Saturnino (console 383)

politico romano
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Flavio Saturnino
TitoliMagister militum
NascitaIV secolo
Morte400
GensFlavia
Saturnino
NascitaIV secolo
Morte400
EtniaRomano
ReligioneCristano
Dati militari
Paese servitoTardo impero romano
Forza armataEsercito romano
GradoMagister militum
ComandantiCostanzo II
Arcadio
GuerreInvasioni barbariche
Altre caricheConsole
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Flavio Saturnino (latino: Flavius Saturninus; ... – ...; fl. 377-400) è stato un politico e militare romano di età imperiale.

BiografiaModifica

Saturnino era probabilmente cristiano: è accertato che abbia ospitato un vescovo, che abbia donato un monastero e che sia stato brevemente in contatto con Gregorio Nazianzeno.

Durante il regno di Costanzo II fu un ufficiale dell'esercito; accolse Temistio quando il filosofo giunse per la prima volta a Costantinopoli, attorno al 350.[1] Giunse al rango di cura palatii, ma nel 361 fu allontanato dall'incarico dal tribunale di Calcedonia, incaricato dal nuovo imperatore Giuliano di giudicare i funzionari di Costanzo II che si erano macchiati di abusi.

Riprese la carriera militare: è attestato come comes rei militaris nel 373. Nel 377/378 combatté contro i Goti; sopravvisse alla disfatta della battaglia di Adrianopoli.

In qualità di magister militum per Thracias, venne incaricato dall'imperatore Teodosio I di concertare una pace con i Goti: nell'ottobre 382 riuscì a stipulare un accordo in base al quale i Goti si sarebbero stanziati nel basso Danubio divenendo foederati. Questo accordo gli garantì il favore imperiale, tanto che ricevette il consolato per l'anno 383, e il 1º gennaio di quell'anno Temistio declamò un panegirico in suo onore.[2]

Nel 388 era ancora a corte; nel 396, ormai molto vecchio, fu incaricato insieme a Procopio di giudicare Timasio, che condannò malgrado l'opposizione del collega.

Nel 400 serviva l'imperatore Arcadio in Oriente, quando il ribelle magister militum Gainas chiese all'imperatore di consegnargli Saturnino e Aureliano, per poi mandarli in esilio. Morì prima del 404.

Ardente cristiano, ricevette lettere da Gregorio Nazianzeno;[3] la sua vedova Castricia fu un'avversaria di Giovanni Crisostomo. Aveva delle proprietà a Costantinopoli.

NoteModifica

  1. ^ Temistio, Orazioni, XVI 200a-b.
  2. ^ Temistio, Orazioni, XVI (Per Saturnino).
  3. ^ Gregorio Nazianzeno, Lettere, 132, in cui gli chiede di sostenere il Concilio del 382.

BibliografiaModifica

  • «Flavius Saturninus 10», PLRE I, pp. 807-8.
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