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Gli elementi naturali, cioè il fuoco, l'aria, l'acqua e la terra, da tempo immemorabile sono fonte d'ispirazione per gli uomini, diventando strumenti i punti di riferimento per riti cosmogonici, religioni e tradizioni magiche. Essi ricoprono un ruolo particolarmente importante per la cosiddetta Vecchia Religione, più comunemente conosciuta come stregoneria e cioè quella tradizione neopagana che sostanzialmente consiste nell'osservanza di feste stagionali, nelle pratiche di rituali magici legati agli elementi naturali e che sostanzialmente si incentra sul culto della Natura.

IntroduzioneModifica

Empedocle (ca. 450 a.C.), fu il primo a proporre quattro elementi e li chiama rizòmata ("radici", rizoma al plurale) di tutte le cose, immutabili ed eterne.

I quattro elementi naturali sono al tempo stesso considerati visibili ed invisibili, fisici e spirituali e tale concezione è stata al centro di studi che hanno interessato soprattutto il medioevo arabo con l'alchimia e il Rinascimento. Secondo la "Vecchia Religione" quindi, con la parola “terra” ad esempio, non ci si riferisce soltanto al pianeta su cui viviamo, ma anche al fenomeno della solidità, del fondamento e della stabilità, concetto che tra l'altro è anche uno dei cardini dell'Alchimia.

Esisterebbe poi anche un quinto elemento, denominato Quintessenza introdotto da Aristotele, che è la forza vitale più pura di tutte e sotto certi aspetti può essere considerata la fusione armonica dei quattro elementi naturali che insieme rendono possibile l'esistenza. Seppur esistano molte tradizioni di origine pagana, generalmente per la stregoneria gli elementi hanno una loro gerarchia ben precisa per la quale si distinguono elementi superiori ed inferiori: i primi (fuoco ed aria) sono definiti spirituali e considerati perfetti in quanto più sottili e per questo agiscono sui secondi (acqua e terra) innalzandoli. Al tempo stesso gli elementi inferiori attirano a sé quelli superiori, abbassandoli.

Attraverso questa interazione, è convinzione del pensiero magico in generale ed in parte anche di quello alchemico, che sia resa possibile la respirazione del mondo che si basa su una sorta di interscambio energetico.

FuocoModifica

È considerato il più puro dei quattro elementi e il suo termine viene utilizzato per esprimere numerosi concetti diversi: fuoco comune (prodotto mediante combustione); fuoco di digestione (tepore di provenienza organica); fuoco interno (originato da reazione chimica). La purezza assoluta del fuoco identificata dai pagani era riconosciuta anche dagli alchimisti che ne sottolineavano la capacità vivificante, una peculiarità ad esso attribuita che ha sempre suscitato un grande rispetto religioso verso tale elemento, soprattutto perché, più o meno inconsciamente l'uomo ha sempre riconosciuto che con l'uso della frizione e della selce, l'umanità è riuscita a “catturare” il fuoco, sprigionando la fiamma che ha cambiato il mondo.

Mentre la cosiddetta “adorazione del fuoco” di solito non è altro che un delicato eufemismo per definire il rispetto mistico del sesso, come il rosso dell'amore vi sono state diverse religioni che hanno venerato il fuoco come simbolo della divinità. Un esempio sono le fiamme eterne custodite dalla vergini vestali dell'antica Roma e anche oggi esiste qualcosa di simile nelle sinagoghe ebraiche e presso alcune tombe, come ad esempio in quella di John F. Kennedy.

Sebbene il significato religioso del fuoco sia stato ormai dimenticato dalla maggior parte di noi, esso è ancora testimoniato su molti degli altari delle principali religioni del mondo: in ogni altare Cattolico ed in ogni Chiesa è possibile vedere candele accese per enfatizzare le cerimonie ed i sacramenti.

I rituali magici legati al fuoco comprendevano spesso l'atto di ardere un'immagine, un'erba o un altro oggetto infiammabile, oppure comprendevano l'utilizzo di candele. Erano rituali praticati dai pagani solitamente vicino a focolari o comunque accanto a fuochi accesi in radure o nei boschi o nei pressi della fiamma di una singola candela. Le streghe, anche le moderne wiccan che ancora oggi professano questa religione nei coven o in maniera solitaria, considerano il fuoco un elemento maschile e che governava il sud.

Il suo colore è il rosso, la stagione ad esso legata è l'estate e può essere interiore ad un corpo od esteriore, cioè può agire contemporaneamente sia all'interno che all'esterno di un corpo, così come la Terra riceve contemporaneamente gli effetti del fuoco interiore (gli umori magmatici) e di quello esteriore, cioè l'energia solare.

