settore molto importante nell’economia della città, che attrae per il suo clima mediterraneo, per il cibo caratteristico, per i luoghi naturali, il patrimonio artistico-architettonico e culturale. A partire dagli anni 2000 ha subito un profondo incremento[129] anche grazie al sempre crescente traffico crocieristico.[130]

Il turismo religioso ha il suo fulcro nel culto di Santa Rosalia[131]. A partire dal 2017 è stata rivalutata la "Magna Via Francigena", da Palermo ad Agrigento (sezione della "Via Francigena"), la percorrenza della quale permette di conseguire il "Testimonium", prova della propria devozione.[132]

Il turismo LGBT vede una città culturalmente aperta alle diversità con una storia, che l'ha vista protagonista nel movimento LGBT italiano[133].

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

 
Le principali arterie stradali cittadine.

Palermo è attraversata, da sud-est a nord-ovest, dal viale della Regione Siciliana (detto anche circonvallazione di Palermo); l'arteria assume per la città un'importanza fondamentale in quanto connette alla viabilità urbana le due autostrade (A19 e A29): l'autostrada A19, che la collega a Catania dal 1975[134] e all'autostrada A20 per Messina nei pressi dell'uscita Buonfornello e infine l'autostrada A29, che collega Palermo a Mazara del Vallo, all'aeroporto Punta Raisi e all'A29 Dir. Alcamo-Trapani; questa, inaugurata nel 1978[134], fu collegata alla circonvallazione alla fine degli anni ottanta. Alla circonvallazione sono connesse anche due strade statali: la SS 186, che collega Palermo a Partinico uscendo in direzione sud-ovest lungo corso Calatafimi e che, dopo aver superato viale della Regione Siciliana, raggiunge il quartiere periferico di Mezzomonreale e prosegue fino a raggiungere Borgetto e Partinico, dove si innesta sulla strada statale 113 Settentrionale Sicula; e la SS 624, che ha inizio da via Ernesto Basile, in corrispondenza del cavalcavia che sovrasta viale della Regione Siciliana sud-est e termina confluendo nella strada statale 115 Sud Occidentale Sicula.

Per Agrigento si percorre lo scorrimento veloce Palermo-Agrigento, che è un asse stradale, che collega le due città passando per Lercara Friddi e per la valle del Platani. Lo scorrimento veloce non ha una classificazione ufficiale in quanto tale ed è costituito da due strade statali:

Le due arterie sono collegate senza soluzione di continuità in corrispondenza del bivio Manganaro, costituendo effettivamente un unico asse stradale.

Strade europee
  • Strada europea E90: ne fanno parte le autostrade A19, A20 e A29 ed è una strada europea di classe A della dorsale ovest-est, che si estende da Lisbona in Portogallo fino a Habur in Turchia ai confini con l'Iraq.
  • Strada europea E25: è una strada di classe A e una dorsale nord-sud. In particolare la E25 collegava inizialmente Hoek van Holland a Genova con un percorso lungo 1547 km, attraverso Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Francia, Svizzera e Italia. Nel 1999 è stato deciso di allungare l'itinerario fino a Palermo, passando per la Corsica e la Sardegna.

FerrovieModifica

 
Mappa del nodo ferroviario.

Il territorio comunale è interessato da un discreto traffico ferroviario: le stazioni ferroviarie svolgono anche il traffico metropolitano. Le principali stazioni sono:

Altre stazioni sono Tommaso Natale, Brancaccio, San Lorenzo Colli, Francia, Giachery e Vespri.

PortiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Porto di Palermo.
 
Un'immagine del porto civile dall'alto.

La città ospita uno dei maggiori scali nazionali per traffico di passeggeri e merci. L'area gestita dall'Autorità portuale della Sicilia Occidentale comprende, oltre al moderno porto commerciale, anche l'antico scalo de La Cala e quelli ad uso diportistico e peschereccio dell'Arenella, dell'Acquasanta e di Sant'Erasmo[136].

Sono inoltre presente piccoli porti approdi turistici all'Addaura, alla Bandita, a Fossa di Gallo e nelle due frazioni costiere di Mondello e Sferracavallo

AeroportiModifica

Mobilità urbanaModifica

Servizio ferroviario metropolitano
 Lo stesso argomento in dettaglio: Servizio ferroviario metropolitano di Palermo, Passante ferroviario di Palermo e Anello ferroviario di Palermo.

A Palermo è attivo un servizio ferroviario metropolitano, gestito da Trenitalia, articolato su due linee:

Inoltre la Stazione Centrale, la Stazione Notarbartolo e la Stazione di Roccella sono servite dai treni regionali di Trenitalia.

Autobus

Il trasporto urbano su gomma è curato dall'ex azienda municipalizzata AMAT; le linee (cinquantatré ordinarie, sette notturne, tre speciali e cinque stagionali) sono diffuse in tutto il territorio cittadino e arrivano anche in alcuni comuni limitrofi[140][141]

Tranvia e filobus
 
Mappa della rete tranviaria.
 
Terminal Notarbartolo delle linee tranviarie 2, 3 e 4.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Rete tranviaria di Palermo, Rete tranviaria di Palermo (1887-1947) e Rete filoviaria di Palermo.

La prima rete tranviaria venne inaugurata nel 1887, il sistema venne utilizzato per circa 60 anni, dismesso nel 1947 e sostituito da una rete filoviaria (ugualmente soppressa nel 1966). Della rete palermitana faceva parte l'originale tranvia Palermo-Monreale, con capolinea in piazza Bologni, la cui tratta intermedia superava la forte pendenza esistente per mezzo di una sezione a trazione funicolare.

La rete attuale, completata nel 2015, si compone di quattro linee[142]. La linea 1 collega il capolinea Roccella alla stazione di Palermo Centrale. La linea 2 collega Borgo Nuovo alla stazione Palermo Notabartolo. La linea 3 collega San Giovanni Apostolo (CEP) alla stazione Palermo Notabartolo. La linea 4 collega la Stazione Palermo Notabartolo a corso Calatafimi.

Piste ciclabili

Nel 2009 sono state costruite due piste ciclabili con percorso che dalla zona pedemontana va verso il mare scavalcando letteralmente la circonvallazione. Entrambe sono lunghe 7 km ciascuna, per un totale di quasi 14 km di pista ciclabile che si vanno ad aggiungere all'altra pista ciclabile lunga poco più di 1 km che costeggia via Messina Marine[143].

Taxi condiviso

A partire da gennaio 2016 è stato attivato un servizio comunale di taxi condiviso che interessa cinque percorsi urbani più uno extraurbano, per il collegamento tra lo scalo Falcone-Borsellino e il centro abitato.[144][145]

AmministrazioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Palermo.

ConsolatiModifica

Albania, Austria, Bangladesh, Belgio, Bolivia, Brasile, Bulgaria, Burkina Faso, Capo Verde, Repubblica Ceca, Cile, Cipro, Corea del Sud, Costa d'Avorio, Danimarca, Estonia, Filippine, Finlandia, Francia, Germania, Ghana, Grecia, Libia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Marocco, Messico, Norvegia, Paesi Bassi, Pakistan, Polonia, Portogallo, Principato di Monaco, Regno Unito, Federazione Russa, Senegal, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica, Svezia, Tunisia, Ungheria, Zambia.

GemellaggiModifica

Palermo è gemellata con le seguenti città[146]:

SportModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Sport a Palermo.

Palermo ha ospitato molte importanti manifestazioni sportive quali: il campionato del mondo 1990 di calcio e cinque edizioni del Giro d'Italia. Dal 20 al 31 agosto 1997 ha ospitato la XIX Universiade (la prima edizione in cui le competizioni si sono svolte in una intera regione) e ha ospitato per ben tre volte (nel 1999 nel 2006 e nel 2011) i Giochi delle Isole[162][163].

CalcioModifica

AutomobilismoModifica

  • Targa Florio: tra le più antiche corse automobilistiche, disputata fin dall'inizio del secolo scorso e organizzata dalla Famiglia Florio.[164]A partire dal 1978 la gara veniva trasformata in un omonimo rally, mantenendo la numerazione, nel maggio 2016 si è corso infatti il 100° Rally Targa Florio[165].

CiclismoModifica

Football americanoModifica

RugbyModifica

  • Palermo Rugby, principale squadra di rugby della città. Gioca il campionato di Serie C girone siciliano e disputa la sue partite al Campo di rugby Malvagno[170].

Canoa poloModifica

TennisModifica

Tra gli storici club cittadini: il Circolo del Tennis (fondato nel 1926), il Tennis Club Palermo 2 (1975) e il Country Time Club (1985).

PallavoloModifica

  • Palermo Volley - 1 Challenge Cup (1999), club fondato nel 1998 dalle ceneri del Ferrara Volley. Militò in Serie A1 per tre stagioni consecutive. Vinse anche una Coppa Cev. Nel 2001, con la retrocessione in serie A2, la squadra non si iscrisse al campionato e sparì.

PallanuotoModifica

PallacanestroModifica

  • Green Basket Palermo, squadra maschile militante in Serie C.

AtleticaModifica

  • Maratona di Palermo, gara podistica che si corre nel mese di novembre su un percorso di 42,195 km. La competizione prevede, oltre alla maratona tradizionale una mezza-maratona, per un totale di 21197 m e una corsa non competitiva di 4 km aperta a tutti. La competizione nasce nel 1995.

VelaModifica

Da non dimenticare: il Circolo Canottieri Roggero di Lauria, il Circolo Velico Sferracavallo e la Lega Navale Palermo Centro.

ScacchiModifica

Impianti sportiviModifica

Tra gli altri:

NoteModifica

  1. ^ Copia archiviata, su treccani.it. URL consultato il 25 luglio 2016 (archiviato il 28 luglio 2016).
  2. ^ Copia archiviata, su palermomania.it. URL consultato il 17 maggio 2018 (archiviato il 17 maggio 2018).
  3. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile maggio 2021, su demo.istat.it. URL consultato il 2 settembre 2021.
  4. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  5. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  6. ^ Luciano Canepari, Palermo, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
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BibliografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Bibliografia su Palermo.

Antonio La Torre Giordano, Luci sulla città - Palermo nel cinema dalle origini al 2000, ASCinema - Archivio Siciliano del Cinema, prologo di Goffredo Fofi, prefazione di Nino Genovese, Caltanissetta, Edizioni Lussografica, 2021, ISBN 978-88-8243-518-9

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