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Forte San Mattia
Werk San Mattia
Sistema difensivo di Verona
Forte San Mattia-DSCF0193a.jpg
Ubicazione
StatoAustria Impero austriaco
Stato attualeItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
CittàVerona Verona Verona
Coordinate45°27′39.6″N 10°59′44.9″E / 45.461°N 10.995806°E45.461; 10.995806Coordinate: 45°27′39.6″N 10°59′44.9″E / 45.461°N 10.995806°E45.461; 10.995806
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Forte San Mattia
Informazioni generali
TipoForte
Costruzione1843-1843
Primo proprietarioEsercito imperiale austriaco
Condizione attualeconservato
Informazioni militari
UtilizzatoreImpero austriaco
Regno d'Italia
Armamento4 cannoni da 9,5 cm
4 cannoni di diverso calibro
Presidio342 fanti
26 artiglieri
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Forte San Mattia, in tedesco Werk San Mattia, è un forte austriaco di Verona, costruito nel 1843 e voluto dal comandante Radetzky, progettato dal maggiore generale Franz von Scholl, soprintendente ai lavori di fortificazione a Verona. L'opera è quasi integralmente conservata.

Indice

StrutturaModifica

Posto sull'altura più eminente che domina la città a settentrione, in prossimità della chiesetta di San Mattia, il forte omonimo è al centro del campo trincerato collinare. Il settore di tiro principale delle sue artigliere batte, verso settentrione, il versante collinare che scende verso Avesa e l'antistante crinale, incrociando il fuoco con le due torri massimiliane più prossime, al fine di interdire l'aggiramento della piazzaforte da nord.

La forma irregolare del forte è tipica della fortificazione di montagna. L'impianto planimetrico, molto articolato per l'adattamento al sito, è riconducibile alla lunetta con fronte principale. Il fronte di gola è composto da un muro a feritoie più volte ripiegato, a formare due recinti:

  • il primo, d'ingresso, col tamburo difensivo;
  • il secondo con la batteria casamattata rivolta verso la Valdonega.

Sul fronte principale si distingue il grande ridotto casamattato, con pianta lineare spezzata, a saliente, che si eleva su uno, due o tre piani, adattandosi la base dell'opera al profilo del crinale. Oltre al ricovero della guarnigione, l'opera è ordinata per artiglierie in casamatta e per fucileria. Davanti al ridotto, sul terrapieno, erano stabilite le postazioni di artiglieria a cielo aperto. Al centro della facciata retrostante sporge il corpo scala trilatero, arrotondato. Il fossato asciutto, difeso dalla caponiera centrale, collegata dalla poterna, separa il forte dalla collina antistante, rivestita dal muro di controscarpa e modellata alla sommità nella forma geometrica dello spalto, per il tiro radente delle artiglierie.

Tutti i paramenti murari del forte sono a conci di tufo con apparecchio a opus poligonale. L'accurata esecuzione tecnico-costruttiva, assieme alla perfezione geometrica d'insieme possono qualificare quest'opera come un capolavoro dell'arte fortificatoria di tutti i tempi. In essa riconosciamo il talento architettonico di Michael von Maly, allievo prediletto di Franz von Scholl.

ArmamentoModifica

  • 4 cannoni da 9,5 cm con anima rigata ad avancarica
  • 4 cannoni con anima liscia

Riserve di munizioni: 1 polveriera per 8.500 kg

Presidio di guerraModifica

Presidio di emergenza: 500 uomini

OsservazioniModifica

Il Forte San Mattia esemplifica l'attitudine dei progettisti absburgici al tema dell'ambientazione, della fusione tra architettura e paesaggio: consapevoli che le fortificazioni collinari e montane fossero situate in posizioni di particolare interesse visivo, studiavano attentamente le complesse relazioni paesaggistiche sia per ragioni funzionali, balistiche, di reciproco fiancheggiamento, sia per la loro cultura, appartenente a pieno titolo al romanticismo mitteleuropeo.

Il fronte principale, direttamente esposto alle offese, assumeva carattere mimetico. Il fronte di gola, nel settore più protetto, assumeva una connotazione figurativa geometrica e monumentale. Nel Forte San Mattia risalta la morfologia complessa, organica, di studiata integrazione al sito d'impianto. Nel fronte di gola si impone la grande nicchia-cannoniera aperta sulla città come un arco trionfale, che focalizza il punto più remoto delle corrispondenze visuali a scala paesistica.

BibliografiaModifica

  • AA. VV., Il Quadrilatero: nella storia militare, politica, economica e sociale dell'Italia risorgimentale, Verona, Comune di Verona, 1967, ISBN non esistente.
  • Guido Barbetta, Le mura e le fortificazioni di Verona, Verona, Vita veronese, 1970, ISBN non esistente.
  • Gino Beltramini, Le strade di Verona entro la cinta muraria, Verona, Vita veronese, 1983, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, L'architettura a Verona nell'età della Serenissima, Verona, Edizioni B.P.V., 1988, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, Architettura a Verona dal periodo napoleonico all'età contemporanea, Verona, Edizioni B.P.V., 1994, ISBN non esistente.
  • Margherita Marvulli, Verona. La città e le fortificazioni, Roma, 2005, ISBN 978-8824011112.

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