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Ex chiesa di San Giuseppe
StatoItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna Emilia-Romagna
LocalitàPellegrino Parmense-Stemma.png Pellegrino Parmense
Religionecristiana cattolica di rito romano
Titolaresan Giuseppe
Diocesi Fidenza
Sconsacrazione1927
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzione1642

Coordinate: 44°44′00″N 9°55′37.5″E / 44.733333°N 9.927083°E44.733333; 9.927083

L'ex chiesa di San Giuseppe, dal 2011 auditorium Claudio Costerbosa, è un luogo di culto cattolico sconsacrato dalle forme barocche, situato in via Roma 34 a Pellegrino Parmense, in provincia di Parma.

StoriaModifica

Il luogo di culto fu edificato nel 1642[1] dai frati del vicino convento di San Francesco,[2] quale cappella dipendente dal santuario di Careno.[1]

Nel 1836 la chiesa divenne sede di parrocchia autonoma.[1]

L'edificio, ormai inadeguato, fu sconsacrato nel 1927, al termine dei lavori di costruzione della nuova chiesa di San Giuseppe, e per circa 30 anni fu adibito a granaio a servizio del Consorzio agrario.[2]

Intorno al 1960 l'ex chiesa fu internamente frazionata e trasformata in garage, bar e abitazione, mentre nella navata destra e nella cappella dello stesso lato fu installata una centrale Telecom; intorno al 1995 gli spazi furono lasciati liberi e nel 2003 furono avviati i primi lavori di recupero della struttura, demolendo le murature di tamponamento e chiudendo le aperture incongrue realizzate nelle navate sinistra e centrale; rimase solo la centrale Telecom, che fu però eliminata nel 2004. La parrocchia, proprietaria dell'edificio, si accordò col Comune di Pellegrino Parmense per destinare la struttura a sala civica pubblica; gli interventi, avviati nel 2013 e finanziati dal Comune e dalla Fondazione Cariparma, riguardarono gli interni e la facciata e consentirono anche di riportare alla luce gli affreschi nascosti sotto gli intonaci.[2] Il 16 luglio del 2011 fu inaugurato, alla presenza di varie autorità, il nuovo auditorium, che il 22 ottobre dello stesso anno fu intitolato a Claudio Costerbosa, sindaco di Pellegrino Parmense dal 1842 al 1850 e patriota risorgimentale.[3]

DescrizioneModifica

L'ex chiesa si sviluppa su un impianto a tre navate, con ingresso a ovest e presbiterio a est.[2]

La simmetrica facciata a salienti, interamente intonacata, è caratterizzata dalla presenza del portale d'accesso centrale, delimitato da una cornice e sormontato da un frontone triangolare; ai fianchi si aprono in corrispondenza delle navate laterali due finestre rettangolari incorniciate, mentre in sommità è collocato nel mezzo un ampio finestrone con cornice e frontone triangolare di coronamento; al centro si sviluppa lungo gli spioventi del tetto il cornicione in lieve aggetto, mentre ai lati si allungano due grandi volute.[4]

Sulla destra si eleva su quattro ordini il campanile, decorato con lesene in pietra sugli spigoli; la cella campanaria si affaccia sulle quattro fronti attraverso monofore ad arco a tutto sesto; a coronamento si erge una guglia conica rivestita in manto di rame.

All'interno la navata centrale, coperta da due volte decorate con affreschi recuperati nel corso del restauro del 2013,[2] è scandita dalle laterali attraverso due ampie arcate a tutto sesto, rette da pilastri.[5]

NoteModifica

  1. ^ a b c Breve viaggio nella storia (PDF), su www.comune.pellegrino-parmense.pr.it. URL consultato il 15 gennaio 2018.
  2. ^ a b c d e La Voce di Pellegrino, p. 8.
  3. ^ La Voce di Pellegrino, p. 6.
  4. ^ La Voce di Pellegrino, p. 9.
  5. ^ La Voce di Pellegrino, p. 10.

BibliografiaModifica

  • La Voce di Pellegrino (PDF) (Pellegrino Parmense, Comune di Pellegrino Parmense), nº 1, marzo 2012. URL consultato il 15 gennaio 2018.

Voci correlateModifica

Controllo di autoritàLCCN (ENn2001032741 · WorldCat Identities (ENn2001-032741