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Endio

politico e diplomatico spartano, eforo nel 413 a.C.
Endio

Eforo di Sparta
Durata mandato 413 a.C.
Capo di Stato Plistonatte
Agide II

Endio, figlio di Alcibiade (metà del V secolo a.C. – dopo il 411 a.C.), è stato un politico e diplomatico spartano, imparentato colla famiglia del famoso Alcibiade.

BiografiaModifica

Sembra che Endio fosse uno dei tre ambasciatori spartani mandati nel 420 a.C. ad Atene per dissuaderla dall'allearsi con Argo; secondo Tucidide i tre erano stati scelti per soddisfare gli Ateniesi, e in particolare Alcibiade, parente di Endio, ma, ciononostante, fu proprio Alcibiade a far fallire questa missione coi suoi intrighi.[1]

Endio fu eletto eforo nell'autunno del 413 a.C., all'epoca della disastrosa spedizione ateniese in Sicilia, e grazie alla sua influenza Alcibiade, ora alleato degli Spartani, si offrì di portare questi ultimi sulle coste dell'Ellesponto; Alcibiade risiedette in casa sua[2] e, col suo aiuto, convinse gli altri efori a proseguire le operazioni belliche anche quando varie navi spartane rimasero bloccate al Pireo e a soccorrere Chio, che s'era ribellata agli Ateniesi.[3]

Secondo Diodoro Siculo Endio fu uno degli ambasciatori spartani inviati ad Atene per chiedere la pace dopo la disastrosa sconfitta di Cizico (410 a.C.); le loro condizioni, comunque, furono rifiutate per via della malefica influenza del demagogo Cleofonte.[4] Risulta ovvio che Endio, vista la sua parentela e amicizia con Alcibiade, in un'occasione simile sarebbe stato certamente selezionato; quindi, anche se Senofonte non dice niente in proposito, questa informazione di Diodoro si può considerare come vera. Naturalmente l'orazione pronunciata da Endio, pur essendo verosimile, è stata quasi certamente scritta da Diodoro.

NoteModifica

  1. ^ Tucidide, Guerra del Peloponneso, V, 44.
  2. ^ Tucidide, Guerra del Peloponneso, VIII, 6.
  3. ^ Tucidide, Guerra del Peloponneso, VIII, 12.
  4. ^ Diodoro Siculo, Bibliotheca historica, XIII, 52-53.

BibliografiaModifica

Fonti primarie
Fonti secondarie