Questa concezione è tanto tradizionale da ricorrere in quasi ogni cultura; ne è un esempio il passo sottostante tratto dalle Upanishad indiane:

“Esso (il testo si riferisce allo àtman) si presenta, invero, come una duplice entità: da una parte lo Spirito Vitale (pràna) e dell'altra il Sole (àditya), che si manifestano come giorno e notte, Il Sole – lassù – è lo Spirito Esteriore, il pràna – quaggiù – è quello in Interiore ed è perciò che si dice che il moto dello Spirito Interiore si lascia inferire dal modo dello Spirito Esteriore.” (Maitry Upanishad, in Upanishad Antiche e Medie, Boringheri, Torino 1974, pag. 564).

Il fuoco elementare viene a volte identificato con il Cielo, che contiene in grande quantità lo Spirito dell'universo: secondo la tradizione pagana della stregoneria, la vita non sarebbe altro che un flusso di fuoco naturale all'interno dell'organismo e tale concezione era trasversalmente riconosciuta anche dal Cristianesimo che proprio tramite il fuoco, cioè con condanna al rogo, tentava di purificare gli eretici e chi veniva considerato colpevole di stregoneria, di modo che il male che li possedeva potesse essere estinto dal fuoco purificatore del rogo.

La nuova tradizione religiosa del Cattolicesimo si impose in sostanza con i soliti mezzi dei suoi precedenti persecutori: gli antichi Romani perseguitarono e martirizzarono i cristiani e successivamente essi fecero lo stesso con i pagani. La purificazione delle persone impure, tacciate di eretismo veniva attuata attraverso la riconosciuta forza purificatrice del fuoco che, ironia della sorte, era proprio una delle più radicate credenze pagane.

Gli incantesimi del FuocoModifica

Il fuoco era rispettato e adorato ma anche temuto per la sua devastante forza distruttrice: erano diffusi, e lo sono tuttora in alcune tradizioni new age e neopagane, rituali magici per proteggere le abitazioni da tale elemento. Tra i più diffusi vi era quello di utilizzare del vischio chiuso in un sacchetto azzurro, immerso in acqua fredda e limpida e quindi appeso al centro della casa o del luogo che si voleva proteggere. Nella sua connotazione positiva, il fuoco era utilizzato per purificare, cioè spesso venivano bruciati fisicamente oggetti ritenuti “responsabili” di cattiva sorte o ritenuti la causa di un male.

Il fuoco inoltre, come ogni altro elemento, era utilizzato per la divinazione, cioè quell'arte con la quale era convinzione si potessero svelare gli eventi futuri: un fuoco veniva acceso e la velocità o meno con cui la legna iniziava ad ardere era considerata un segno più o meno positivo per la buona riuscita della divinazione.

Era convinzione che le varie reazioni e i movimenti delle fiamme rispettassero un preciso linguaggio che se giustamente interpretato poteva rivelare il futuro: la difficoltà d'accensione di un focolare preannunciava ad esempio pioggia, la sua facilità una visita imminente. Molto crepitio indicava sfortuna, un netto “buco” tra le fiamme l'imminente cessazione di un problema, scintille preannunciavano notizie importanti, ecc.[1]

Gli Elementali del FuocoModifica

Tra le streghe che professavano la Vecchia Religione, ve ne erano alcune di rango superiore, generalmente le più anziane, che erano considerate delle chiaroveggenti: si riteneva cioè che avessero la capacità di entrare in contatto con gli spiriti che governavano i vari elementi della natura chiamati appunto “Elementali” per chiedere loro benefici o conoscere gli eventi futuri.

Le streghe consideravano il fuoco governato da spiriti chiamati “salamandre”: in antichità infatti era diffusa la bizzarra convinzione che gli anfibi che vanno sotto questo nome potessero resistere al fuoco e si generassero da esso, ed è questo il motivo per cui le streghe identificarono gli spiriti del fuoco con questo nome.

Le salamandre non sono molto radicate nell'immaginario popolare e nel folklore, ma al contrario sono le protagoniste indiscusse della più ermetica tradizione magica ed alchemica: in moltissimi rituali dell'antichità legati alla metallurgia, i fabbri-sacerdoti invocavano le salamandre a protezione del loro lavoro; gli alchimisti medievali prima di tentare le trasmutazioni della materia nei loro crogiuoli, rivolgevano invocazioni agli elementari del fuoco; i magi persiani adoravano particolarmente il fuoco e ne traevano oracoli per onorare le salamandre.

Il ruolo delle visioni delle streghe chiaroveggenti, potrebbe aver sortito effetti simili a quelli che oggi suscitano i medicinali placebo nelle persone ipocondriache: gli uomini hanno sempre avuto bisogno di affidarsi a delle convinzioni e un certo riscontro di queste convinzioni, reale o meno che siano è irrilevante, generava senza alcun dubbio nelle streghe della Vecchia Religione del benessere.

