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Ecate

dea della mitologia greca
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Ecate (disambigua), Hecate (disambigua) o Hekate (disambigua).
Ecate
Hecate, Greek goddess of the crossroads by Stéphane Mallarmé.jpg
Ecate, genericamente rappresentata in triplice forma:
celeste, terrestre e marina
Nome orig.Ἑκάτη
Epiteto"Colei che detiene le chiavi del cosmo"
SessoFemmina
ProfessioneDivinità della magia

Ecate (in greco antico: Ἑκάτη, Hekátē) o Hekate o Hekat (in latino: Hecata o Hecate) conosciuta anche come Zea (con questo nome fu venerata particolarmente ad Atene) è un personaggio di origine pre-indoeuropea che fu ripreso nella mitologia greca e romana e trasportato poi nella religione greca e romana.
Ecate regnava sui demoni malvagi, sulla notte, la luna, i fantasmi, i morti e la Negromanzia.

Il più noto santuario dedicato a Ecate si trova a Lagina, in Turchia sudoccidentale.

Indice

GenealogiaModifica

A seconda degli autori è figlia del titano Perse e di Asteria[1] o di Zeus e Asteria[2].

Secondo Apollonio Rodio fu madre di Scilla[3] avuta da Forco mentre secondo Diodoro Siculo fu madre di Circe, Medea ed Egialeo avuti da Eete[4].
Va però considerato che gli autori che attribuiscono a Ecate queste progenie sono posteriori ad altri che la citavano come vergine[5].

Le sue ancelle erano chiamate Empuse[6].

Origine e forme della divinitàModifica

 
La Ecate Chiaramonti, una scultura romana della triplice Ecate, successiva a un originale Ellenistico, Città del Vaticano, Museo Chiaramonti, Musei Vaticani.

Hecate, Hekate o Hekat era in origine una dea delle terre selvagge e del parto proveniente dalla Tracia, della Tessaglia[7] o dalla Caria[8] ed i culti popolari che la veneravano come una dea madre inserirono la sua persona nella cultura greca come Ἑκάτη.
Nell'Alessandria tolemaica essa in ultima analisi ottenne le sue connotazioni di dea della stregoneria e il suo ruolo di Regina degli Spettri ed in queste vesti fu poi trasmessa alla cultura post-rinascimentale.
Oggi viene vista spesso come una dea delle arti magiche e della Stregoneria.

Ecate era una divinità psicopompa, in grado di viaggiare liberamente tra il mondo degli uomini, quello degli dei e il regno dei Morti. Spesso è raffigurata con delle torce in mano, proprio per questa sua capacità di accompagnare anche i vivi nel regno dei morti (la Sibilla Cumana, a lei consacrata, traeva da Ecate la capacità di dare responsi provenienti, appunto, dagli spiriti o dagli dei).

La natura di Ecate è bi-sessuata, in quanto possiede in sé entrambi i principi della generazione, il maschile e il femminile. Per questo motivo viene definita la fonte della vita e le viene attribuito il potere vitale su tutti gli elementi.

Nell'iconografia Ecate viene rappresentata spesso con tre corpi o con sembianze di cane o, accompagnata da cani infernali ululanti in quanto veniva considerata protettrice dei cani[9].

MitologiaModifica

Dea degli incantesimi e degli spettri, Ecate è raffigurata come triplice (celeste, terrestre e marina) ed il numero Tre la rappresenta infatti le sue statue venivano poste negli incroci (trivi), a protezione dei viandanti (Ecate Enodia o Ecate Trioditis).
È inoltre l'equivalente della Trivia romana.

Ecate veniva associata anche ai cicli lunari così come avveniva con altre divinità femminili: Perseide rappresentava la luna nuova, Artemide (Diana per il latini) rappresentava la luna crescente, Selene la luna piena ed Ecate la luna calante.

Fu Ecate a sentire le grida disperate di Persefone, rapita da Ade presso il Lago Pergusa e portata negli Inferi e fu sempre lei ad avvertire Demetra di quanto era accaduto.

RappresentazioniModifica

 
William Blake, Ecate o le tre Parche, 1795, Londra.

Le prime rappresentazioni di Ecate sono singole e non triplici. Lewis Richard Farnell sostiene che: «La testimonianza lasciata dai monumenti sulle caratteristiche e il significato di Ecate è altrettanto ricca di quella trasmessa dalla letteratura, ma solo nel periodo più tardo essi esprimono la sua natura molteplice e mistica. Prima del quinto secolo è quasi certo che fosse spesso rappresentata come una singola forma, come ogni altra divinità, ed è così che la immaginò il poeta della Beozia, perché nulla nei suoi versi allude a una divinità dalla triplice forma. Nel 2017 i geologi dell’Università di Camerino hanno individuato sotto Selinunte - con una termocamera caricata su un drone - la più antica raffigurazione di tutto il mondo greco di Hekate, risalente a circa 2700 anni fa. Il monumento più antico rinvenuto è una piccola terracotta trovata ad Atene, con una dedica a Ecate (tavola XXXVIII. a), in una scrittura tipica del sesto secolo. La dea è seduta su un trono e ha una corona attorno alla testa; non ha nessun tratto o caratteristica distintivi e l'unico valore dell'opera, che è chiaramente di un tipo comune ed è degna di menzione solo per l'iscrizione, è che prova come la forma singola fosse quella originale e che ad Atene era conosciuta prima dell'invasione persiana»[10].

