Empusa

mostro femminile della mitologia greca
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Nella mitologia greca, le Empuse (sing. Empusa, greco: Έμπουσα, Empousā)[1] sono mostri soprannaturali femminili, appartenenti alla cerchia di Ecate, di cui erano ancelle, e aventi l'abitudine di terrorizzare i viaggiatori.[2][3][4]

Esse spaventavano o addirittura divoravano coloro che percorrevano i sentieri o le strade da esse frequentate. Le Empuse potevano assumere qualsiasi forma: le più ricorrenti erano quelle di cagna o di vacca e, per attirare le proprie vittime, potevano mutare l'aspetto in quello di una donna debole o seducente; in quest'ultimo caso si potevano intrufolare nei letti dei giovani. Nonostante la metamorfosi, a uno sguardo più attento esse rivelavano ancora caratteri mostruosi o bizzarri, come una gamba di sterco d'asina e una di bronzo.

Talvolta avevano il retro d'asina e sandali di bronzo. Nella loro forma naturale, oltre alle strane gambe, possedevano lunghi artigli, piccole ma affilate zanne, occhi completamente rossi, pelle pallida, erano molto veloci e quando morivano diventavano fuoco che poteva divampare e procurare un incendio. Le Empuse più potenti potevano divampare per sfuggire al nemico e il loro volto comparire nel fuoco.

Anche le Empuse, come le lamie, possono venire considerate una sorta di vampiro ante litteram in quanto si nutrivano di sangue e carne umana.

NoteModifica

  1. ^ An Intermediate Greek-English Lexicon, Liddell and Scott
  2. ^ (EN) "Empusa" nel sito web Dictionary.com
  3. ^ (EN) "Empusa" nel Webtser's Revised Unabridged Dictionary (1913)[collegamento interrotto]
  4. ^ (EN) "Empusa" nel Webster's Dictionary (1928)

BibliografiaModifica

  • Otto Waser: Empusa. In: Paulys Realencyclopädie der classischen Altertumswissenschaft (RE). Band V,2, Stoccarda, 1905, Sp. 2540–2543.

Collegamenti esterniModifica