In fin dei conti anche le religioni moderne, più o meno volontariamente, ricoprono questo ruolo, cioè quello di confortare e rassicurare chi ha fede. Ancora oggi, gli sciamani meso americani ad esempio, utilizzano tecniche ingannevoli per alleviare i dolori degli abitanti dei propri villaggi o per estirpare convinzioni radicate di malessere o semplice ipocondria: attraverso rituali che altro non sono che abili giochi di prestigio, gli sciamani fanno credere di estirpare il male dalle persone che si credono, ad esempio, possedute da un demonio, esorcizzando la cosa mostrando serpenti spettacolarmente tirati fuori dal ventre dei malcapitati.

Si tratta ovviamente di finzione, ma i meccanismi mentali di auto convincimento che con questi riti gli sciamani generano, sono pressappoco i medesimi generati dai medicinali placebo. Nel caso delle streghe chiaroveggenti della Vecchia Religione, entrare in contatto con spiriti benevoli e chiedere loro beneficio, voleva rassicurare il proprio popolo che il raccolto sarebbe stato abbondante e che le carestie non sarebbero arrivate, generando senza dubbio una gioia ed una serenità non indifferente.

AriaModifica

L'Aria, elemento maschile come il fuoco, è considerato il secondo elemento superiore, inferiore soltanto al fuoco, e riveste un ruolo fondamentale nella tradizione magica in quanto al suo interno hanno luogo alcune trasformazioni importanti che coinvolgono anche gli elementi inferiori. Essa veniva considerata un vero e proprio tramite tra il mondo superiore e quello inferiore, partecipando alla purezza del primo e all'impurità del secondo.

È l'elemento dell'intelletto, è il regno del pensiero e governa incantesimi e rituali che riguardano i viaggi, l'istruzione, la libertà, l'acquisizione di conoscenze, il ritrovamento di oggetti perduti e la scoperta di menzogne.

Gli incantesimi legati all'aria di solito comprendevano, e per i wiccan ancora oggi, rituali in cui degli oggetti venivano fatti cadere lungo il pendio di una montagna, di modo che essi entrassero effettivamente in contatto fisico con l'elemento aria.

Per secoli gli uomini hanno creduto che esistessero solo quattro tipi di vento, corrispondenti ai quattro punti cardinali e molti incantesimi quindi eran legati a questi quattro venti che si credeva potessero venire comandati anche se tali rituali erano generalmente molto temuti poiché la magia dell'aria era considerata imprevedibile come è la stessa natura del vento.

Il vento del nord era considerato il vento che governava il cambiamento, un vento di natura aggressiva, probabilmente perché le correnti che provengono dal nord sono generalmente molto fredde e per questo i rituali legati a questo vento aprivano la strada ad incantesimi di distruzione.

Contrariamente, più si va a sud e più fa caldo, per lo meno nell'emisfero dove queste credenze pagane si svilupparono, e per questo il vento del sud, infuocato e caldo, era legato all'elemento del fuoco e la sua magia quindi ricopriva lo stesso ambito: purificazione e protezione. Il vento dell'ovest è quello che invece soffia fresco e umido; può portare una traccia di pioggia o di foschia quindi è legato all'elemento dell'acqua e gli incantesimi di questo elemento venivano quindi attuati preferibilmente quando tirava il vento dell'ovest.

Infine il vento dell'est, è anch'esso un vento caldo ma gli antichi pagani ebbero nei secoli modo di osservare che tale vento soffiava dal punto in cui il sole e le stelle facevano la loro apparizione: è per questo che a tale vento venivano associati i rituali spirituali e sacri e la divinazione aiutata dal corso delle stelle era più proficua se praticata durante il soffio del vento dell'est.

L'aria in generale domina l'Oriente perché questa è la direzione della massima luce, la luce della sapienza e della conoscenza, il suo colore è il giallo del sole e del cielo all'alba e la sua stagione è la primavera.

Gli incantesimi dell'AriaModifica

Come già accennato, gli incantesimi dell'aria erano generalmente legati ai venti; erano molto diffusi gli incantesimi con i quali si credeva si potessero far innalzare i venti e uno dei più diffusi consisteva nell'annodare un vecchio pezzo di cuoio realizzando un primo nodo a circa otto centimetri da un'estremità, un secondo a circa quindici centimetri dal primo nodo ed un terzo a ventidue centimetri circa dal secondo.

L'incantesimo veniva attuato sciogliendo in sequenza i nodi: per una brezza leggera veniva sciolto il primo nodo mentre il mago si concentrava sulle onde del mare che si increspano, sulle foglie che si alzano o sull'erba che ondeggia. Per un vento più forte veniva sciolto il secondo nodo concentrandosi su di un vento che gonfia le vele di una nave e per un vento di burrasca si scioglieva il terzo nodo pensando a forti venti in azione.

