François Chatelet

François Chatelet
François Chatelet (Eroica).jpg
François Chatelet con la madre
UniversoEroica - La gloria di Napoleone
Lady Oscar (volumi speciali)
Nome orig.フランソワ シャトレ (Furansowa Shatore)
Lingua orig.giapponese
AutoreRiyoko Ikeda
EditoreShūeisha
1ª app.1986
Editore it.Magic Press Edizioni
app. it.ottobre 2009
Specieumana
SessoMaschio
Etniafrancese
Luogo di nascitaParigi
Data di nascita1789

François Chatelet (フランソワ・シャトレ Furansowa Shatore?) è un personaggio immaginario e uno dei protagonisti della serie manga Eroica - La gloria di Napoleone e dei volumi speciali di Lady Oscar, creato da Riyoko Ikeda.

BiografiaModifica

La famigliaModifica

François Chatelet è nato a Parigi verso la fine del 1789, ed è l'unico figlio del famoso giornalista giacobino Bernard Chatelet e della sarta Rosalie Chatelet. Abita in un piccolo appartamento, comodo ma non lussuoso, al secondo piano della seconda casa dopo l'angolo di rue Bon Enfant, poco lontano dal mausoleo del Pantheon, situato nel quartiere latino. La sua vicina di casa è un'anziana signora. La madre ha scelto il secondo nome di Oscar François de Jarjayes in ricordo del suo primo amore, essendo nato nell'anno della sua morte, e le assomiglia come una goccia d'acqua. Anche se era molto piccolo quando l'ha incontrata, si ricorda di Catherine Renaudin, la spia al servizio dei realisti, che si era fatta ospitare per spiare suo padre, su ordine del ministro della polizia Joseph Fouché. Intelligente e coraggioso, anche lui è un fervente giacobino per via dell'influenza dei genitori, e si lascia facilmente travolgere dall'entusiasmo dei dintorni, ma non ha il fervore rivoluzionario ed è pacifista. Il padre lo preoccupa molto, poiché il sistema repubblicano, che tanto hanno fatto per proteggere, lo tormenta a tal punto che ne farà una malattia. François cerca spesso di calmarlo, ma è come parlare al vento.

Il grande incontroModifica

Ha incontrato per la prima volta Napoleone Bonaparte alla fine dell'ottobre 1795, quando si è trasferito allo stato maggiore di rue des Capucines. È con la madre, che deve consegnargli della stoffa per uniforme di prima qualità da parte di Madame Tallien. Il protagonista lo ha preso in grande simpatia, un po' perché gli ricorda la sua infanzia corsa. Quando viene a sapere che suo padre fa il giornalista, gli risponde che allora forse è più importante di lui, perché, se nei suoi articoli parlasse male di lui, non potrebbe far carriera. François gli dice che allora ci penserà lui a mettere una buona parola per lui: perciò, gli raccomanda di studiare. Il generale Bonaparte, imbarazzato ma anche un po' arrabbiato, lo ringrazia.[1]

Il colpo di Stato del brumaioModifica

Durante i preparativi del colpo di Stato del 18 brumaio, suo padre lo ha usato come messaggero dei membri della combriccola. Quando si reca alla residenza privata del ministro degli esteri, il principe di Talleyrand, per portargli il manoscritto del discorso da pronunciare al Consiglio degli Anziani, il direttore Sieyès gli dà una moneta, pregandolo di riferire a suo padre che sono rimasti molto soddisfatti, ma lui gli risponde: Glielo dirò ma non posso accettare. Io ho solo fatto il mio dovere di cittadino della repubblica. Tutti rimangono sorpresi e Sièyes gli chiede scusa. Il migliore investigatore di Fouché lo ha seguito di nascosto e vorrebbe portarlo al suo padrone, ma lui gli ordina di lasciar stare.[2] Poi deve portare in tipografia il proclama da distribuire ai soldati dopo che sarà decretato il trasferimento dal Consiglio degli Anziani.[3]

Il 18 brumaio, alle sette del mattino, deve andare in città con la madre e attaccare in giro dei manifesti sul trasferimento della sede dell'assemblea a Saint-Cloud, facendo finta di non sapere niente. Nel cortile del palazzo delle Tuileries, ascoltano attentamente il discorso che il generale Bonaparte, nominato comandante in capo di tutto l'esercito, tiene per l'occasione e che è stato preparato dal padre, come gli aveva chiesto in una visita, di nascosto da Sièyes e dagli altri. François è molto contento di vedere quanta gente stanno incitando, attraverso la bocca del generale Bonaparte, le parole scritte da suo padre.[4] Ma suo padre segue con assoluto scetticismo l'ascesa di Napoleone, a causa dell'irruzione armata nell'aula del consiglio, e continua a combattere con tutte le sue forze contro la dittatura.

