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Le ex Fornaci di laterizi Picci sono un complesso di edifici di interesse archeologico - industriale, siti nella città di Quartu Sant'Elena, in via Brigata Sassari.

StoriaModifica

Nel 1878 a Quartu Sant'Elena esistevano già alcune fornaci di mattoni dove venivano prodotte anche pianelle e tegole.

In questo stesso periodo Luigi Picci decise di costruire una piccola fornace, in un territorio limitrofo di Quartucciu, per la cottura di mattoni d'argilla fatti a mano.

Nel 1927, Luigi Picci morì e la fabbrica passò al Figlio Antonio, che lavorava nella fornace già dal 1920.

Dopo aver acquistato un terreno coltivato a carciofi, nelle vicinanze del rio Marcangias a Quartu, vi impianto le nuove strutture delle Fornaci.

L'attività, in questo periodo, andava avanti stagionalmentee i mattoni venivano ancora realizzati a mano. Veniva utilizzata argilla proveniente dalle cave di Pitz'e Serra, di Su Paris e di Santa Lucia, che veniva portata alle fornaci con dei carri trainati da cavalli.

Nel 1938 vennero costruiti dei capannoni, che permetterono di rendere l'attività annuale, per riparare i mattoni dalle intemperie. Nello stesso anno venne anche installato il Forno Hoffmann che permise di cuocere i mattoni a carbone. Nasceva così la prima fabbrica sarda semi-automatica.

Queste innovazioni favorirono l'aumento della produzione di laterizi che vennero utilizzati per la costruzione di Carbonia.

La fabbrica cessò momentaneamente l'attività durante la Seconda guerra mondiale.

Nel dopo guerra, a causa della ricostruzione, si ebbe un grande aumento della richiesta di mattoni che portò all'apertura di altre cave tra cui quelle di Ussana. Inoltre si decise di affidarsi ai camion per il trasporto dell'argilla in modo da velocizzarne il viaggio.

Nel 1966 il forno Hoffman venne sostituito dall'automatico Forno a Tunnel. In questo periodo lavoravano per la fabbrica circa 250 persone.

Il boom edilizio degli anni sessanta causo una talmente grande richiesta di mattoni, che Antonio fu costretto ad acquistare un secondo Forno a Tunnel.

Nel 1975 Antonio Picci venne a mancare e la fabbrica passò in mano ai figli.

Tra il 1980 e il 1982 la fabbrica adottò un nuovo impianto, completamente automatico, che prevedeva una serie di più moderni e funzionali macchinari.

In questo periodo la fabbrica era considerata tra le più importanti d'Italia.

Nel 1985 le Fornaci di laterizi Picci cessarono l'attività.

Voci correlateModifica