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Il negro del "Narciso"

racconto di Joseph Conrad
Il negro del "Narciso"
Titolo originaleThe Nigger of the 'Narcissus': A Tale of the Sea
PL Joseph Conrad-Murzyn z załogi Narcyza 006.jpeg
AutoreJoseph Conrad
1ª ed. originale1897
Genereracconto
Lingua originaleinglese

Il negro del "Narciso" (titolo originale The Nigger of the 'Narcissus': A Tale of the Forecastle, sottotitolato anche A Tale of the Sea), è un racconto di Joseph Conrad, pubblicato nel 1897 e considerato il punto di partenza della fase migliore dell'attività letteraria di Conrad.

La prefazione dell'autore è considerata uno dei suoi migliori saggi letterari e, più in generale, un manifesto dell'impressionismo in letteratura.

Negli Stati Uniti venne pubblicato col titolo The Children of the Sea: A Tale of the Forecastle, dietro insistenza dell'editore Dodd, Mead and Company, non perché la parola "nigger" fosse ritenuta offensiva, ma perché egli reputava che nessuno avrebbe acquistato un libro sulla storia di un uomo nero.

Indice

TramaModifica

Una nave a vela battente bandiera britannica, il mercantile «Narciso», salpa dal porto indiano di Bombay per navigare fino a Londra, sul finire del XIX secolo. L'equipaggio raccoglie un'umanità varia: vecchi lupi di mare e giovani inesperti, tipi loschi e anime semplici. Il protagonista, James Wait, è un marinaio nero delle Indie occidentali, ultimo a rispondere all'imbarco sul mercantile. Durante il viaggio, in alto mare, Wait si dichiara ammalato: colpito dalla tubercolosi, contratta prima di imbarcarsi; la sua infermità elicita la solidarietà e l'umanità di molti dei membri dell'equipaggio, cinque dei quali lo salvano a rischio della loro vita durante una tempesta occorsa al largo del Capo di Buona Speranza. Il Capitano Alistoun ed il vecchio marinaio Singleton rimangono invece completamente indifferenti e insensibili alla sua situazione, concentrati meramente sulle proprie mansioni sulla nave. Con l'avvicinarsi alla fine del viaggio, James Wait sembra star meglio, e chiede di poter lavorare, ottenendo il diniego del capitano, che lo relega al suo giaciglio, negandogli la possibilità di sentirsi un uomo come gli altri. Gli animi si esasperano, rischiando di provocare un ammutinamento. Di colpo, è la morte improvvisa di Wait a risolvere la crisi dilagata sul "Narciso". Tra le preghiere biascicate a fior di labbra, il suo corpo scivola in mare, liberando la nave da un fardello molto simile a una maledizione[1].

InterpretazioniModifica

Secondo i critici e gli studiosi, il racconto è visto come un'allegoria sul tema della solidarietà e dell'isolamento, con il microcosmo della nave a rappresentare una versione in scala ridotta della società umana. Conrad parrebbe suggerire che la solidarietà umana sia un sentimento strettamente personale e che un'elevata sensibilità verso chi soffre possa essere negativa per il mantenimento di un corretto ordinamento sociale.

EdizioniModifica

  • (EN) Nigger of the Narcissus, London, William Heinemann, 1921. URL consultato il 12 aprile 2015.
  • Il negro del Narciso, traduzione di e introduzione di Umberto Pittola, Milano, Corticelli, 1926.
  • Il negro del "Narciso", traduzione di Edgardo Baldi, Milano, Sonzogno, 1927.
  • Il nero del "Narciso, traduzione di Alda Politzer, Milano, Mondadori, 1950 [in Il tifone e altri romanzi, Mondadori, 1949]. - Introduzione di Vezio Melegari, illustrazioni di Karel Thole, Club degli Editori, Milano, 1965.
  • Il negro del "Narciso". Tifone e altri racconti, traduzione di Mario Colombi Guidotti, Introduzione di Piero Bigongiari ("Lettura del Tifone"), Collana Opere di Joseph Conrad. Volume III, Milano, Bompiani, 1955.
  • Il negro del «Narciso», traduzione di e nota introduttiva di Maria Gallone, Collana BUR n.1534-1536, Milano, Rizzoli, 1960. - Introduzione di Piero Sanavio, BUR, Milano, 1981.
  • Il negro del «Narcissus», traduzione di Ugo Mursia e Umberto Pittola, Milano, Mursia, 1965. [pur partendo dalla traduzione di Pittola, questa versione contiene caratteri di profonda autonomia, tale che nelle successive edizioni porterà la firma del solo Mursia]
  • in Tutti i racconti e i romanzi brevi, trad. riveduta di Ugo Mursia, Milano, Mursia, 1967. - pubblicata anche in Storie di mare e di marinai, Mursia, 1968.
  • Il negro del Narciso, traduzione di Marisa Jacotti Semeraro, Brescia, La Scuola, 1970. [edizione ridotta]
  • Il negro del Narciso, traduzione di Bruno Oddera, Milano, Fabbri, 1970-1999. - Rimini: Gulliver, 1986; Roma: Newton Compton, 1990 (in Romanzi del mare, con introduzione di Bruno Traversetti).
  • Il negro del «Narcissus», traduzione di Ugo Mursia, Introduzione di Elio Chinol, Milano, Mursia, 1985-2015, ISBN 978-88-42-50648-5.
  • Il negro del Narciso, traduzione di Maria Grazia Oddera Bianchi, Introduzione di Cedric Watts, Collana Oscar classici, Milano, Mondadori, 1998, ISBN 978-88-04-45328-4.
  • Il negro del Narciso, traduzione di Michele Gualla, Milano, La Spiga, 2001. [ed. per bambini]
  • Il negro del Narciso, traduzione di Salvatore Asaro, con uno scritto di Italo Calvino, Roma, Edizioni Croce, 2013, ISBN 978-88-64-02190-4.

NoteModifica

  1. ^ dal risvolto della sovraccoperta dell'edizione Club degli Editori, «Il nero del «Narciso» », 1965

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN184634075 · GND (DE4382034-7 · BNF (FRcb150855979 (data) · WorldCat Identities (EN184634075
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