Hans Friderichs

politico tedesco
Hans Friderichs
Bundesarchiv B 145 Bild-F046793-0022, Mainz, FDP-Bundesparteitag, Friderichs (cropped).jpg

Ministro dell'economia della Repubblica Federale Tedesca
Durata mandato 15 dicembre 1972 –
7 ottobre 1977
Capo del governo Willy Brandt
Helmut Schmidt
Predecessore Helmut Schmidt
Successore Otto Graf Lambsdorff

Dati generali
Partito politico Partito Liberale Democratico
Università Università Johannes Gutenberg di Magonza
Professione Imprenditore

Hans Friderichs (Wittlich, 16 ottobre 1931) è un dirigente d'azienda e politico tedesco.

BiografiaModifica

Formazione e occupazioneModifica

Dopo il liceo (Abitur) nel 1950 ha studiato giurisprudenza a Marburgo, Graz e Magonza. A Marburgo si unì al Corpo Teutonia.[1] È diventato giurista nel 1957 ed è stato fino al 1963 direttore commerciale della Camera dell'industria e del commercio nell'Assia Renana a Bingen.

Dopo l'omicidio di Jürgen Ponto nella Dresdner Bank, perpetrato da terroristi della RAF, nel 1977 Friderichs si unì al consiglio di amministrazione della banca.

Parlamentare e attività ministerialeModifica

Fino al 1964, Friedrichs era membro dell'assemblea popolare del distretto a Bingen, dove era leader del gruppo FDP. È stato membro del Bundestag dal 1965 al 1969 e dal 1972 al 1977. Friedrichs fu nominato nel 1969 da Helmut Kohl allora Ministro presidente della Renania-Palatinato, come segretario di stato per l'agricoltura, la viticoltura e la silvicoltura.

Dopo le elezioni in Germania Ovest nel 1972, divenne ministro dell'industria tedesco nel secondo governo di Willy Brandt. Ricoprì anche la carica nel primo e secondo governo di Helmut Schmidt, ma si dimise sorprendentemente nel 1977 e divenne membro del consiglio di amministrazione di Dresdner Bank.

ControversieModifica

Friderichs insieme ad altri politici tedeschi fu condannato per evasione fiscale, nella vicenda nota come Affare Flick, nel 1985.[2]

NoteModifica

  1. ^ (DE) Berühmte Corpsstudenten.
  2. ^ (EN) Barzel Resigns over Flick Affair, in Deutsche Welle. URL consultato il 30 maggio 2020.

Altri progettiModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN22676357 · ISNI (EN0000 0000 7257 4485 · LCCN (ENn87908476 · GND (DE118535498 · WorldCat Identities (ENlccn-n87908476