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Per imbarazzo (dallo spagnolo cinquecentesco embarazo, "ingombro materiale")[1] si intende di solito uno stato emotivo più o meno intenso e generalmente di breve durata che si manifesta esclusivamente in una situazione sociale.

Indice

CaratteristicheModifica

L'imbarazzo può essere un sentimento simile alla vergogna, ma il senso di vergogna può essere anche provocato da motivazioni che nessun altro conosce, mentre l'imbarazzo è sempre pubblico (riferibile al concetto di "ansia sociale"[2]). Inoltre l'imbarazzo di solito è causato da un atto socialmente inaccettabile o moralmente sbagliato.

Come conseguenze, può comportare un senso di fastidio o di disagio espresso in contesti psicofisiologici e comportamentali, anche per incertezze nel decidere rispetto a soluzioni in contrasto tra loro; per imbarazzo può intendersi anche un ostacolo, la difficoltà a risolvere un problema, o un semplice disturbo digestivo.[3]

Nell'arteModifica

La rappresentazione artistica dell'imbarazzo è più frequente nella letteratura umoristica, ad esempio in Una signorina in imbarazzo (A Damsel in Distress, 1919) di P. G. Wodehouse o nell'opera buffa, come in L'ajo nell'imbarazzo, libretto di Jacopo Ferretti tratto dalla omonima commedia del 1807 di Giovanni Giraud, già adattata per l'opera da altri librettisti e compositori, e musicata da Gaetano Donizetti.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Imbarazzo, vergogna e altri affanni, a cura di Valentina D'Urso, Milano, R. Cortina, 1994
  • Ronald T. Potter-Efron, Vincere la vergogna: come superare timidezza, imbarazzo, rossori e senso di colpa, Milano, F. Angeli, 1995
  • Edoardo Giusti, Maria Frandina, Terapia della vergogna: i turbamenti dell'arrossire e dell'imbarazzo, Roma, Sovera, 2010

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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