 
Ecate combatte Clizio, a sinistra. Dettaglio del Rilievo dall'Altare di Pergamo, IV secolo a.C.

Pausania sosteneva che Ecate fosse stata dipinta per la prima volta nella forma triplice dallo scultore Alcamene durante il periodo greco classico, verso la fine del quinto secolo. Alcuni ritratti classici, come quello illustrato qui in basso, mostrano la dea in forma triplice mentre regge una torcia, una chiave e un serpente. Altri continuano a rappresentarla in forma singola. Nell'esoterismo greco, di derivazione egiziana, con riferimento a Ermete Trismegisto e nei papiri di magia della Tarda Antichità è descritta come una creatura a tre teste: una di cane, una di serpente e una di cavallo. La triplicità di Ecate è espressa in una forma più ellenica, con tre corpi, mentre prende parte alla battaglia contro i titani nel vasto fregio del grande altare di Pergamo, ora a Berlino. Nell'Argolide, vicino al sacrario dei Dioscuri, Pausania, grande viaggiatore nel corso del II secolo dell'era cristiana, vide il tempio di Ecate davanti al santuario di Ilizia: «L'immagine è opera di Scopas, realizzata in pietra, mentre le immagini in bronzo che si trovano davanti, che hanno come soggetto sempre Ecate, furono realizzate rispettivamente da Policleto il giovane e suo fratello Naucide, figlio di Motone» (Description of Greece ii.22.7).

Un rilievo in marmo del IV secolo d.C. di Crannone in Tessaglia recava una dedica di un proprietario di cavalli. Il rilievo mostrava Ecate, in compagnia di un cane, mentre posa un serto sul capo di una cavalla. Questa statua si trova nel British Museum, inventario n° 816. La cagna è la sua compagna e il suo equivalente animale e una delle forme più usuali di offerte era lasciare della carne ai crocicchi. A volte gli stessi cani le venivano sacrificati (un giusto accenno alle sue origini non elleniche, dato che i cani, insieme con gli asini, raramente venivano tenuti in così alta considerazione negli antichi rituali greci).

Influenza culturaleModifica

A Ecate sono intitolati l'Hecates Tholus[11] su Marte e l'Hecate Chasma[12] su Venere.

Ecate Appare nel Macbeth di Shakespeare ed è una delle streghe della tragedia.

Ecate compare nelle saghe di Percy Jackson ed Eroi dell'Olimpo scritte da Rick Riordan.

La figura di Ecate viene inoltre citata della serie tv Penny Dreadful quando viene introdotto il personaggio di Hecate Poole, strega figlia di Evelyn Poole.

Ecate è impersonificata in Touhou 15: Legacy of Lunatic Kingdom da Hecatia Lapislazuli, anche lei capace di viaggiare liberamente tra mondi, avendo persino tre corpi.

Ecate appare nei romanzi di Michael Scott della serie I segreti di Nicholas Flamel, l'immortale.

Ecate è un personaggio di grande rilevanza nella serie a fumetti Sandman, di Neil Gaiman.

NoteModifica

  1. ^ Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, libro I. 2. 4 su theoi.com (In inglese)
  2. ^ Esiodo, Teogonia libro VII. 404 su theoi.com (In inglese)
  3. ^ Apollonio Rodi, Argonautica, libro IV, 770 su theoi.com (In inglese)
  4. ^ Diodoro siculo, Biblioteca Historica libro IV.45.2 e 3 su theoi.com (In inglese)
  5. ^ Licofrone, Alexandra, libro III, 1174 su theoi.com (In inglese)
  6. ^ Empuse su mythindex.com Archiviato l'8 dicembre 2017 in Internet Archive. (In inglese)
  7. ^ Roberto Calasso, Le nozze di Cadmo e Armonia, 10ª ed., Adelphi, 2004, ISBN 9788845919282, OCLC 492229644.
  8. ^ Walter Burkert, Religione Greca: Arcaica e Classica, Oxford, Blackwell, 1987, p. 171, ISBN 0-631-15624-0.
  9. ^ Ecate su mitologia.dossier.net
  10. ^ Lewis Richard Farnell, "Ecate nell'Arte", in I culti degli Stati greci, Oxford, Oxford University Press, 1896.
  11. ^ (EN) Hecates Tholus, su Gazetteer of Planetary Nomenclature. URL consultato il 2 ottobre 2015.
  12. ^ (EN) Hecate Chasma, su Gazetteer of Planetary Nomenclature. URL consultato il 7 ottobre 2015.

Voci correlateModifica

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