Gerhard Sommer

militare tedesco (1921-2019)

Gerhard Sommer (Amburgo, 24 giugno 1921Germania, 2019) è stato un militare tedesco, tra i responsabili dell'eccidio di Sant'Anna di Stazzema del 12 agosto 1944, nel quale vennero trucidati 560 civili italiani.

Gerhard Sommer
NascitaAmburgo, 24 giugno 1921
MorteGermania, 2019
Cause della mortecause naturali
Etniatedesco
Dati militari
Paese servitoGermania Germania nazista
Forza armataFlag of the Schutzstaffel.svg Schutzstaffel
Unità1. SS-Panzer-Division "Leibstandarte SS Adolf Hitler"

23. SS-Freiwilligen-Panzergrenadier-Division "Nederland"

GradoUntersturmführer
Guerreseconda guerra mondiale
DecorazioniCroce di Ferro di prima e seconda classe
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BiografiaModifica

Sommer nacque ad Amburgo nel 1921. Nel luglio del 1933, all'età di 12 anni, divenne membro della Gioventù hitleriana, raggiungendo il grado di Jungzugführer all'interno della Deutsche Jungvolk, la sezione composta dai ragazzi tra i 10 e i 14 anni. Il 1º settembre 1939, all'età di 18 anni, aderì al Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori e in ottobre si arruolò nelle Waffen-SS.

Come membro della 1ª Divisione Panzer SS "Leibstandarte SS Adolf Hitler", Sommer combatté nei Balcani e in Ucraina. Venne ferito due volte e insignito della Croce di Ferro di seconda classe. Nel 1943 Sommer fece domanda per il grado di SS-Reserveführer. Dopo l'addestramento a Proschnitz, il 30 gennaio 1944 fu promosso al grado di SS-Untersturmführer. Prestò servizio come Zugführer e successivamente come Kompanieführer nella 7ª Kompanie des II. Bataillons/SS-Panzegrenadier-Regiment 35. Il 19 agosto 1944 ricevette la Croce di Ferro di prima classe. Verso la fine della guerra, Sommer prestò servizio nella 23. SS-Freiwilligen-Panzergrenadier-Division "Nederland".[1]

Il 22 giugno 2005, Sommer e altri nove ex membri delle SS vennero condannati dal tribunale militare italiano di La Spezia alla pena dell'ergastolo e al pagamento di indennità di guerra per aver preso parte all'eccidio di Sant'Anna di Stazzema.[2] Sommer e quattro suoi camerati fecero appello, ma le sentenze furono confermate nel 2006 dal tribunale militare di Roma.[3]

Nel 2002 in Germania vennero avviate delle indagini contro Sommer, senza tuttavia che venissero formalizzate delle accuse penali.[4] Gabriela Heinecke, avvocato di Amburgo rappresentante gli italiani sopravvissuti al massacro, si vide negare ripetutamente l'accesso agli atti dalla procura tedesca.[5] Nel maggio 2006, Sommer viveva in una casa di riposo ad Amburgo-Volksdorf.[6] Nel maggio 2015, Sommer fu dichiarato non idoneo ad un processo dai pubblici ministeri tedeschi.[7]

Nell'ottobre 2021 venne rivelato che Sommer morì nel 2019.[8]

NoteModifica

  1. ^ Tribunale Militare di La Spezia, Urteil im Verfahren gegen Gerhard Sommer u.a., La Spezia, 22 giugno 2005; Bundesarchiv, SSO-Karte, Gebührnis-Karte, Sommer Gerhard, 24.06.1921; John P. Moore, Führerliste der Waffen-SS, s. u. Sommer Gerhard, 24.06.1921.
  2. ^ Das Massaker von Sant’Anna di Stazzema am 12. August 1944 - Materialiensammlung 1 für eine bundesweite Kampagne zur Anklageerhebung in Deutschland (PDF) (archiviato dall'url originale il 30 ottobre 2018)., maggio 2006, pp. 12-14/17-19/23-24/30-34 (Pdf 880 KB).
  3. ^ Lars Reissmann: Verurteilung wegen des SS-Massakers von Sant’Anna di Stazzema bestätigt (PDF).[collegamento interrotto]. Lokalberichte Hamburg, Vol. 17, No. 24, 23 novembre 2006, p. 8 (Pdf 553 KB)
  4. ^ Simon Wiesenthal Center's Tenth Annual Report on the Investigation and Prosecution of Nazi War Criminals, su wiesenthal.com, 1º maggio 2011. URL consultato il 30 gennaio 2022 (archiviato dall'url originale il 28 febbraio 2014).
  5. ^ Flugblatt zu Gerhard Sommer (PDF) (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2007). (Pdf 121 KB)
  6. ^ Das Massaker von Sant’Anna di Stazzema am 12. August 1944. Materialiensammlung 1 (PDF) (archiviato dall'url originale il 30 ottobre 2018)., maggio 2006, pp. 32-34 (Pdf 880 KB).
  7. ^ Most-wanted German Nazi Sommer 'unfit for trial'. 28 maggio 2015
  8. ^ Robert Philpot, After killing hundreds of Italian civilians, a brutal SS division evaded justice., The Times of Israel, 12 ottobre 2021

Collegamenti esterniModifica