I pagani attuavano riti anche per fermare il vento, esattamente come per proteggersi dalla forza distruttiva del fuoco; venivano utilizzate generalmente quattro piume (preferibilmente una per ciascuno dei seguenti colori: bianco, blu, giallo e nero) che rappresentavano ognuna i quattro venti cardinali. Le quattro piume venivano legate assieme strettamente con uno spesso spago, messe sul fondo di una ciotola e ricoperte completamente di sale in modo da non essere più visibili: con questa operazione era credenza che i venti fossero legati e portati a terra, di modo da calmarsi velocemente.

Vi sono anche testimonianze di credenze per le quali alcune streghe erano in grado di fermare un ciclone piantando un coltello nel terreno, con la lama affilata rivolta in direzione della tempesta. Si diceva che il coltello “tagliava il vento”, così che una determinata zona fosse risparmiata dall'uragano.

Gli Elementali dell'AriaModifica

Per le streghe, gli spiriti elementari che governano l'Aria sono le Silfidi: esse sono ben radicate anche in molte altre tradizioni, specie nel folklore del nord Europa, identificate più generalmente con il termine gaelico di Fairy o Faires, cioè Piccolo Popolo. In tutte queste tradizioni, ma specialmente nella Vecchia Religione, le Silfidi ricoprono il ruolo di messaggeri celesti, inviati del mondo spirituale proprio come l'antico dio Hermes dei greci o gli angeli della tradizione Cristiana.

Le streghe credevano che gli uccelli rappresentassero nel mondo fisico, quello che le Silfidi rappresentavano nel mondo spirituale (o sottile), quindi molti riti ed incantesimi legati all'aria prevedevano l'utilizzo di volatili. Generalmente venivano catturati, “caricati” di invocazioni e preghiere durante lunghe cerimonie e poi liberati in massa di modo che i bisogni e le necessità trasmesse ad essi potessero essere portate in cielo e trasmesse agli spiriti dell'aria.

Queste convinzioni sono forse alla base dell'iconografia con cui sono state poi nei secoli codificate e rappresentate le Fate: la vista di alcune tipologie di uccello, magari di scarsa diffusione e rari da vedere, deve aver suggestionato gli antichi professanti della Vecchia Religione tanto da far credere loro di aver visto proprio degli spiriti dell'aria. Spesso infatti i colori delle ali di questi spiriti pagani, sono ispirati dal variopinto piumaggio di alcuni uccelli e anche ciò si ricollega all'infinita fonte d'ispirazione che per l'uomo è sempre stata la natura.

Gli ambienti naturali incontaminati di un tempo, con i loro suoni, gli odori ed i colori, erano terreno fertile per l'immaginazione e questo, legato ad una minore conoscenza del mondo, esaltava l'auto suggestione ed è comprensibile come la tradizione si sia così riempita di credenze, favole e leggende.

Oggi, tradizioni ancora attive come la Wicca, spingono sempre di più verso l'aspetto ambientalista: per chi ancora osserva il culto della Dea Diana, gli spiriti naturali, specialmente quelli dell'aria stanno retrocedendo nelle sempre minori zone ancora verdi del mondo a causa dell'industrializzazione e dell'inquinamento. Per questo, chi ancora oggi professa questa religione, si dirige nei boschi ed in generale in ambienti naturali per professare i propri rituali e per rimanere in contatto con questi spiriti elementari.

AcquaModifica

Per i wiccan e i pagani della Vecchia Religione, l'acqua è l'elemento per eccellenza della purificazione, della mente subconscia, dell'amore e delle emozioni, e la sua magia era considerata da quasi ogni cultura e civiltà antica l'elemento primario per l'esistenza, un elemento legato al piacere, l'amicizia, il matrimonio, la fertilità, la guarigione, il sonno ed il sogno.

I rituali dell'acqua, quasi nella totalità delle civiltà umane, facevano utilizzo di specchi, venivano attuati spesso in presenza di pioggia e terminavano con l'atto o di gettare o di deporre un oggetto dentro o sopra una massa d'acqua, forse per un archetipo umano che riconosce nell'acqua l'origine della vita. Era considerato un elemento femminile, il suo colore era il blu, dominava l'Occidente e i mesi autunnali dell'anno quando la pioggia si riversa sulla terra.

Oltre a costituire una delle componenti primordiali ed essenziali delle cosmogonie di quasi ogni civiltà, l'acqua rappresenta il principio vitale inteso come mezzo di rigenerazione. Anche in alchimia ritroviamo, legata all'acqua, una componente di forte vitalità: per gli alchimisti infatti, l'acqua come solvente portava alla Putrefazione, fase essenziale per il risorgere della vita, ed inoltre, sciogliendo sali e sostanze, li rendeva adatti a numerosi processi alchemici. È proprio in questa fase alchemica che tra alcuni elementi si credeva potesse avvenire la cosiddetta Unione: essa doveva avvenire nel corso della lotta tra la natura fissa e la natura volatile degli elementi.

