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Gennadij Vasil'evič Kolbin

politico sovietico
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Gennadij Vasil'evič Kolbin

Primo Segretario del Partito Comunista del Kazakistan
Durata mandato 16 dicembre 1986 –
22 giugno 1989
Predecessore Dinmuchamed Kunaev
Successore Nursultan Nazarbaev

Presidente del comitato di controllo del popolo dell'URSS
Durata mandato 7 giugno 1989 –
26 dicembre 1990
Predecessore Sergej Manjakin
Successore carica abolita

Deputato del Soviet dell'Unione del Soviet Supremo dell'URSS
Legislature VII, X, XI
Circoscrizione Oblast' di Sverdlovsk (VII), RSS Georgiana (X), Oblast' di Ul'janovsk (XI)

Dati generali
Partito politico Partito Comunista dell'Unione Sovietica
(1954-1991)

Gennadij Vasil'evič Kolbin (in russo: Геннадий Васильевич Колбин?; Nižnij Tagil, 7 maggio 1927Mosca, 15 gennaio 1998) è stato un politico sovietico poi russo, primo segretario del Partito Comunista del Kazakistan dal 16 dicembre 1986 al 22 giugno 1989.

BiografiaModifica

Kolbin non aveva mai operato nella Repubblica Socialista Sovietica Kazaka prima di essere posto a capo del partito comunista locale. Fu nominato primo segretario da Michail Gorbačëv in un tentativo di eliminare la corruzione all'interno del Partito comunista kazako.

Da straniero in Kazakistan non fu ben visto in quella nazione. La sua nomina causò violente proteste nella capitale Almaty e in altre città kazake, con migliaia di protestanti feriti o uccisi. Questa rivolta è ora conosciuta come "Jeltoqsan", che in kazako significa "dicembre". È riferito nelle fonti che il dimissionario primo segretario Dinmuchamed Kunaev, era implicato nelle proteste, che videro protagonisti 60.000 manifestanti.[1]

Nel giugno del 1989 Kolbin fu rimpiazzato da Nursultan Nazarbaev e fu trasferito a Mosca.

NoteModifica

  1. ^ (EN) Kazakhstan Daily Digest (archiviato dall'url originale il 4 settembre 2008).