Una nuova vitaModifica

Una notte di inizio 1800, nel timore di essere arrestati il giorno dopo, visto che il giornale di suo padre è stato chiuso da Fouché, se ne vanno via subito e, per un po', sono andati a lavorare come guardiani nella casa di villeggiatura della famosa Madame de Staël a Coppet, in Svizzera.[5] François preferisce la natura di quei luoghi che si affacciano sul lago di Ginevra a Parigi. Nell'agosto 1802, visto che si tiene il referendum per accordare la carica di console a vita al generale Bonaparte, e avendo capito che ne sta approfittando per fondare il suo Impero personale, a suo padre è venuta voglia di tornare a Parigi, standosene in albergo. Alla fine del 1803, durante l'assenza del generale Alain de Soissons, che deve raggiungere le truppe di stanza a Boulogne, possono usare la sua catapecchia.[6]

Dopo l'esecuzione dei realisti, alla quale ha assistito[7], suo padre lo ha affidato a Madame de Staël perché faccia di lui un bravo uomo di legge. È l'allievo prediletto e si è proprio appassionato agli studi di legge e filosofia, ma gli piace anche stare ad ascoltare i discorsi degli studiosi di prim'ordine a casa di Madame de Staël, facendo tardi, ma questo non dispiace affatto ai suoi genitori. Un discorso che ha trovato interessantissimo è stato quello che lei ha avuto su Napoleone Bonaparte, che ha intenzione di diventare Imperatore. Quando lei si accorge che era in disparte ad aspettare, si scusa se lo ha fatto attendere così a lungo. Lui le dice di continuare pure, ma lei non può permettersi di rubare tempo al suo studio.[8]

L'esilio in SveziaModifica

Quando Bernard decide di aiutare Alain ad attentare alla vita di Bonaparte, prima che venga investito del titolo di Imperatore, senza dirglielo, temendo che possa succedergli qualcosa, affida sua moglie e suo figlio a Madame de Staël. Dopo essersi fermati per un po' nella sua villa in Svizzera, si recheranno nella lontana e fredda Svezia, la patria di suo marito, il posto più sicuro. Prima di partire, gli dice che, qualunque cosa dovesse succedergli, deve essere forte e diventare il sostegno di sua madre, visto che presto avrà quindici anni e non è più un bambino, senza lasciarsi turbare né perdere il suo orgoglio e senza dimenticare che è suo figlio. Gli raccomanda di studiare con impegno, visto che la cultura non è affatto qualcosa di inutile e verrà sicuramente il giorno in cui le cose che ha imparato diventeranno la colonna portante della sua vita. Quella notte, partono subito, sperando che a Bernard non succeda niente, ma invece perisce insieme ad Alain nel tentativo, fucilato da cinque soldati del generale Murat, riuscendo a mala pena a gridare: Ro... salie... Fran... n...[9]

Quando hanno saputo della sua morte in una locanda vicino alla Svizzera, hanno pianto tanto e sua madre è crollata e, per un po', non è neanche riuscita ad alzarsi dal letto. Ora sono ricercati da Napoleone, e anche Madame de Staël, che oltretutto aveva divorziato dal marito. Non potendo più contare su di loro, con l'aiuto inaspettato del conte de Girodelle, arrivano sani e salvi alla villa di Fersen a Stoccolma, dove ricevono una residenza in città dalla sorella minore Sophie e lavora come consulente legale della biblioteca reale su raccomandazione del conte.[10]

Alla fine, il 18 maggio 1804, Napoleone è diventato imperatore di Francia. Quando lo viene a sapere a Stoccolma, François è furibondo che abbia finalmente realizzato le sue ambizioni, passando sopra i cadaveri di tanti soldati francesi e servendosi di persone che amano sul serio la repubblica, come suo padre, e non lo perdonerà mai. Rosalie capisce benissimo quello che prova, ma gli insegna che non deve covare un desiderio di vendetta personale, bensì aspettare con calma il giudizio della storia, altrimenti significherebbe ammettere la sconfitta di suo padre. François si è convinto e l'abbraccia disperato.[11]