Un elemento da tenere in considerazione è l'uso che la spagiria fa dell'acqua come solvente per riuscire ad ottenere la quintessenza dei minerali e delle sostanze naturali. Quanto maggiore è il livello spirituale raggiunto, tanto maggiore è la possibilità di agire nel reale: ecco allora il marcato desiderio dell'alchimista di identificare, mediante continui processi di purificazione, la dimensione più essenziale di una sostanza, e in ciò riveste un ruolo centrale l'elemento dell'acqua.

L'acqua si pone al terzo posto della serie dei quattro elementi: questa posizione tra aria e terra le spetta per la sua plasmabilità superiore dell'aria ovviamente ma inferiore alla terra. È chiara questa classificazione in quanto gli esponenti della Vecchia Religione potevano utilizzare l'acqua nei rituali e negli incantesimi in modo assai più diretto e pratico rispetto a quanto potessero fare con aria e fuoco e alla stessa maniera l'elemento più manipolabile di tutti era la terra. Ciò nonostante, l'acqua è, dei restanti elementi, quella più difficoltosa da muovere: l'aria ha infatti per sua natura una buona capacità di movimento, mentre il fuoco è l'elemento che si muove nel modo più rapido.

Il compito più importante che veniva attribuito all'acqua era quello di ricevere e memorizzare l'informazione presente nell'ambiente e di conservarla per poi trasmetterla ad altri elementi, in particolare alla terra. In seguito all'evaporazione, l'acqua sale verso il cielo e si impregna degli influssi astrali. Successivamente essa torna sotto forma di pioggia, sulla terra, fecondandola con quanto ha potuto catturare nella dimensione più sottile: si credeva che l'informazione venisse così trasmessa alla terra che ne traeva giovamento per la sua evoluzione.

Il processo si ripeteva un numero infinito di volte per consentire all'elemento più basso di accumulare l'informazione di cui ha bisogno per far evolvere ciò che essa contiene, ma il rapporto è duplice: anche la terra impregna l'acqua di ciò che essa contiene e vengono così trasmesse ad essa le virtù delle vene ricche di minerali, così come quelle di luoghi ricchi di bitume e zolfo.

Questo scambio tra dimensione superiore e dimensione inferiore, che si credeva possibile proprio grazie alle caratteristiche dell'acqua, veniva considerata una vera e propria respirazione del mondo ed è per questo che il fulcro di tutti gli incantesimi delle streghe si basava su questa convinzione di possibilità di passaggio dell'informazione: gli elementi erano collegati, gli spiriti elementari interagivano tra di loro, i rituali e gli incantesimi erano quasi tutti incentrati sul passaggio del bisogno, della preghiera agli elementi naturali per giungere alla divinità.

Gli incantesimi dell'AcquaModifica

Una delle forme più piacevoli, rilassanti e antiche di divinazione era l'osservazione dell'acqua. Quasi ogni luogo naturale e non dove sia presente l'acqua, ha generalmente attratto l'uomo e lo ha spinto a cercare in questi luoghi le risposte che andava cercando.

Alcuni riti, che un tempo venivano considerati veri e propri incantesimi e rituali, sono in parte giunti fino a noi: ne è un esempio quella di gettare monetine dentro una fontana od un sasso dentro un pozzo visualizzando un desiderio che si vuole si realizzi. Per i wiccan o più in generale per i pagani che adoravano gli spiriti della natura, gli ambienti naturali erano i luoghi migliori per attuare rituali ed incantesimi, ma con la supremazia del cristianesimo in Europa dal decimo secolo dopo Cristo in poi i luoghi artificiali come pozzi o sorgenti cominciarono a prendere il sopravvento nel folclore e questo non è un caso, ma vi è una componente storica e culturale: molti pozzi sono stati associati a Santi e si dice che nei loro pressi siano state operate guarigioni ed altri miracoli.

Il pozzo di Chalice presso l'Abbazia di Glastonbury, in Inghilterra, è un esempio di una vecchia sorgente ritenuta magica anche dai pagani che si è trasformata in pozzo ad opera dei primi mistici cristiani. L'opera di cancellazione della memoria è una pratica comune nella Storia: molte chiese ad esempio sono state costruite sopra templi pagani, di modo da affermare al tempo stesso la supremazia di un credo ed eliminare le tracce di uno precedente. Gli incantesimi legati all'acqua sono quasi tutti incentrati sul posizionamento o il lancio di un oggetto in una massa d'acqua.

