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Edwin Brant Frost II (Brattleboro, 14 luglio 1866Chicago, 14 maggio 1935) è stato un astronomo statunitense.

Indice

BiografiaModifica

Figlio di Carlton Pennington Frost, preside della Dartmouth Medical School, si laureò presso il Dartmouth College di Hanover nel New Hampshire. Proseguì i suoi studi in chimica divenendo, nel 1887 a soli 21 anni, docente di fisica. Nel 1890 si recò in Europa, dapprima in Inghilterra, poi a Strasburgo e infine presso il Leibniz-Institut für Astrophysik di Potsdam, dove si interessò alla spettroscopia astronomica sotto la guida di Hermann Carl Vogel. Dal 1898 fece parte dello staff dello Yerkes Observatory divenendo direttore dell’osservatorio dopo le dimissioni nel 1905 del precedente direttore George Hellery Hale. Fu direttore, noto per la sua attenzione ai dettagli, della rivista Astrophysical Journal dal 1902. Nel 1915 perse l'uso dell'occhio destro per poi perdere nel 1921 anche l'uso dell'occhio sinistro. Ebbe una importante parte nel portare Otto Struve negli Stati Uniti, quando questi viveva in povertà in Turchia dopo la Rivoluzione Russa del 1917.

Nonostante la sua cecità continuò a lavorare nella redazione dell'Astrophysical Journal e nella direzione dello Yerkes Observatory fino al momento del suo pensionamento nel 1932[1].

Contributi scientificiModifica

Le sue ricerche astronomiche si focalizzarono dapprima sul Sole e successivamente sulla determinazione delle velocità radiali tramite l’uso della spettroscopia stellare e sulla spettroscopia delle stelle binarie. Nel 1902 osservò il comportamento di Beta Cephei che in seguito divenne il prototipo per le stelle variabili Beta Cephei.[1]

Onorificenze[1]Modifica

A Edwin Brant Frost II la UAI ha intitolato il cratere lunare Frost[2] e l'asteroide della fascia principale 854 Frostia.

NoteModifica

  1. ^ a b c Otto Struve - Biographical Memoire of Edwin Brant Frost - PDF - National Academy of Sciences of the United States of America
  2. ^ (EN) Cratere Frost, su Gazetteer of Planetary Nomenclature.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN121883868 · ISNI (EN0000 0001 1954 6204 · LCCN (ENn86863080 · GND (DE11684048X · BNF (FRcb165104721 (data) · WorldCat Identities (ENn86-863080