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Euroseries 3000
Categoriaautomobilismo
NazioneEuropa
Prima edizione1999
Ultima edizione2009
Piloti21 (2009)
Squadre8 (2009)
CostruttoriLola (2009)
MotoriZytek (2009)
Pilota campioneWill Bratt (2009)
Squadra campioneFMS International (2009)
Coloni Motorsport (2009)
Sito web ufficiale

L'Euroseries 3000, già conosciuta come Euro Formula 3000, è stato un campionato motoristico utilizzante vetture di Formula 3000. Dal 2010 prende il nome di Auto GP e impiega solamente vetture derivanti dall'A1 Grand Prix.

Indice

StoriaModifica

F3000 italianaModifica

La serie ha le sue radici nella Formula 3000 italiana nata nel 1999, con l'organizzazione di Pier Luigi Corbari. Vennero utilizzate vecchie vetture di F3000, costruite dalla Lola (telaio Lola T96/50) con motori Zytek.

F3000 europeaModifica

Nel 2001 la formula cambiò il nome in Euro Formula 3000, quando la FIA ridenominò la Formula 3000 come "International". Nei tre anni seguenti (2001-2003) venne impiegato il telaio Lola B99/50. Nel 2004 il Superfund divenne lo sponsor principale[1]; nella categoria vennero introdotti dei premi per chi saliva sul podio in ciascuna gara. L'obiettivo della Superfund era di creare una Formula Superfund, utilizzante vetture di nuova concezione[2]. Tale vettura, ridenominata SF01, venne presentata il 30 ottobre 2004[3], e venne anche testata[4] ma la mancanza di fondi fece abortire il progetto.

Il ritorno al campionato italiano e l'Euroseries 3000Modifica

Quell'anno la categoria tornò nuovamente a definirsi come campionato italiano, e passò sotto l'organizzazione della Coloni Motorsport[5]. Nel 2006 Coloni ribattezzò il campionato come europeo, col nome Euroseries 3000, utilizzando vetture Lola B02/50.

Nel 2007 risorse il campionato italiano di Formula 3000, da correre contemporaneamente all'Euroseries 3000, ma con telai di F3000 più vecchi.

L'avvento dell'A1 GPModifica

Nel 2009 gli organizzatori introducono le Lola utilizzate in passato per l'A1 Grand Prix (telaio 05/52), che corrono assieme ai vecchi telai di F3000, prima di sostituirli definitivamente dal 2010. Dal 2010 il campionato prende il nome di Auto GP e le gare avvengono nei fine settimana dei campionati International GT Open e European F.3 Open[6]

3000 ProSeriesModifica

Il 2005 vide la creazione di una serie rivale, denominata 3000 Pro Series. Anch'essa con base in Italia, fu organizzata dalla Peroni Promotion e usava telai Lola B99/50 assieme ai telai previsti per il 2002.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Formula Masters.

Albo d'oroModifica

Stagione Nome del campionato Campione Nome del campionato Campione Team Campione
1999 Formula 3000 italiana   Giorgio Vinella Team Martello
2000 Formula 3000 italiana   Ricardo Sperafico Arden Team Russia
2001 Euro Formula 3000   Felipe Massa Draco Junior Team
2002 Euro Formula 3000   Jaime Melo, Jr. Team Great Wall
2003 Euro Formula 3000   Augusto Farfus Draco Junior Team
2004 Superfund Euro Formula 3000   Nicky Pastorelli Draco Junior Team
2005 Formula 3000 italiana   Luca Filippi Classe leggera   Stefano Gattuso Fisichella Motor Sport
2006 Euroseries 3000   Giacomo Ricci F.3000 italiana   Giacomo Ricci Fisichella Motor Sport
2007 Euroseries 3000   Davide Rigon F.3000 italiana   Davide Rigon Minardi GP Racing
2008 Euroseries 3000   Nicolas Prost F.3000 italiana   Omar Leal Bull Racing
2009 Euroseries 3000   Will Bratt F.3000 italiana   Will Bratt Fisichella Motor Sport

NoteModifica

  1. ^ (EN) Superfund to overhaul Euro 3000, crash.net, 11 novembre 2003. URL consultato il 23 novembre 2010.
  2. ^ (EN) Euro3000 leaks plans for 2005, crash.net, 8 settembre 2004. URL consultato il 23 novembre 2010.
  3. ^ (EN) Formula Superfund presents the SF01, crash.net, 30 settembre 2004. URL consultato il 23 novembre 2010.
  4. ^ (EN) Superfund car to test at Jerez, crash.net, 9 novembre 2004. URL consultato il 23 novembre 2010.
  5. ^ (EN) Italian F3000 series announced, crash.net, 21 settembre 2004. URL consultato il 23 novembre 2010.
  6. ^ Coloni Motorsport lancia l'Auto GP-Premi di 200mila euro a weekend, italiaracing.net, 23 ottobre 2009. URL consultato il 27 ottobre 2009.

Fonti esterneModifica

Altri progettiModifica

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