Se ci si trovava nei pressi di una sorgente spesso di raccoglieva un sasso e, tenendolo con la mano dell'energia (i wiccan in special modo, credono che la mano più utilizzata naturalmente da una persona elargisca maggiore energia magica rispetto all'altra) usando il succo di una pianta locale o con del gesso, venivano segnati a terra simboli o rune visualizzando la propria necessità, per poi gettare il sasso nella sorgente.

Spesso, si attuava una sorta di divinazione attraverso il numero di cerchi prodotti dal sasso che impattava con l'acqua: durante il lancio si visualizzava o si rivolgeva alla Dea o al Dio una domanda che poteva avere come risposta o un si o un no, e a seconda se i cerchi generati sulla superficie dell'acqua fossero stati pari o dispari si era ottenuta una risposta affermativa o negativa.

Sostanzialmente questi riti non erano un qualcosa di così lontano da una sorta di preghiere, che venivano esorcizzate ed amplificate con dei gesti e degli atti fisici. Ma per le streghe della Vecchia Religione l'acqua non era utilizzata solo per rivelare gli eventi futuri ma essa aveva un grande potere curativo e proprietà purificatorie e quindi molti rituali di guarigione erano legati a questo elemento.

Questa idea non era radicata solo al retroterra delle convinzioni della Vecchia Religione ma è un concetto molto diffuso in diverse culture e tradizioni. Il rito di purificazione tramite l'abluzione ad esempio è un rituale molto diffuso e trova un'espressione particolarmente importante nella religione islamica, giudaica e in quella cristiana.

Per l'ebraismo antico, uno dei problemi maggiori era costituito dall'impurità: essere impuri significava essere spiritualmente depotenziati, quindi non in grado di accostarsi alla divinità, dalla quale si diffonde un flusso potente (il Sacro) in grado di distruggere un essere vivente che si fosse accostato ad esso senza prima essersi reso immune all'impurità. Gli stessi animali considerati impuri lo erano perché in qualche modo associati alla terra (come il serpente che striscia sul suo ventre), la quale, essendo emanazione della divinità, partecipava anch'essa del Sacro e della sua pericolosa potenza.

Per questo motivo, si richiedeva ai sacerdoti, che erano a contatto più di chiunque altro con il Sacro, un grado massimo di purezza: le trasgressioni dovevano essere cancellate mediante la purificazione e i lavaggi cerimoniali con acqua consacrata facevano parte di questa tradizione. All'epoca di San Giovanni Battista, la tradizione dell'abluzione, legata specialmente ai culti orientali ma particolarmente diffusa in questo periodo sia in ambito giudaico tradizionale che in quello degli esseni, doveva essere preceduta dalla penitenza della vera conversione.

Per il cristianesimo delle origini, esso acquista una pregnanza ancora maggiore, perché l'ingresso nell'acqua simboleggia la morte dell'uomo vecchio, mentre con la risalita dal fonte battesimale si festeggia la nascita dell'uomo nuovo, sul quale scende lo Spirito di Dio per la sua santificazione.

Di ciò è esempio emblematico il battesimo di Gesù: anch'egli, come gli altri discepoli di Giovanni, entra nell'acqua per il battesimo, ma quando ne esce, Dio manifesta il suo compiacimento per lui: lo Spirito dell'Altissimo discende dal cielo sotto forma di colomba, mentre si ode la voce del Padre che lo riconosce come figlio.[2]

Gli Elementali dell'AcquaModifica

Gli spiriti elementari dell'acqua venivano identificati nella Vecchia Religione con il nome di Ondine. Anche per le ondine, come per il retroterra folcloristico legato alle Silfidi, la tradizione è molto vasta andando a coinvolgere quasi ogni cultura che avesse a che fare con il mare od in generale la navigazione.

Storie di Sirene e creature marine, popolano non solo la letteratura più disparata, ma in particolare il folclore irlandese e quello scozzese, anche se racconti di creature delle acque sono presenti in quasi tutto il mondo e in quasi ogni epoca. Le streghe chiaroveggenti le identificavano come splendide fanciulle dai lunghi capelli e la coda di pesce, immagine tanto famosa quanto abusata in molte culture.

La loro origine molto probabilmente è dovuta al grande timore che l'uomo ha sempre avuto del mare: esattamente come molti dei rituali del fuoco o dell'aria servivano per proteggersi dalla forza distruttrice di cui possono essere capaci tali elementi, molti rituali erano rivolti agli spiriti elementari dell'acqua per ricevere la loro benevolenza e protezione. Le radicata superstizione dei marinai è molto probabilmente una traccia dell'antico timore e rispetto che l'uomo nutriva verso il mare ed i riti e i sacrifici che le streghe rivolgevano ad esso e agli spiriti che lo abitavano.

