Apri il menu principale

Edgar Kupfer-Koberwitz (Kobierzyce, 24 aprile 1906Stoccarda, 7 luglio 1991) è stato uno scrittore, memorialista e pacifista tedesco.

Dopo l'ascesa del nazionalsocialismo fuggì in Francia e fu esule in Italia. La Gestapo lo arrestò a Ischia nel 1940. Deportato nel campo di concentramento di Dachau, venne liberato nel 1945. Nel lager riuscì a scrivere di nascosto alcuni appunti, sotto forma di lettere a un amico, pubblicati al termine della guerra col titolo Animal brothers.[1] Vi scrisse fra l'altro:

«Non mangio animali perché non voglio vivere sulla sofferenza e sulla morte di altre creature [...]. Io stesso ho sofferto così tanto che riesco a sentire la sofferenza delle altre creature grazie a questa.[2]»

Koberwitz si soffermò, nelle sue memorie, sulla correlazione fra le violenze inflitte agli esseri umani e quelle subite dagli animali:

«Penso che finché l'uomo torturerà e ucciderà gli animali, torturerà e ucciderà anche gli esseri umani – e vi saranno le guerre – perché uccidere viene praticato e appreso poco a poco. Dovremmo cercare di superare le nostre piccole insensibili crudeltà, cercare di evitarle e cercare di bandirle. Ma siamo ancora troppo osservanti delle nostre tradizioni. E le tradizioni sono come una salsa grassa e saporita, che ci fa ingoiare la nostra insensibilità egoista senza farci accorgere di quanto questa sia amara.[3]»

La testimonianza di Koberwitz è raccolta inoltre nel saggio Un'eterna Treblinka di Charles Patterson.

Fra i libri di Koberwitz, è stato pubblicato in lingua italiana Ischia: l'isola dimenticata (Imagaenaria, 2003).

NoteModifica

  1. ^ Guadagnucci, pp. 222-223.
  2. ^ Citato in Guadagnucci, p. 222.
  3. ^ Citato in Guadagnucci, pp. 222-223.

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN3282238 · ISNI (EN0000 0000 5536 3774 · LCCN (ENnr97026167 · GND (DE119506955 · WorldCat Identities (ENnr97-026167
  Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie