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Giuseppe Rosi

poeta e patriota italiano
Busto sul Gianicolo di Giuseppe Rosi, opera di Giuseppe Mangionello.

Giuseppe Rosi (Calcara di Ussita, 8 gennaio 1798[1]Roma, 9 marzo 1891) è stato un poeta e patriota italiano, detto Poeta Pastore.

Fu uno dei pochi contadini che risposero all'appello di Garibaldi[2].

BiografiaModifica

Nato da una famiglia di allevatori di Ussita, è stato una figura singolare di poeta-pastore, soprannome con cui è ricordato. Dopo un primo entusiasmo verso la figura di Pio IX per il quale compose versi quale "Oh Italia, Italia, dolce suol natìo", e dopo la successiva delusione da tale figura, Rosi aderì infine agli ideali risorgimentali. Inizialmente aderente alla Carboneria dal 1821, fu poi iscritto alla Giovane Italia di Giuseppe Mazzini nel 1831; partecipò attivamente ai moti del 1848, del 1859 e del 1870. Venne nominato capitano nello Stato Maggiore da Giuseppe Garibaldi durante seconda Repubblica Romana, come testimoniato da due lettere di Garibaldi (29 febbraio e 29 marzo 1849), del quale godeva ormai dell'amicizia. Dopo la caduta della Repubblica, venne catturato dalle autorità e rimase tre anni in galera. Dopo altri arresti in seguito alla ripresa dell'attività sovversiva e di propaganda, nel 1867 si ricongiunse allo stesso Garibaldi: dopo la presa di Porta Pia del 1870 si stabilì infine a Roma, dove rimase sino alla morte.

È ricordato da un busto ad opera di Giuseppe Mangionello collocato sul Gianicolo a Roma nel 1912, oltre che da una via (e da un altro busto[3]) nel suo paese natale.

OpereModifica

  • Giuseppe Rosi, Vita e poesie politiche di Giuseppe Rosi, detto il Poeta Pastore, E. Mantegazza, Roma, 1912

NoteModifica

  1. ^ Barbini, Bruno. Il Risorgimento viterbese nel Sommario di Angelo Mangani, Vol. 3. Consorzio per la gestione delle biblioteche Communale degli Ardenti e Provinciale Anselmo Anselmi, 1978.
  2. ^ Protonotari, op. cit.
  3. ^ Alberto Riccoboni, Roma nell'arte: la scultura nell'evo moderno; dal quattrocento ad oggi; con 513 illustrazioni e 11 tavole fuori testo, Casa Editrice Mediterranea, 1942.

BibliografiaModifica

  • Giuseppe Garibaldi, Edizione nazionale degli scritti di Giuseppe Garibaldi, Vol. 2. Cappelli, 1932.
  • Francesco Protonotari, Nuova antologia, Vol. 245, Direzione della Nuova Antologia, 1912.
  • Guido Mazzoni, L'ottocento, Vol. 9, 1934.
  • Raffaele Giovagnoli, Ciceruacchio e Don Pirlone: Ricordi storici della rivoluzione romana dal 1846 al 1849, Roma, Forzani e c. tipografi del Senato, 1894.

Collegamenti esterniModifica