TerraModifica

La terra costituisce per la fisica tradizionale il grembo indispensabile senza il quale nulla può essere prodotto o riportato in vita e, seppur senza basi scientifiche, questa era anche la convinzione di molte antiche civiltà: la terra infatti è l'unica vera casa dell'uomo, in essa l'uomo ha sempre trovato rifugio e nel suo suolo umido è tradizione diffusa il seppellimento dei defunti.

La terra è considerata principio femminile per eccellenza (in quanto opposta al Cielo, principio maschile) ed è sottoposta ad una continua fecondazione da parte del fuoco (interno ed esterno), dell'acqua, delle influenze astrali: essa nutre l'uomo fin dalla sua comparsa, è umida e fertile e sono queste caratteristiche che l'hanno fatta identificare dagli uomini come elemento femminile. È in essa che nella stragrande maggioranza delle tradizioni religiose, nelle cosmogonie, viene posto il germe iniziale delle cose, che nel suo interno, sono portate a maturazione: il germe dei metalli (tradotto nel linguaggio fisico, il mercurio vivo, padre di tutti i metalli) nel suo recettacolo sotterraneo può maturare fino alla perfezione (l'oro).

Essa domina il punto settentrionale della bussola perché è il punto di massima oscurità e dell'inverno, il suo colore è il verde della vegetazione ed è legata alla magia delle pietre, delle immagini, degli alberi e dei nodi. Nelle attività magiche, la terra ha sempre “governato” tutti gli incantesimi e i rituali legati al lavoro, agli affari, alla stabilità e alla fertilità: gli aborigeni australiani professano un rito per il quale gli uomini adulti si stendono sulla terra e la fecondano con il loro seme in segno di ringraziamento per i frutti che costantemente essa fornisce loro per vivere.

Nella tradizione magica pagana, un rituale legato a questo elemento poteva essere quello semplice di seppellire un oggetto simbolico di un determinato proprio bisogno o desiderio che si voleva si concretizzasse, o ancora gesti semplici e umili come quello di tracciare simboli e disegni nella polvere. Come l'acqua si credeva che la terra fosse in grado di trasportare l'informazione e accogliere e conservare in sé le preghiere e i bisogni di chi la onorava nei rituali.

Le antiche Dee pagane della terra sono sopravvissute fino ad oggi sotto le spoglie di Madre Natura, una divinità che veniva celebrata un tempo e che oggi viene nuovamente apprezzata da alcune filosofie new age come nostra genitrice e fonte si sostentamento: movimenti ambientalisti sono sorti per soddisfare il bisogno di proteggere il nostro pianeta, specie quando siamo riusciti a lasciare l'atmosfera e osservare la Terra dallo spazio.

Ma questo sentimento protettivo entrò nel pensiero degli uomini e nella pratica magica ed in quella religiosa già migliaia di anni fa, per preservare la divinità Gea. Per concludere, dal punto di vista alchemico, la terra assumeva una grande importanza anche perché veniva indicata in maniera indiretta come uno dei componenti della Pietra Filosofale degli Alchimisti.

Gli incantesimi della TerraModifica

La terra veniva utilizzata soprattutto per incantesimi di guarigione ed in generale si associavano a tale elemento capacità curative: era convinzione che si potesse trasferire la malattia ad una sostanza, generalmente di origine organica, che poi veniva seppellita e il male veniva così neutralizzato dal potere della terra.

Per eliminare una malattia o risanare una ferita, si usava sfregare la parte affetta con una fetta di mela, di patata o di qualche erba ritenuta curativa e tale rituale deve presumibilmente essere sorto per la casualità di aver constatato dei miglioramenti per via di capacità disinfiammatorie di alcune piante utilizzate. Similmente, si faceva stendere il malato su zone di terra fresca e smossa e sono facilmente immaginabili le origini di tali convinzioni: la terra era l'elemento dal quale l'uomo vedeva sbocciare la vita; tutto ciò di cui l'uomo aveva bisogno per il suo sostentamento spuntava dal terreno, sia il cibo sia le piante utilizzate per gli infusi e le pozioni e si credeva quindi che la terra possedesse forte vitalità e che si potesse giovare delle sue vibrazioni positive e vitali entrando in contatto con essa.

Specie in Oriente, vi era la tradizione di costruire le case intorno ad alberi e spesso la prima cosa che veniva fatta prima di edificare un'abitazione era quella di piantare il seme di una pianta: i wiccan, ed in genere i pagani adoratori degli spiriti della natura, solevano affidare le proprie necessità e desidere al seme di un albero, che se accudito da germoglio a fusto, avrebbe reso il desiderio realtà.

