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Driekops Eiland
CiviltàKhoi
Stileincisioni rupestri a disegni geometrici
EpocaVI sec. a.C. poi XI sec. d.C.
Localizzazione
StatoSudafrica Sudafrica
Provinciaregione di Kimberley
Amministrazione
VisitabileVisitabile
Sito webwww.driekopseiland.itgo.com
Mappa di localizzazione

Coordinate: 28°59′18″S 24°13′22″E / 28.988333°S 24.222778°E-28.988333; 24.222778

Driekops Eiland (noto anche come Driekopseiland) è un sito archeologico contenente incisioni rupestri o petroglifi. Si trova nel letto del fiume Riet, vicino alla città di Plooysburg, nei pressi di Kimberley, in Sudafrica.[1][2][3][4][5]

Le incisioniModifica

Le oltre 3500 incisioni presenti nel sito, rappresentanti soprattutto immagini geometriche, si trovano su una roccia glaciale esposta nel letto del fiume, e vengono sommerse quando il fiume si alza di livello. Archeologi e geomorfologi hanno stimato che le incisioni siano state effettuate in due diversi periodi: attorno a 2500 anni fa e circa 1000 anni fa.[3]

DibattitiModifica

Il sito è stato al centro di numerosi dibattiti riguardanti le incisioni rupestri sudafricane.

Sensazionali ipotesi riguardo alle incisioni e ai loro autori sono state avanzate da Brenda Sullivan, Cyril Hromnik e da altri in testi come Spirit of the rocks.[6] Tali ipotesi, scartate dall'archeologia ufficiale[7], riguardano spesso antichi visitatori giunti da terre lontane e legami tra le incisioni e le iscrizioni di Ogham.

Nella comunità archeologica Driekops Eiland ha destato discussioni sull'attribuzione delle incisioni stesse.[8]

Tra gli specialisti del settore vi sono principalmente due tesi. Una di queste ipotizza che nonostante la vicina Wildebeest Kuil, con la sua profusione di figure animali e umane, sia essenzialmente di origine San o dei cacciatori-raccoglitori, il sito di Driekops Eiland, con la sua preponderanza di incisioni geometriche e con pochi animali e uomini, appartenga più probabilmente ad una diversa tradizione artistica, oggi riconosciuta come di una cultura separata Khoi di allevatori.[9] Infatti la distribuzione dei siti con immagini geometriche sembra coincidere con le ipotetiche rotte migratorie di quegli allevatori che si pensa abbiano viaggiato per tutto il Sudafrica circa 2000 anni fa.

Una prospettiva differente su Driekops Eiland[3] non scarta la possibilità che l'opera sia da attribuire a vari gruppi[4] ma concentra l'attenzione sul contesto. Gli studi etnografici, tra cui quelli relativi all'importanza sociale dell'acqua, dimostrano come le caratteristiche del territorio potrebbero essere significanti. Le rocce potrebbero essere importanti, visto che il fatto che la loro superficie contenga le immagini rupestri è “una parte fondamentale del contesto”.[10]

Protezione formaleModifica

Driekops Eiland è stato dichiarato Monumento Nazionale nel 1944. Automaticamente è diventato un sito protetto provinciale di livello 2, quando fu promulgato il nuovo National Heritage Resources Act (Atto 25 del 1999).

Impatti dannosiModifica

Nel 1942 fu costruita una diga nella parte superiore del sito, causando l'allagamento permanente di circa 150 incisioni e la modifica del flusso idrico. Quest'ultima cosa ha provocato la crescita di canneti e l'invasione di alberi di eucalipto nelle parti sabbiose del sito, grazie anche al nuovo flusso d'acqua proveniente dal nuovo canale che dal 1987 unisce il fiume Orange alla diga Kalfontein (sul fiume Riet).[11]

Driekops Eiland in arte, letteratura e filmModifica

Altri siti di incisioni rupestri nella regioneModifica

NoteModifica

  1. ^ Fock, G. J., & Fock, D.M.L. 1989. Felsbilder in Südafrika. Teil 3 (Vaal-Oranje-Becken), Colonia: Böhlau Verlag.
  2. ^ Butzer, K. W., Fock, G.J., Scott, L. & Stuckenrath, R. 1979. Dating and context of rock engravings in Southern Africa. Science 203: 1201-1214.
  3. ^ a b c Morris, D. 2002. Driekopseiland and 'the rain's magic power': history and landscape in a new interpretation of a Northern Cape rock engraving site. University of the Western Cape.
  4. ^ a b Parkington, J., Morris, D. & Rusch, N. 2008. Karoo rock engravings. Clanwilliam: Krakadouw Trust
  5. ^ Morris, D. 2008. Driekopseiland rock engraving site, South Africa: a precolonial landscape lost and re-membered. In A. Gazin-Schwartz, & Smith, A. (ed.). Landscapes of clearance: archaeological and anthorpological perspectives, pp. 87-111. University of Arizona: Left Coast.
  6. ^ Sullivan, B. 1995. Spirit of the Rocks. Pretoria: Human & Rousseau; Mutwa, C. 1996. Song of the Stars: the Lore of a Zulu Shaman. New York: Station Hill Openings, Barrytown Ltd.
  7. ^ Off-beat conjectures at Driekops Eiland; Morris, D., Steyn, M., & Ribot, I. 2006. A burial from Driekopseiland, Northern Cape. South African Archaeological Bulletin 61: 133-141.
  8. ^ Morris, D. 2002. Driekopseiland and 'the rain's magic power': history and landscape in a new interpretation of a Northern Cape rock engraving site. University of the Western Cape; Smith, B. W., & Ouzman, S. 2004. Taking stock: identifying Khoekhoen Herder rock art in southern Africa. Current Anthropology 45: 499-526.
  9. ^ Smith, B. W., & Ouzman, S. 2004. Taking stock: identifying Khoekhoen Herder rock art in southern Africa. Current Anthropology 45: 499-526.
  10. ^ Lewis-Williams, J. D., & Dowson, T.A. 1990. Through the veil: San rock paintings and the rock face. South African Archaeological Bulletin 45: 5-16.
  11. ^ Appendice in Morris, D. 2002. Driekopseiland and 'the rain's magic power': history and landscape in a new interpretation of a Northern Cape rock engraving site. MA dissertation, University of the Western Cape.
  12. ^ Randy Hartzenberg After Driekopseiland Archiviato il 18 luglio 2011 in Internet Archive.
  13. ^ Strijdom van der Merwe exhibition
  14. ^ Martin, J. 2008. A Millimetre of Dust: visiting ancestral sites. Cape Town: Kwela Books
  15. ^ Ghaap: Sonnets from the Northern Cape. Città del Capo: Kwela Books/Snailpress

Collegamenti esterniModifica

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