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Ferrovia di Lousã
Nome originaleRamal da Lousã
Linha de Arganil
InizioCoimbra
FineCoimbra
Serpins (fino al 2010)
Stati attraversatiPortogallo Portogallo
Lunghezza1,669 km
(fino al 2010) 36,89 km
Apertura1885
Chiusura2010
GestoreComboios de Portugal
Scartamentoiberico 1668 mm
Ferrovie

La ferrovia di Lousã (in portoghese Ramal da Lousã, detta anche Linha de Arganil) è una linea ferroviaria a scartamento iberico e a binario unico che nella sua massima estensione raggiunse la lunghezza di 36,706 km tra la stazione di Coimbra-B, sulla ferrovia del Nord e Serpins[1].

Fu inaugurata inizialmente, con il nome di Ramal de Coimbra, il 18 ottobre 1885 dalla Companhia Real dos Caminhos de Ferro Portugueses[2]. Il 16 dicembre 1906 fu prolungata fino a Lousã e raggiunse Serpins il 10 agosto 1930[3]. Il 4 gennaio 2010 venne chiusa all'esercizio ferroviario da Coimbra a Serpins e sostituita da autoservizio[4]. Rimase in funzione il tratto Coimbra-B - Coimbra, lungo 1,669 km[5].

La stazione originale di Coimbra in una cartolina del 1901

Indice

StoriaModifica

Costruzione del "Ramal de Coimbra"Modifica

Il progetto della ferrovia della Beira Alta, di grande importanza per le aree interessate, prevedeva nella legge emanata il 26 gennaio 1876 la stazione di Coimbra, posta sulla ferrovia del Nord, come punto iniziale della linea[6]. La disposizione stabiliva anche il passaggio per Santa Comba Dão raggiungendo la frontiera spagnola. Il 25 maggio dello stesso anno il punto inizio fu spostato nella stazione di Pampilhosa[6]; il 23 marzo 1878 l'inizio a Pampilhosa fu confermato per legge[2].

Coimbra perdeva l'accesso diretto alla linea della Beira Alta ma la compagnia concessionaria fu incaricata di costruire anche un collegamento ferroviario con il centro con funzione di interscambio con la navigazione fluviale di modo che le merci della Beira potessero raggiungere, via fiume Mondego, il porto di Figueira da Foz[2]. Una controversia tra la Companhia dos Caminhos de Ferro Portugueses da Beira Alta e lo Stato bloccò l'opera e quest'ultimo, il 2 maggio 1882, diede mandato alla Companhia Real dos Caminhos de Ferro Portugueses di costruire la ferrovia dell'Est[2]; il mandato previde l'incarico di costruire il "Ramal de Coimbra" e la Companhia Real lo aprì all'esercizio il 18 ottobre 1885[2][7]. La scelta del tracciato fu però oggetto di critiche in quanto pregiudicava l'espansione del tessuto urbano e condizionava il proseguimento previsto per Lousã[8].

Nasce la Companhia do MondegoModifica

Negli anni settanta del XIX secolo era stato elaborato un progetto di ferrovia da Coimbra ad Arganil che serviva anche Lousã[9]. Un decreto reale, del 10 settembre 1887, approvò la costruzione della Coimbra-Arganil a scartamento metrico ma l'8 novembre 1888 lo scartamento previsto venne modificato a 1668 mm[3]. La concessionaria, Companhia do Caminho de Ferro do Mondego, si costituì il 12 novembre 1888 mentre il progetto definitivo fu approvato l'11 gennaio 1889[3].

La scelta del tracciato attraverso la Valle di Coselhas fu oggetto di forti opposizioni contro l'impresa della linea di Coimbra[10]; un percorso alternativo proposto attraverso il centro della città ebbe analoghe opposizioni in quanto limitativo del traffico cittadino[8]. Tali problematiche ritardarono i lavori aumentandone i costi finché l'impresa, entrata in crisi economica, li fermò del tutto[10].

Il 24 ottobre 1895 la Compagnia ottenne dal tribunale civile una sospensione dei pagamenti. Seguirono trattative con il governo dopo le quali tuttavia[11]dovette dichiarare fallimento il 18 febbraio 1897[3]. Il 9 novembre 1893 l'impresa fu posta in amministrazione controllata da una commissione composta dai creditori, dallo Stato e dalla dirigenza della Compagnia[11]. Il 15 febbraio 1901 venne inutilmente tentato un compromesso con la creditrice, Companhia Real, perché assumesse l'onere di costruzione e gestisse per 25 anni la Coimbra-Lousã[12]. Gli impianti già costruiti ma abbandonati intanto cominciavano a degradarsi[13].

