Apri il menu principale

I giovedì della signora Giulia

romanzo scritto da Piero Chiara
I giovedì della signora Giulia
AutorePiero Chiara
1ª ed. originale1970
Genereromanzo
Sottogeneregiallo
Lingua originaleitaliano
AmbientazioneFine anni '50
ProtagonistiLa signora Giulia, ispettore Sciancalepre
CoprotagonistiEmilia, Demetrio, avvocato Esengrini

I giovedì della signora Giulia è un libro di Piero Chiara del 1970.

TramaModifica

La storia comincia con la scomparsa della signora Giulia, moglie dell'affermato avvocato Esengrini, vera istituzione del paese M. (Piero Chiara non dice mai il nome del paese localizzandolo però sul lago Maggiore) alla fine degli anni cinquanta. Le indagini vengono affidate all'ispettore Sciancalepre, siciliano trapiantato a M., amico di famiglia ed ammiratore della bellezza della signora Giulia. Questa viene descritta sempre come una donna bella e triste, resa infelice, nonostante l'invidiabile posizione sociale, da un matrimonio con un uomo troppo più vecchio di lei, che la trascura a vantaggio del proprio lavoro.

Le indagini non danno esito immediato, il commissario scopre che la signora, nei suoi viaggi a Milano il giovedì pomeriggio per fare visita alla figlia Emilia in collegio, incontrava un giovane in un appartamento di Milano. Il giovane, rintracciato casualmente a Roma, non nega la relazione ma afferma di averla troncata in virtù di una lettera ricevuta dal marito di lei che imponeva di troncare la relazione pena conseguenze giudiziarie, lettera che l'avvocato nega assolutamente di aver scritto. Le ricerche si interrompono per tre anni fino a che la figlia Emilia si sposa e va a vivere nella villa di famiglia mandando via il padre con il quale i rapporti si erano rotti.

Improvvisamente i due sposi si rendono conto di un misterioso visitatore che vaga, nelle notti di luna piena, nel vasto parco della villa. L'ingegnere (il marito di Emilia) e il commissario Sciancalepre preparano un agguato notturno, ma il visitatore riesce a sfuggire senza essere riconosciuto dopo aver cercato di uccidere con una grossa mazza l'ingegnere. Il giorno dopo, nel corso di lavori di scavo nella villa per la costruzione di una rimessa, viene finalmente rinvenuto, insieme a due valigie, il cadavere della signora Giulia. Viene arrestato il marito di lei per omicidio ma questi nega l'addebito e comincia un'abile difesa fatta di memoriali. Egli indica come assassino il giardiniere Demetrio ed invita il commissario a sorvegliarlo, sicuro di trovare, prima o poi, in suo possesso, il corposo bottino di gioielli sparito insieme alla signora Giulia. Con uno stratagemma il giardiniere viene trovato in possesso dei gioielli, mentre cerca di nasconderli, in un luogo che risulti accusatorio per l'avvocato Esengrini. Egli nega l'omicidio sostenendo che in realtà l'assassino è l'avvocato che ha nascosto i gioielli nel giardino, gioielli che egli, avendoli ritrovati, ha custodito in questi anni.

Le indagini si spostano sulla misteriosa lettera ricevuta dall'amante della signora. La lettera reca la firma dell'avvocato Esengrini ma questi dimostra che ricalca in maniera perfetta quella da lui apposta sotto un documento giudiziario, metodo questo da lui fatto usare al giardiniere (che fungeva anche da factotum) nel caso di documenti di poca importanza. Il giardiniere dal canto suo nega assolutamente l'addebito e così il rimpallo di accuse porta entrambi davanti al giudice che, non potendo stabilire il colpevole, assolve entrambi per insufficienza di prove. Escono dal palazzo di Giustizia seguiti dal commissario e dal giudice che aveva seguito il caso e qui i due presunti colpevoli, prima parlano tra loro fittamente non consentendo al commissario di ascoltare il discorso poi, giunti ad un angolo della strada si volgono le spalle come “due duellanti” e si allontanano ciascuno per la propria strada. Il romanzo quindi non svela alla fine il nome del colpevole.

In televisioneModifica

Dal romanzo di Chiara è stato tratto un omonimo sceneggiato televisivo andato in onda nell'aprile 1970 per la regia di Paolo Nuzzi e Massimo Scaglione, con Tom Ponzi, Claudio Gora, Hélène Rémy, Martine Brochard, Umberto Ceriani.

Discostandosi dalla conclusione del romanzo proposto da Chiara, le esigenze televisive imposero di modificare il finale, svelando alla fine il colpevole. In realtà i colpevoli sono entrambi e vengono smascherati dal fatto che entrambi indicano nella mattinata del 26 aprile, ad orari differenti, l'ultima volta che la signora Giulia è stata vista in vita dall'antagonista e che a quelle ore corrisponde il delitto. Tuttavia entrambi vengono sbugiardati perché la descrizione precisa dei vestiario della signora Giulia, fatta da ambedue i sospettati, è fedele al vestiario indossato dalla morta ma non teneva conto che la camicetta era stata acquistata proprio quella mattina dalla signora Giulia in una boutique di Milano (farà fede uno scontrino rinvenuto negli oggetti personali della signora) e che quindi l'omicidio era stato compiuto la sera e non la mattina, una volta che lei era tornata da Milano, in comune accordo tra i due sospettati in modo da potersi accusare a vicenda e creare un castello perfetto di indizi senza alcuna prova certa atto a dimostrare la colpevolezza dell'uno o dell'altro. In realtà quel continuo accusarsi tra loro, con la logicità e la veridicità di informazioni, aveva messo in una posizione di scacco il giudice che non avrebbe potuto, con assoluta certezza, indicare il colpevole tra l'avvocato ed il suo servitore. Purtroppo per loro la descrizione dei vestiti con lo stesso sbaglio sulla camicetta aveva quindi messo in luce la loro complicità atti a costruirsi un alibi reciproco per il delitto commesso. Uno splendido finale degno del maestro della suspense Alfred Hitchcock.

Altri progettiModifica

  Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura