Il carnevale degli animali

Il carnevale degli Animali
CompositoreCamille Saint-Saëns
Tipo di composizioneSuite
Epoca di composizione1886, Vienna
Prima esecuzione26 febbraio 1922, Vienna
Durata media23 minuti
Organico2 pianoforti, flauto (con l'obbligo dell'ottavino), clarinetto in Si b. e Do, xilofono, armonica (oppure glockenspiel), quintetto d'archi (violini 1° e 2°, viola, violoncello e contrabbasso)

Il carnevale degli animali (Le carnaval des animaux), Grande fantaisie zoologique, è una composizione per due pianoforti e orchestra di Camille Saint-Saëns. L'opera, la più celebre del musicista francese, fu scritta nel 1886.

StrutturaModifica

Saint-Saëns compose Il carnevale degli animali nel 1886 durante un periodo di riposo a Vienna. Venne eseguita privatamente nel marzo 1886, in occasione della festività del martedì grasso, nell'abitazione del violoncellista Charles-Joseph Lebouc. Per volere del compositore, infatti, l'opera doveva essere eseguita pubblicamente solo dopo la sua morte (1921). La sua prima uscita fu il 26 febbraio 1922, trentasei anni dopo la sua composizione e un anno dopo la morte dell'autore.

Il carnevale degli animali divenne la musica più caratteristica di Camille Saint-Saëns per i suoi toni umoristici e canzonatori.

I 14 brani, tutti molto brevi, si riferiscono ciascuno a un animale. Non mancano riferimenti dichiaratamente satirici e umoristici. La comicità del brano è data anche dalle citazioni esplicite di brani o motivi conosciuti.

SequenzeModifica

1. Introduzione e Marcia reale del leoneModifica

La marcia sembra descrivere la camminata pomposa e avanzata del leone, immaginato come di consueto come re del proprio ambito. Gli accordi ripetuti dei pianoforti sottolineano la cadenza del passo dell'animale. La solennità del brano è resa da sonorità chiare e incisive, in tempo Andante maestoso. Il leone si presenta con una melodia dal ritmo molto marcato e solenne, che ne evidenzia il carattere e la superiorità nei confronti degli altri animali.

2. Galline e galliModifica

Pianoforti, violini, viola e clarinetto riproducono il chiocciare delle galline per trentacinque battute. Il "coccodè" è reso da note corte e incalzanti, con l'acciaccatura sulle note acute.

 

3. EmioniModifica

L'immagine che il brano propone è la corsa veloce e frenetica degli animali; Il tempo Presto furioso caratterizza questa parentesi virtuosistica dei due pianoforti. Dopo veloci arpeggi e scale, il brano si conclude con sbrigativi accordi finali.

4. TartarugheModifica

L'ironia del brano consiste nella scelta del tema. Il famoso Can-can dell'Orfeo all'inferno di Jacques Offenbach, originariamente un travolgente balletto, viene qui proposto in versione lenta, evidentemente "adattato" per l'andatura lenta delle tartarughe.

5. L'elefanteModifica

Il maestoso animale viene descritto dal timbro grave del contrabbasso, che espone un valzer su accompagnamento del secondo pianoforte. Anche qui la citazione di un tema famoso, la Danza delle silfidi di Hector Berlioz, dà ironia al brano: le silfidi erano creature mitologiche leggiadre e graziose, che contrastano con la pesantezza dell'animale.

6. CanguriModifica

I salti improvvisi dei canguri sono riprodotti da brevi successioni di note dei pianoforti.

7. AcquarioModifica

I pianoforti, il flauto, la armonica a bicchieri (glassharmonica) e gli archi eseguono una dolce nenia, in tempo Andantino. I fraseggi e gli arpeggi, esplorano sonorità inconsuete, descrivendo l'ambiente impalpabile e al contempo soave dell'acquario. Sembra quasi che i pesci stiano giocando con delle bolle finché un imprevisto, la pioggia (rappresentata dal piano) picchietta, ma quando tutto finisce il gioco ricomincia. Le scale ascendenti degli archi e del pianoforte descrivono efficacemente le bollicine dell'acquario. I pianoforti suonano nel registro acuto. TEMA: violini e flauto (traverso).

 

8. Personaggi dalle orecchie lunghe (ASINI)Modifica

Il brano riproduce inequivocabilmente il raglio degli asini, con note acute dei violini succedute da note basse (hi-ho). Il titolo del brano però allude anche ai critici musicali del tempo e alla loro aria saccente, presi di mira da Saint-Saëns con questa descrizione caricaturale.

 

9. Il cucù nel boscoModifica

Il cuculo si inserisce con il suo cu-cu (suonato dal clarinetto) in una trama di accordi minimali dei pianoforti. L'atmosfera riproduce i colori e le sensazioni della foresta, con la presenza quasi nascosta dell'uccello.

 

10. VolieraModifica

Il rapido volo incessante di uccelli non identificati viene riprodotto da una leggera frase del flauto, ripresa più volte, sull'accompagnamento degli archi. Il brano suggerisce sensazioni di libertà e spensieratezza. Infatti dopo aver ascoltato questo brano gli uccellini cantano e sbattono le ali come per cercare di volare. Il frullio di questi è riprodotto dal pianoforte.

11. PianistiModifica

La musica di questo brano non è altro che una serie di semplici e ripetitivi esercizi di studio per l'apprendimento del pianoforte. Inserendo la "razza" dei pianisti tra gli animali, Saint-Saëns dipinge una divertente parodia di questi musicisti, costretti a ore di ripetitivo ed estenuante studio sulla tastiera.

12. FossiliModifica

I fossili vengono riprodotti dallo xilofono, che fa pensare al rumore delle ossa. In questo brioso brano, si possono riconoscere frammenti delle musiche più diffuse all'epoca: "Partant pour la Syrie" di Hortense de Beauharnais, canzone molto popolare durante l'epopea napoleonica, Danza Macabra dello stesso Saint-Saëns, il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, Au clair de la lune, Ah, vous dirais-je maman. Con questo brano Saint-Saens sembra prendere in giro i "tormentoni" della cultura francese e forse anche i critici musicali, considerati vecchi e antiquati.

13. Il cignoModifica

È conosciuto soprattutto per il balletto La morte del cigno, coreografia di Mikhail Fokine su questo pezzo. Sugli arpeggi dei due pianoforti, il violoncello espone il dolcissimo tema, in tempo 6/4 in mi minore.

14. FinaleModifica

Ensemble al completo: il finale si apre con gli stessi trilli dell'introduzione riprodotti dai pianoforti, subito rinforzati dagli aerofoni, dalla glassarmonica e dallo xilofono. Gli archi costruiscono tensione con poche note gravi, portando a dei glissando del piano prima che la melodia principale sia reintrodotta. Molti dei precedenti movimenti sono citati: l'introduzione, il leone, gli asini, le galline, i canguri. La composizione finisce con una serie di ragli dell'asino, come a dire che è l'asino ad avere l'ultima risata, prima di un forte gruppo di accordi di do maggiore.

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