 
Stazione di Miranda do Corvo nei primi anni di esercizio

Subentro della Companhia RealModifica

Nel marzo del 1903 fu raggiunto un accordo tra la "Mondego" e la "Real" affinché quest'ultima assumesse la gestione una volta costruita la linea[14]. Tra l'altro l'accordo prevedeva che la Mondego emettesse obbligazioni per 25 anni e che la Real ottenesse una sovvenzione chilometrica per l'esercizio[11].

Il 22 novembre 1904 la Compagnia del Mondego stipulò un nuovo contratto con cui delegava alla Companhia Real la costruzione e la gestione[3].

Il 3 febbraio 1905 venne approvata la variante di Coimbra e il 1º aprile 1905 i terreni attraversati vennero dichiarati espropriabili per pubblica utilità[15].

Inaugurazione della tratta fino a LousãModifica

Nel marzo dell'anno successivo le tratte fino a Portela, Carroulo e Treniva erano completate mentre si lavorava ancora su alcuni ponti e viadotti[16]. Il 16 dicembre 1906 la Companhia Real aprì l'intera tratta fino a Lousã[3]

 
Treno sul tratto urbano del Ramal da Lousã, sulla Avenida Emídio Navarro, all'altezza dell'Hotel Astória, nel 1924

Prosecuzione oltre LousãModifica

L'8 giugno 1923 la Compagnia del Mondego ottenne dal Ministero l'autorizzazione ad emettere un prestito obbligazionario, con garanzia del 7%, per la costruzione della ferrovia da Lousã ad Arganil; nel documento si precisava che dopo l'apertura la linea sarebbe stata gestita dalla Companhia dos Caminhos de Ferro Portugueses[17].

I lavori iniziarono da Lousã nell'agosto del 1924[3]ma avanzavano molto lentamente tra Lousã-Góis[18] sperando di concluderli per l'anno successivo[19]. Ma i costi elevati e la carenza dei fondi ne impedivano la prosecuzione per cui si decise di richiedere il cambio di scartamento da largo a metrico[20]; il 19 novembre 1927 la richiesta fu approvata autorizzando il cambio anche per le tratte già costruite e il proseguimento da Arganil fino a Santa Comba Dão[21]. La ferrovia venne indicata nel piano del bacino idrografico del Mondego come Linha de Arganil[22].

La scelta dello scartamento stretto innescò molte critiche in quanto le autorità militari ritenevano che lo scartamento largo fosse indispensabile a fini strategici, date le turbolenze del periodo, mentre in campo ferroviario si ribatteva circa i costi elevati. In tal modo la Linha de Arganil non ebbe specificato lo scartamento quando venne emesso il Decreto 18190[23]; il fatto fu pregiudizievole di ritardi circa i lavori su Arganil[24].

L'apertura del tratto fino a Serpins avvenne il 10 agosto 1930 e a scartamento iberico[3]; nel 1931 fu inaugurata la nuova stazione di Coimbra-A[25]. Ma il 19 maggio 1933 il servizio passeggeri ferroviario tra Coimbra e Serpins fu sostituito con autoservizio[26].

Variante di CoselhasModifica

Il tracciato che attraversava la città di Coimbra, come del resto preconizzato ai tempi della progettazione, si rivelò sempre più problematico per la circolazione viaria già negli anni trenta[8]. Anche le infrastrutture di servizio si rivelavano insufficienti; vi si pose rimedio ampliando la stazione di Coimbra per quel tanto che lo spazio disponibile permetteva[8].

Per servire con più efficienza la rete ferroviaria del Mondego venne studiato un progetto per una nuova stazione che usava le aree di Vale de Coselhas, tra le cave di pietra di Ingote e il sito dell'Arco Pintado, circa 500 m dalla stazione di Coimbra[8].

Progetto del Metro MondegoModifica

 
Automotrici in sosta nella stazione di Serpins nel 2009

Dal 1994 si iniziò a discutere sulla creazione di un servizio ferroviario metropolitano del Mondego. La linea era in condizioni di arretratezza tecnologica e malandata; nel 2002 si verificò un serio incidente ferroviario con vittime. Il consorzio costituito dalle municipalità di Lousã, Coimbra e Miranda do Corvo (Metro do Mondego) riaffermò l'intento di portare avanti il progetto che era stato accantonato. Nel 2009 fu approntato il progetto di trasformazione della ferrovia in metropolitana di superfície, denominato Metro Mondego[27], tra molte contestazioni contrarie al declassamento della ferrovia a tram-treno L'adattamento della linea era all'inizio il 2 dicembre 2009 tra Serpins e Alto de São João. Il 4 gennaio 2010 il traffico ferroviario venne sospeso e sostituito da autoservizi[4]. Nel 2011 l'intero progetto venne annullato a causa della crisi economica.

