Elezioni presidenziali in Corea del Sud del 1981

Elezioni presidenziali in Corea del Sud del 1981
Stato Corea del Sud Corea del Sud
Data
25 febbraio
Chun Doo-hwan 1983 (cropped).JPEG
Candidati
Partiti
Voti
4.755
90,3%
404
7,7%
Presidente uscente
Chun Doo-hwan
Left arrow.svg 1980 1987 Right arrow.svg

Le elezioni presidenziali in Corea del Sud del 1981 si tennero il 25 febbraio. Si trattò delle prime elezioni della Quinta Repubblica di Corea sotto la nuova Costituzione del 1980, ma anche delle ultime elezioni indirette controllate dal governo di Chun Doo-hwan. Chun fu rieletto col 90,3% dei voti del collegio elettorale[1].

ContestoModifica

Dopo l'assassinio di Park Chung-hee a opera di Kim Jae-kyu nel 1979 era emersa una società civile coreana decisa a dare voce alle proprie istanze, protestando con forza contro il dominio autoritario. Animate principalmente dagli studenti universitari e dai sindacati, le proteste si erano diffuse in tutto il Paese. Chun Doo-hwan, collega di Park Chung-hee, aveva assunto il potere a soli sei giorni dalle ultime elezioni presidenziali col colpo di Stato del 12 dicembre 1979 e la conseguente dichiarazione della legge marziale. Chun Doo-hwan aveva così dato inizio ad una nuova dittatura militare.

Il 17 maggio, Chun Doo-hwan aveva costretto il governo ad estendere la legge marziale, che prima non era stata applicata nella provincia di Jeju-do, all'intera nazione. La nuova legge marziale aveva chiuso le università, proibito ogni attività politica ed avviato una ferrea censura sulla stampa. A causa di questi eventi, Chun aveva scatenato proteste che chiedevano elezioni democratiche.

In particolare, il 18 maggio 1980 era esploso uno scontro nella città di Gwangju tra le forze armate e gli studenti dell'Università Nazionale di Chonnam, che si erano riuniti nel Movimento di Gwangju per la democratizzazione e protestavano contro la chiusura del loro ateneo. Lo scontro si era trasformato, però, in un tumulto esteso all'intera città che era durato nove giorni, fino al 27 maggio. Le stime immediate del tributo di vittime civili oscillavano da poche dozzine a 2.000, mentre una successiva indagine completa del governo civile avrebbe accertato 606 morti (massacro di Gwangju). La collera pubblica per le uccisioni aveva consolidato in tutta la nazione il sostegno per la democrazia.

In seguito, Chun aveva creato il Comitato Nazionale per una Politica di Difesa d'Emergenza, ed era stato eletto indirettamente Presidente da questo collegio elettorale.

Il 22 ottobre si era tenuto un referendum per approvare la nuova Costituzione scritta da Chun Doo-hwan. L'affluenza era stata del 95,5% e la costituzione era stata approvata col 91,6% dei voti. Era nata così la Quinta Repubblica di Corea.

RisultatiModifica

Candidato Partito Voti %
Chun Doo-hwan Partito della Giustizia Democratica 4,755 90.2
Yu Chi-song Corea Democratica 404 7.7
Kim Chong-cheol Partito Nazionale Coreano 81 1.6
Kim Ui-tae Partito Coreano per l'Unificazione 26 0.6
Totale 5,271 100
Voti registrati/affluenza 5,277 99.89

NoteModifica

  1. ^ Dieter Nohlen, Florian Grotz & Christof Hartmann (2001) Elections in Asia: A data handbook, Volume II, p420 ISBN 0-19-924959-8