Ebrahim Golestan

Ebrahim Golestan

Ebrahim Golestan (persiano: ابراهیم گلستان‎‎; Shiraz, 19 ottobre 1922) è un regista, scrittore e sceneggiatore iraniano. È considerato un pioniere nel campo cinematografico e documentaristico iraniano.[1]

BiografiaModifica

Figlio di un editore, ha studiato legge all'Università di Teheran, ma ha abbandonato gli studi per dedicarsi all'attività di scrittore e giornalista. Ha pubblicato la prima raccolta di racconti, Azar Maahe Akhare Payeez, nel 1949. È stato attivo come traduttore di autori anglofoni mai precedentemente tradotti in Iran, tra cui Ernest Hemingway, al cui stile è stato spesso paragonato. Per alcuni anni è stato membro del Partito Iraniano del Tudeh, collaborando con i quotidiani ufficiali del partito, Rahbar e Mardom.[1]

Ha iniziato la sua attività cinematografica girando brevi documentari industriali commissionati dalla National Iranian Oil Company. Ha successivamente fondato una propria casa di produzione, la "Golestan Film Studio". Il suo primo documentario di un certo valore artistico viene comunemente considerato Az Ghatreh ta Darya ("Da una goccia al mare", 1957), mentre la fama internazionale arriva con Yek Atash ("Un incendio", 1961), cronaca di un incendio avvenuto nel 1958 nei pozzi di petrolio di Ahvaz che richiese oltre due mesi per essere domato, che riceve una menzione dalla giuria al Festival del cinema di Venezia.[1]

Nel 1963 e nel 1972 ha diretto i suoi soli film di finzione, Mattone e specchio (Khesht Va Ayeneh) e Asrare Ganje Dareye Geni. Nel 1975 ha venduto la sua casa di produzione e ha deciso di trasferirsi in Sussex, in Inghilterra, dove si è concentrato sulla sua attività letteraria.[1]

NoteModifica

  1. ^ a b c d (EN) Parvīz Jāhid, Directors: Ebrahim Golestan, in Directory of World Cinema: Iran, Intellect Books, 2012, pp. 44-51, ISBN 9781841503998.

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