Stazioni e fermate
       
Ferrovia del NordPorto Campanhã
       
217,294 Coimbra-B
       
217,024
0,000
Ferrovia del Nord→ Lisbona Santa Apolónia
       
Ferrovia di Coimbra (riclass.)
       
1,669
0,000
Coimbra
   
 
 
Avenida Emídio Navarro
 
0,5 Coimbra-Parque (antica)
 
0,850 Coimbra-Parque
 
2,840 São José (antica Calhabé)
 
4,990 Carvalhosas
     
Ponte da Portela × fiume Mondego (207 m)
 
6,040 Quinta da Ponte
 
6,829 Conraria
     
7,956 Ceira
 
9,500 Vale de Açor
 
12,560 Trémoa
 
15,110 Moinhos
 
16,500 Lobazes
     
19,203 Miranda do Corvo
     
Ferrovia di Tomar Tomar (prog. abb.)
 
22,826 Padrão
 
24,9 Arneiro
 
26,100 Meiral
 
27,975 Lousã-A
     
28,798 Lousã
 
33,0 Prilhão-Casais
     
35,008 Serpins
 
Góis (prog. abb.)
     
Gouveia, Régua (prog. abb.)
 
 
 
Arganil (prog. abb.)
     
Tomar (prog. abb.)
       
Ferrovia della Beira Alta Pampilhosa
     
 
Santa Comba Dão
       
Ferrovia della Beira Alta Vilar Formoso
   
 
 
Ferrovia del Dão Viseu
 
 
 
