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Plesiosiro madeleyi

ordine di animali della classe Arachnida, fossile
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Plesiosiro
Plesiosiro madeleyi CT.jpg
Fotografia digitale di un esemplare di Plesiosiro madeleyi
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Protostomia
(clade) Ecdysozoa
Phylum Arthropoda
Subphylum Chelicerata
Classe Arachnida
Ordine Haptopoda
Genere Plesiosiro
Specie P. madeleyi

Il plesiosiro (Plesiosiro madeleyi) è un aracnide estinto, vissuto nel Carbonifero superiore (circa 300 milioni di anni fa). I suoi resti fossili sono stati ritrovati presso Coseley nello Staffordshire (Regno Unito). È ritenuto l'unico rappresentante dell'ordine degli Haptopoda.

DescrizioneModifica

Il plesiosiro è noto esclusivamente attraverso otto esemplari fossili rinvenuti presso Coseley. L'esatta ubicazione del giacimento, purtroppo, non è più nota. L'aspetto di questo piccolo aracnide doveva essere molto simile a quello di un ragno odierno, dotato di un grande addome. Il primo paio di zampe era eccezionalmente lungo e dotato di “piedi” suddivisi in segmenti.

ClassificazioneModifica

Descritto per la prima volta da Reginald Pocock nel 1911, il plesiosiro è stato inizialmente avvicinato agli opilioni, in particolare al gruppo primitivo dei Cyphophthalmi (il nome significa “accanto a Siro”, un genere di cifoftalmide). In seguito il plesiosiro è stato attribuito a un distinto ordine di aracnidi, gli Haptopoda, da Petrunkevitch (1949) e da Dunlop (1999). Quest'ordine è considerato molto vicino agli attuali ragni frusta (Amblypygi), scorpioni frusta (Uropygi) e schizomidi (Schizomida). Tutti questi gruppi condividono la caratteristica di un “piede” suddiviso in segmenti, da qui il nome Schizotarsata usato per raggruppare tutte queste forme.

Stile di vitaModifica

Il nome Haptopoda deriva dal greco “haptos” (tattile) e “pous” (piede), e si riferisce alle lunghe paia di zampe anteriori, dotate di estremità suddivise. I paleontologi ritengono che questa caratteristica permettesse al plesiosiro di “tastare” il terreno che aveva di fronte, così da averne una migliore percezione. Probabilmente il plesiosiro era un piccolo predatore di minuscoli invertebrati.

BibliografiaModifica

  • Pocock, R.I. 1911. A monograph of the terrestrial Carboniferous Arachnida of Great Britain. Monographs of the Palaeontographical Society, London, 84 pp.
  • Petrunkevitch, A. I. 1949. A study of Palaeozoic Arachnida. Transactions of the Connecticut Academy of Arts and Sciences, 37: 69–315.
  • Petrunkevitch, A. (1955). Arachnida, p. 42-162. In R. C. Moore (ed.), Treatise on Invertebrate Paleontology, Pt. P, Arthropoda 2. Geological Society of America and University of Kansas Press, Lawrence.
  • Dunlop, J.A. 1999. A redescription of the Carboniferous arachnid Plesiosiro madeleyi Pocock, 1911 (Arachnida: Haptopoda). Transactions of the Royal Society of Edinburgh: Earth Sciences, 90: 29-47.
  • Shultz, J.W. 2007. Zoological Journal of the Linnean Society 150: 221-265.
  • Garwood, R.J., and J. Dunlop. 2014. Three-dimensional reconstruction and the phylogeny of extinct chelicerate orders. PeerJ 2:e641. https://dx.doi.org/10.7717/peerj.641

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