Giuseppe Chiovenda

giurista italiano

Giuseppe Chiovenda (Premosello, 2 febbraio 1872Premosello, 7 novembre 1937) è stato un giurista e accademico italiano.

Giuseppe Chiovenda in un ritratto privato

BiografiaModifica

Si laureò a Roma, dove fu allievo di Vittorio Scialoja. Iniziò la sua carriera di giurista insegnando nelle Università degli Studi di Parma (1902), Bologna (1905), Napoli (1905) e successivamente Roma (1907). Fu socio nazionale della Accademia dei Lincei e rettore del Regio Istituto Superiore di Studi Commerciali e Amministrativi dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" dal 1911 al 1913.

Nel 1924 con Francesco Carnelutti fondò e diresse la Rivista di diritto processuale civile.

PensieroModifica

Il suo pensiero è considerato riferimento portante nella stesura del codice di diritto processuale civile del 1940. Strenuo sostenitore del principio dell'oralità, fu redattore del progetto di riforma dello stesso codice nel 1919.

Chiovenda è riconosciuto come uno dei maggiori esponenti della dottrina giuridica italiana, al punto da essere chiamato il "Sommo Chiovenda". In particolare influenzò la dottrina processualistica conferendole un influsso rigorosamente scientifico e superandone l'ancillarità rispetto al diritto sostanziale. Come allievo di Scialoja risentì, soprattutto nei primi lavori e nelle scelte metodologiche, dell'insegnamento romanistico.

RiconoscimentiModifica

Col DPR 10 dicembre 1959, il suo paese natale mutò il nome in Premosello-Chiovenda in suo onore.[1]

OpereModifica

Le sue opere principali:

  • Saggi di diritto processuale civile (1903)
  • Nuovi saggi di diritto processuale civile (1930)
  • Princìpii di diritto processuale civile (1934-1937)

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

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