Ferrovia della Beira Bassa Abrantes
 
Covilhã
     
Ferrovia della Beira Bassa Guarda

NoteModifica

  1. ^ Rede Ferroviária Nacional, in Instrução de Exploração Técnica n. 50 (Lisbona, Rede Ferroviária Nacional e Instituto Nacional do Transporte Ferroviário), 6 dicembre 2005, pp. 11-12.
  2. ^ a b c d e Carlos Manitto Torres, A evolução das linhas portuguesas e o seu significado ferroviário (PDF), in Gazeta dos Caminhos de Ferro, vol. 70, nº 1681, 1º gennaio 1958, pp. 9-12. URL consultato l'8 marzo 2017.
  3. ^ a b c d e f g h Carlos Manitto Torres, A evolução das linhas portuguesas e o seu significado ferroviário (PDF), in Gazeta dos Caminhos de Ferro, vol. 70, nº 1682, 16 gennaio 1958, pp. 61-64. URL consultato l'8 marzo 2017.
  4. ^ a b Ramal da Lousã - Interrupção da circulação, in Comboios de Portugal. URL consultato il 19 febbraio 2012.
  5. ^ Rede Ferroviária Nacional, in Instrução de Exploração Técnica n. 50 (65 Aditamento) (Lisbona, Rede Ferroviária Nacional e Instituto Nacional do Transporte Ferroviário), 19 febbraio 2013, pp. 11-12.
  6. ^ a b (ES) Gaceta de los Ferrocarriles, nº 1686, pp. 133, 134.
  7. ^ Reis et al,  p. 12.
  8. ^ a b c d e Abel Urbano, A Defesa do País e a Rede Ferroviária da Bacia do Mondego (PDF), in Gazeta dos Caminhos de Ferro, vol. 46, nº 1087, 1º aprile 1933, pp. 199-201. URL consultato il 9 marzo 2017.
  9. ^ Serrão,  p. 238.
  10. ^ a b Linhas Portuguezas (PDF), in Gazeta dos Caminhos de Ferro, vol. 16, nº 370, 16 maggio 1903, pp. 169-170. URL consultato l'8 marzo 2017.
  11. ^ a b c Soares Cardoso, A linha de Arganil (PDF), in Gazeta dos Caminhos de Ferro, vol. 16, nº 370, 16 maggio 1903, pp. 159-160. URL consultato l'8 marzo 2017.
  12. ^ Companhia Real (PDF), in Gazeta dos Caminhos de Ferro, vol. 18, nº 424, 16 agosto 1905, pp. 251-251. URL consultato l'8 marzo 2017.
  13. ^ J. de Oliveira Simões, Balanço Ferro-viario (PDF), in Gazeta dos Caminhos de Ferro, vol. 16, nº 361, 1º gennaio 1903, pp. 1-2. URL consultato l'8 marzo 2017.
  14. ^ Linhas Portuguezas (PDF), in Gazeta dos Caminhos de Ferro, vol. 16, nº 365, 1º marzo 1903, pp. 74-75. URL consultato l'8 marzo 2017.
  15. ^ Parte Oficial (PDF), in Gazeta dos Caminhos de Ferro, vol. 18, nº 416, 16 aprile 1905, pp. 116-118. URL consultato l'8 marzo 2017.
  16. ^ Linhas Portuguezas (PDF), in Gazeta dos Caminhos de Ferro, vol. 18, nº 412, 16 marzo 1905. URL consultato l'8 marzo 2017.
  17. ^ Portogallo. Ministério do Comércio e Comunicações - Secretaria Geral do Ministério e dos Serviços de Obras Públicas - Repartição Central, Decreto n. 8910 dell'8 giugno 1923, in Diário da República n. 124, Série I, 12 giugno 1923.
  18. ^ Linhas Portuguesas (PDF), in Gazeta dos Caminhos de Ferro, vol. 39, nº 925, 1º luglio 1926, p. 208. URL consultato il 7 marzo 2017.
  19. ^ Linhas Portuguesas (PDF), in Gazeta dos Caminhos de Ferro, vol. 39, nº 930, 16 settembre 1926, p. 287. URL consultato il 9 marzo 2017.
  20. ^ José Fernando de Sousa, O Ano que Findou (PDF), in Gazeta dos Caminhos de Ferro, vol. 40, nº 937, 1º gennaio 1927, pp. 1-3. URL consultato il 9 marzo 2017.
  21. ^ Portogallo. Ministério do Comércio e Comunicações - Direcção Geral de Caminhos de Ferro - Divisão Central e de Estudos, Decreto n. 14775, del 19 novembre 1927, in Diário da República n. 283, Série I, 22 dicembre 1927.
  22. ^ Abel Urbano, Ao Longo dos Caminhos de Ferro da Beira: Santa Comba Dão (PDF), in Gazeta dos Caminhos de Ferro, vol. 46, nº 1111, 1º aprile 1934, pp. 197-199. URL consultato il 9 marzo 2017.
  23. ^ José Fernando de Sousa, «O Problema da Defesa Nacional» pelo Coronel Raúl Esteves (PDF), in Gazeta dos Caminhos de Ferro, vol. 47, nº 1133, 1º marzo 1935, pp. 101-103. URL consultato il 9 marzo 2017.
  24. ^ Abel Urbano, A Defesa do País e a Rede Ferroviária da Bacia do Mondego (PDF), in Gazeta dos Caminhos de Ferro, vol. 46, nº 1089, 1º maggio 1933, pp. 269-271. URL consultato il 9 marzo 2017.
  25. ^ Martins et al,  p. 129.
  26. ^ Martins et al,  p. 259.
  27. ^ Infra-Estruturas das Paragens dos Serviços Alternativos, in Metro do Mondego, 8 marzo 2017. URL consultato il 22 ottobre 2009.

BibliografiaModifica

  • Francisco Reis; Rosa Gomes; Gilberto Gomes et al, Os Caminhos de Ferro Portugueses 1856-2006, Lisbona, CP-Comboios de Portugal e Público-Comunicação Social S. A., 2006, p. 238, ISBN 989-619-078-X.
  • João Martins; Madalena Brion; Miguel Sousa et al, O Caminho de Ferro Revisitado, Lisboa, Caminhos de Ferro Portugueses, 1996, p. 446.
  • Joaquim Veríssimo Serrão, História de Portugal, O Terceiro Liberalismo (1851-1890), Verbo, 1986, p. 423.
  • José Ribeiro Silva; Manuel Ribeiro, Os Comboios em Portugal, vol. 3, Terramar, Editores, Distribuidores e Livreiros, Lda., 2007, p. 203, ISBN 978-972-710-408-6.
  • Fernando dos Santos Carvalho, A Linha da Lousã, Lousã, Câmara Municipal da Lousã, 2011, p. 130, ISBN 978-972-8572-14-3.
  • Manuel Fernandes Dias, A história do caminho-de-ferro de Arganil, Lousã, Gráfica Moderna, 2006, p. 136, ISBN 978-972-8572-14-3.
  • Álvaro V. Lemos, A Lousã e o seu Concelho, Lousã, Câmara Municipal da Lousã, 2001, p. 169, ISBN 972-8572-02-6.