Apri il menu principale

BiografiaModifica

Figlio di un marmista viggiutese[1], Giacomo Buzzi Reschini si trasferì giovanissimo a Torino dove frequentò l'Accademia Albertina e fu allievo di Leonardo Bistolfi, pur mantenendo costanti rapporti con l'ambiente di provenienza (in particolare con il conterraneo Enrico Butti e con il milanese Ludovico Pogliaghi). Aperto un proprio studio professionale, ottenne numerosi riconoscimenti grazie alle opere presentate alle esposizioni di belle arti di Torino nel 1909 (la nota Stella alpina, un ritratto di fanciulla ornata appunto di stelle alpine acquistato dal re Vittorio Emanuele III) e nel 1911 (premiato con la medaglia d'oro per la scultura). Modellò anche la medaglia celebrativa dell'Esposizione internazionale delle invenzioni e progresso industriale del 1923, sempre a Torino. La sua opera è segnata dalle tematiche romantiche ma con uno stile improntato al verismo.

OpereModifica

Della sua vasta produzione, oltre ai numerosi monumenti funerari, si possono ricordare: l'Immacolata (1928) per il Palazzo del Governatorato in Vaticano, le statue dei Santi Cirillo e Metodio per il Collegio Boemo di Roma, i monumenti ai caduti di Crocemosso (1927), Chieri, Bordighera e San Damiano d'Asti, le statue dei Profeti e la porta monumentale della chiesa dell'Annunziata di Torino, il monumento alle Penne Mozze Canavesane di Belmonte (1955). Una collezione di suoi gessi, con lo spettacolare San Giorgio a cavallo che uccide il drago[2], è raccolta nel Museo degli artisti viggiutesi del Novecento, a Viggiù, dove realizzò anche i bassorilievi bronzei delle cappelle della Via crucis lungo la "rizzada" che porta alla chiesa di San Martino e dove è stata intitolata la Scuola media statale.

NoteModifica

  1. ^ Viggiù è noto come "il paese dei picasàss" (scalpellini) per la sua tradizione nell'estrazione e lavorazione della pietra, risalente forse al XII secolo (il primo scultore noto è Martino Longhi il vecchio, 1534-1591). Fra gli scultori più recenti, oltre a Buzzi Reschini, si possono ricordare Enrico Butti, Luigi Buzzi Leone, Nando Conti, Luigi Bottinelli, Angelo Bottinelli, Vincenzo Cattò, Gottardo Freschetti ed Ettore Cedraschi. Per questo Viggiù è stato anche definito "il paese con il più alto tasso artistico d'Italia".
  2. ^ Modello per il bronzo della tomba Bertirotty (1955) al Cimitero monumentale di Torino.

BibliografiaModifica

  • Flaminio Gualdoni (a cura di), La scultura a Varese dal Verismo a oggi, catalogo della mostra al Castello di Masnago 26 giugno - 25 settembre 1994, Varese, Lativa, 1994.
  • Giacomo Negri (presentazione), Giacomo Buzzi Reschini scultore, Torino, Rattero, 1961.

Collegamenti esterniModifica