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Giovanni Cristoforo Romano

scultore e medaglista italiano
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Medaglia di Isabella d'Este di Gian Cristoforo Romano

Giovanni Cristoforo Romano, o Gian Cristoforo Romano (Roma, 11 maggio 1456Loreto, 24 aprile 1512), è stato uno scultore, medaglista del Rinascimento italiano.

Gian Cristoforo Romano, Minerva, Studiolo di Isabella d'Este nel Palazzo Ducale di Mantova[1]

BiografiaModifica

Figlio di Isaia da Pisa, Gian Cristoforo fu probabilmente allievo di Andrea Bregno, anche se le sue prime opere documentate sono dei lavori di minore entità nel Palazzo ducale di Urbino, dove collaborò con Ambrogio Barocci da Milano (ante 1482).

Di seguito lavorò come medaglista presso le corti di Ferrara e Mantova, dove fu particolarmente apprezzato dalla marchesa Isabella d'Este.

Nel 1491 si recò a Milano alla corte di Ludovico il Moro, che aveva sposato Beatrice d'Este, sorella minore della marchesa di Mantova. Il duca di Milano gli affidò un'importantissima commissione: la tomba di Gian Galeazzo Visconti alla Certosa di Pavia, che Gian Cristoforo realizzò in collaborazione con Benedetto Briosco e che portò una ventata di misurato classicismo nella scultura lombarda dell'epoca, caratterizzata dal fasto, dall'horror vacui e dal crudo espressionismo di Giovanni Antonio Amadeo e Antonio Mantegazza.

Alla caduta degli Sforza (1499) l'artista tornò a lavorare per Isabella d'Este, che gli commissionò diverse, raffinatissime medaglie e la preziosa porta marmorea del suo studiolo nel palazzo Ducale di Mantova.

Successivamente soggiornò a Roma (chiamato da Giulio II), Napoli, Cremona (dove eseguì la tomba Trecchi a Sant'Agata) nuovamente Milano e Urbino. Una nuova commissione di Isabella d'Este (la tomba della beata Osanna Andreasi per la chiesa mantovana di S. Domenico) non ebbe esito.

Verso l'inizio del 1512, poco prima di morire, l'artista è documentato al santuario di Loreto, dove eseguì opere non meglio precisabili.

 
Gian Cristoforo Romano, Busto di fanciullo

NoteModifica

  1. ^ Stefano L'Occaso, Il Palazzo Ducale di Mantova, p-128-129, Milano, 2002.

BibliografiaModifica

  • Vasari, Le vite
  • A. Venturi, Studi su G.C.R. scultore in Atti del I congresso nazionale di studi romani, Roma 1929
  • R. Bossaglia, La scultura, in La Certosa di Pavia, a cura di M. G. Albertini Ottolenghi, R. Bossaglia, F. R. Pesenti, Milano 1968
  • A. Nova, Dall'arca alle esequie. Aspetti della scultura a Cremona nel XVI secolo, in I Campi e la cultura artistica cremonese del cinquecento, Milano 1985
  • Stefano L'Occaso, Il Palazzo Ducale di Mantova, Milano, 2002.

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