E ancora, era ed è pratica ricorrente per i wiccan, raccogliere in un fazzoletto verde della terra dove erano stati precedentemente tracciati simboli magici e rune e portarlo con sé per protezione e similmente veniva fatto con delle bottiglie poi poste sui davanzali delle finestre per impedire al male di entrare. La terra veniva gettata alle spalle dei bambini che giocavano per evitare che spiriti malvagi si insinuassero nei loro ingenui giochi e molto probabilmente questa tradizione è sopraggiunta fino a noi come il rito superstizioso di gettarsi alle spalle un pizzico di sale per scongiurare la cattiva sorte.

Nei tempi passati in sostanza, si credeva che la terra confondesse gli spiriti malvagi e i demoni e che essi fossero così costretti a dover contare ogni singolo granello di terra prima di poter entrare in un'abitazione: nella filosofia new age, nel senso più allargato del termine, questi spiriti sono stati sostituiti come un male persistente che aleggia intorno al pianeta, generato dai cattivi pensieri delle persone. Questa negatività può entrare nelle case e così, per difesa, vengono adottati sistemi simili a quelli degli antichi pagani che professavano l'Antica Religione.

La convinzione che con i soli pensieri si possa recare un danno fisico e psicologico ad altre persone, alimentando questa presunta cappa di negatività che aleggia intorno al pianeta, è presente anche in ben più antiche filosofie orientali, come ad esempio il mantra di origine induista, una tecnica meditativa atta sostanzialmente a concentrarsi e liberare la mente, ma con la quale si crede si possa anche influenzare e creare un danno a terze parti.

Gli Elementali della TerraModifica

Per i professanti della Vecchia Religione gli spiriti elementari della terra erano gli gnomi. Quando oggi sentiamo parlare di gnomi, ci vengono alla mente le numerose e suggestive fiabe che vedono protagonisti quegli esseri dalle sembianze simili a quelle umane ma dalla piccola statura.

In verità il folclore che circonda queste figure vede questi esseri descritti nei modi più differenti e questo è un chiaro segnale per quanto già accennato riguardo agli spiriti elementari dell'aria: le storie di gnomi, seppur maggiormente radicati nel nord Europa, popolano il folclore di quasi tutto il globo e in base a ciò di misterioso e sconosciuto che gli uomini di varie parti del mondo potevano osservare in natura, la loro forma e le descrizioni variano molto.

Gli gnomi (Shee dal gaelico) delle streghe gli Yaksha in India, i Koltkis in Russia, gli Dvergras o Kourigas nella tradizione celtica, i Monacelli nell'Italia meridionale e così via.

I motivi che stanno alla base della nascita della credenza degli gnomi sono chiare per quanto riguarda le streghe della Vecchia Religione che erano a contatto diretto con la Natura e le sue innumerevoli suggestioni e a tale proposito è interessante notare che in tutte le altre culture dove queste credenze si radicarono, esse partono sempre dalla vita di classi sociali che erano strettamente a contatto con la natura e la terra, come i contadini.

Vi è un gran proliferare di credenze e superstizioni riguardanti spiriti della casa, di granai e cascine, esseri verso i quali spesso si doveva essere cauti e che talvolta ci si poteva aggraziare o convincere a smettere di infestare i luoghi abitati con sacrifici e doni di cibo o piccoli oggetti di valore.

Uno dei riti più semplici per precludere l'ingresso nelle abitazioni degli spiriti avversi, era per le streghe, quella di appendere un paio di corna di cervo agli stipiti delle porte d'ingresso alle case poiché il cervo era il simbolo del Dio, della parte maschile della Natura con la sua potenza virile.

Tale tradizione è alla base dell'iconografia del Diavolo cattolico: gli gnomi malvagi delle streghe sono stati rimpiazzate dalla figura del diavolo tentatore che è stato rappresentato come un essere con coda e corna proprio per tacciare di malvagità e adorazione del maligno la tradizione pagana d'appendere delle corna di cervo fuori delle case.

NoteModifica

  1. ^ "Le forme del fuoco" in Storia della divinazione. Come gli uomini nei secoli hanno indagato il futuro, di Giordano Berti, Mondadori, Milano 2005, pp. 3-12.
  2. ^ "L'acqua e altre superfici riflettenti" in Storia della divinazione, op.cit., pp. 13-25.

BibliografiaModifica

  • Charles Godfrey Leland, Aradia – Il Vangelo delle Streghe, Rebis Edizioni, Torino 2001
  • Luisa Chevalier, Gli Spiriti della Natura, Armenia, Milano 1998
  • Scott Cunningham, Magia Naturale, Armenia, Milano 2004
  • Maitry Upanishad, Upanishad Antiche e Medie, Boringheri, Torino 1974
  • Nicola ed Emilio Del Giudice, Omeopatia e Bioenergetica, Cortina International, Verona 1999

Voci correlateModifica