In biblioteca diventa amico e collega di Fabian Nobel, un membro della famiglia di scienziati Nobel, che lo avverte che il popolo vuole uccidere Fersen. Il 20 giugno 1810, giorno dell'assassinio, Nobel viene pugnalato a morte da uno dei suoi compagni per averli traditi informando il conte del pericolo e, prima di morire tra le sue braccia, implora Francois di vedere il futuro della sua patria, la Svezia. Dopo il funerale di Fersen e le parole di Sophie, decide di restare a vivere con sua madre in Svezia.[10]

L'alleanza con la RussiaModifica

Nell'inverno del 1810, il maresciallo francese Bernadotte è stato eletto dall'assemblea svedese come successore del re Carlo XIII, che non ha eredi. Carlo XIV si ricorda di François, il cui padre era stato suo compagno al salotto di Madame de Staël, e nel 1811 lo ha voluto a corte, non certo perché è francese, ma per l'alta considerazione che nutre nel suo ingegno e nella sua erudizione. Inoltre, dal momento che gli ideali eccessivamente giacobini del nuovo re sono rimasti immutati, è per questo che gli ha affidato anche l'istruzione del suo unico figlio Oscar, più giovane di dieci anni.

All'inizio del 1812, quando, su consiglio del principe di Talleyrand all'ambasciatore russo in Francia, è arrivata una proposta di alleanza da Aleksandr I di Russia, il re gli chiede cosa ne pensa. Con tutto il rispetto, non crede che l'opinione di un giovane di appena venti anni come lui possa essergli di qualche aiuto. Il re insiste e lui gli dice che il blocco continentale di Napoleone non ha fatto altro che far salire i prezzi, diventando motivo di sofferenza per l'Europa intera, più di quanto lui stesso creda, ed è così anche per la Svezia. In realtà, se fosse possibile sconfiggerlo, sia l'Austria che la Prussia sarebbero disposte a schierarsi con la Russia, ma, se la caduta di Napoleone dovesse comportare il ritorno in Francia dei Borboni, allora la sofferenza del popolo francese non farebbe che aumentare. Se vuole sconfiggere Napoleone per ripristinare la repubblica in Francia è favorevole all'alleanza con la Russia, ma se è per restaurare la monarchia è contrario. Il re gli dice che è proprio il degno figlio di suo padre, perché mette l'ideale repubblicano davanti al suo rancore personale. E poi può stare tranquillo su questo punto, visto che l'imperatore russo, essendo stato educato in gioventù dal francese Laharpe, ha sempre mostrato una certa comprensione nei confronti della repubblica francese. Quando informa la madre, Rosalie è preoccupata, al pensiero di che ne sarà allora della Francia che quell'uomo amava tanto, ma lui la tranquillizza perché, se riusciranno a sconfiggere Napoleone, l'Europa non sarà più afflitta da guerre e la Francia potrà recuperare gli ideali della rivoluzione.[12]

La morte di suo padre è stata finalmente vendicata nell'ottobre del 1815, quando il maresciallo Murat venne fucilato dall'esercito alleato.[13] Si è preso cura della madre fino alla sua morte a Stoccolma, ormai vecchia e costretta su una sedia a rotelle, durante la Restaurazione.[10]

Tra manga e realtàModifica

François Chatelet è ispirato a Horace-Camille Desmoulins, ma solo per il legame di sangue.

NoteModifica

  1. ^ Volume 1 parte I: capitolo 3.
  2. ^ Volume 6 parte IV: capitolo 2.
  3. ^ Volume 6 parte IV: capitolo 3.
  4. ^ Volume 6 parte IV: capitolo 4.
  5. ^ Volume 7 parte IV: capitolo 7.
  6. ^ Volume 7 parte V: capitolo 1.
  7. ^ Volume 8 parte V: capitolo 2.
  8. ^ Volume 8 parte V: capitolo 3.
  9. ^ Volume 8 parte V: capitolo 4.
  10. ^ a b c Lady Oscar, volume speciale 14, capitolo 9.
  11. ^ Volume 8 parte V: capitolo 5.
  12. ^ Volume 10 parte VI: capitolo 8.
  13. ^ Volume 12 parte VII: capitolo 12.
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