Apri il menu principale

Il grande mistero di Bow

romanzo scritto da Israel Zangwill
Il grande mistero di Bow
Titolo originaleThe Big Bow Mystery
Altri titoliL'enigma del Bow[1]
Morte a porte chiuse[1]
Caricature of Israel Zangwill.jpg
AutoreIsrael Zangwill
1ª ed. originale1891
1ª ed. italiana1990[1]
Genereromanzo
Sottogeneregiallo
Lingua originaleinglese
AmbientazioneLondra
ProtagonistiInvestigatore George Grodman
CoprotagonistiArthur Constant
Altri personaggiSignora Drabdump
Seguito daIl re degli Schnorrer

Il grande mistero di Bow è un romanzo giallo dello scrittore inglese Israel Zangwill realizzato nel 1891, dopo essere stato pubblicato a puntate su una rivista[2]. L'autore è stato il primo, dopo Edgar Allan Poe, ad utilizzare il genere del mistero della camera chiusa.[3]; inoltre, anticipando Ellery Queen la rivista ha lanciato una prima sfida ai propri lettori, invitandoli ad inviare per posta le soluzioni proposte[4].

TramaModifica

Bow, povero quartiere dell'East End di Londra, inizio dicembre di fine Ottocento.
Il signor Arthur Constant chiede alla sua proprietaria di casa, la signora Drabdump, di essere svegliato presto. Questa, alle sei e quarantacinque del mattino di una fredda e nebbiosa giornata, bussa forte alla porta, ma non ottiene risposta, pertanto si reca in cucina a preparare la colazione. Alle sette e mezzo l'inquilino non si è ancora svegliato, quindi ribussa, ma anche questa volta non riceve risposta. Avendo lamentato la sera prima un forte mal di denti, la signora pensa che abbia deciso di dormire un po' di più. Quando si son fatte le otto e trenta, un terribile presentimento si insinua nella mente della donna, che decide di chiedere aiuto a George Grodman, un noto investigatore oramai in pensione, che abita dall'altro lato della strada. Giunti davanti alla porta, il detective prova a girare la maniglia, ma è chiusa, e l'unica cosa da fare, a questo punto, è forzarla. La stanza appare silenziosa e solo un filo di luce entra dalle finestre sbarrate. Improvvisamente la macabra scoperta: Constant giace nel letto con la gola tagliata. L'ipotesi di un suicidio viene subito scartata, ma anche quella di omicidio è improbabile. La stanza era chiusa a chiave e sprangata dall'interno, con le finestre sbarrate ed un camino troppo piccolo, per farvi passare una persona e non vi erano porte comunicanti. Un delitto all'apparenza impossibile, che sconvolge l'intera popolazione.

EdizioniModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c Catalogo SBN, su sbn.it. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  2. ^ http://www.sellerio.it/merchant.php?bid=317[collegamento interrotto]
  3. ^ stanza chiusa, delitto perfetto
  4. ^ Cf. A. C. Doyle, Sherlock Holmes annotato III - le avventure di Sherlock Holmes Archiviato il 17 novembre 2015 in Internet Archive.. Traduzione, commento e note a cura di Andrew Daventry. Edizioni Mirandae, 2015 ISBN 978-1-77269-022-4 "Il pubblico partecipava con profonda passione sia alle inchieste reali che alla produzione poliziesca pubblicate nei vari giornali; la prova più evidente si ha nello sconfinato numero di lettere che proposero soluzioni, anche ingegnose, al ben noto omicidio di Arthur Constant, narrato da Zangwill ne Il grande mistero di Bow (1891)."