Incarichi reali sotto le dinastie merovingie e carolingie

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Impero carolingio.

Gli incarichi reali dei primi re dei Franchi sono oggetto di considerevoli discussioni. Queste hanno lo scopo di identificare i principali incarichi dell'amministrazione e riconoscere ai detentori di tali cariche chi ebbe maggiori impatti storici. Ogni re dei Franchi da Clodoveo I a Carlo il Calvo aveva una grande schiera di consiglieri e burocrati che aiutavano i sovrani a governare il regno. Questi sostenitori della corona sono spesso sconosciuti, ma spesso furono antenati dei successivi sovrani di Francia. Tutto ciò non è un elenco completo ed esaustivo di coloro che lavorarono e sostennero i re, ma serve da guida per ulteriori studi. Una discussione generale sulle dinastie merovingie e carolingie è disponibile negli articoli principali associati.

Maggiordomi di palazzoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Maestro di palazzo.

Sotto i re merovingi, il maggiordomo di palazzo (maiores palatii), chiamato anche maestro di palazzo, era il gestore della famiglia del re franco. L'ufficio esistette dal VI secolo e durante il VII si trasformò nel vero baricentro di potere del regno.[1] Alcuni dei maggiordomi più significativi furono:

Consiglieri del reModifica

Dopo l'ascesa dei maestri di palazzo carolingi a capi di governo, i nuovi re non commisero l'errore dei merovingi di attribuire troppo potere ai loro subalterni, ma si affidarono ancora a consiglieri senior, principalmente provenienti dalle file del clero. I principali consiglieri furono:

CancelliereModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Cancelliere di Francia e Cancellieri della Francia.

Era l'ufficiale di stato responsabile della magistratura e con il compito di controllare che i decreti reali fossero stati registrati dai vari parlamenti, le corti d'appello provinciali. Alcuni significativi cancellieri furono:

SiniscalcoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Siniscalco.

Era l'ufficiale reale incaricato della giustizia e del controllo dell'amministrazione (in francese, sénéchal). Alcuni importanti siniscalchi furono:

Amministratore del FiscoModifica

Era conosciuto anche come il Maestro della moneta. Il fisco era il sistema applicato alle terre della corona in cui le tasse erano usate per il sostentamento della famiglia reale. L'unico amministratore del fisco registrato fu:[3]

Maestro dei portieriModifica

Non esiste una registrazione sulle funzioni di questa carica in Francia, sebbene fosse importante in Ungheria. Le uniche persone conosciute con questo titolo sono:[4]

Conte palatinoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Conte palatino ed Elettori del Palatinato.

I re merovingi impiegarono un alto ufficiale, il conte palatino (in latino, comes palatines), che inizialmente assistette il re nelle sue funzioni giudiziarie e, in un secondo momento, assolse molte di queste lui solo. Alcuni conti importanti furono:

GrafioModifica

Non è chiaro quali fossero i doveri legati a questa carica, né alcun grafio è stato registrato se non su un documento del 28 febbraio 693 di Clodoveo III.[5]

DomesticusModifica

Sempre menzionato nel documento di Clodoveo III sopra menzionata, le persone note che coprirono la carica furono:

ReferendarioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lista dei referendari merovingi.

Gli ufficiali del palazzo dovevano controllare le lettere reali nelle cancellerie per decidere se dovevano essere firmate e distribuite. Alcuni degli uomini più significativi che coprirono la carica furono:

Gran ReferendarioModifica

Presumibilmente un ufficiale responsabile di più referendari. L'unico Gran Referendario noto è:

Magister Ostiariorum (Maestro delle Porte)Modifica

Dirigeva il personale del palazzo e controllava l'accesso al re. L'unico detentore noto di questa posizione è:

CiambellanoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran ciambellano di Francia.

Nel tardo Medioevo, la posizione di ciambellano (vedi Gran ciambellano di Francia) era associata al mantenimento della camera del re e del suo guardaroba. Non è chiaro se i primi ruoli in questa posizione fossero limitati a questi compiti, poiché chi coprì la suddetta carica era spesso un conte potente. In ogni caso, di questo periodo sono noti i seguenti ciambellani:

Missi domininiciModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Missi dominici.

Un'ultima categoria di membri della corte sono i Missi dominici, che viaggiarono fino ai confini del regno per diffondere il volere reale. Vedi il capitolare di Servais per un elenco dei vescovi, degli abati e dei conti che sostennero Carlo il Calvo nel gestire le terre, così come i capitolari di Carlo Magno e i capitolari di Carlo Calvo.

BibliografiaModifica

  • Bury, J. B. (Editor), The Cambridge Medieval History, Volume II: The Rise of the Saracens and the Foundation of the Western Empire, Cambridge University Press, Cambridge, 1913
  • Bury, J. B. (Editor), The Cambridge Medieval History, Volume III: Germany and the Western Empire, Cambridge University Press, Cambridge, 1924
  • Previte-Orton, C. W. (Editor), The Shorter Cambridge Medieval History, Volume I: The Later Roman Empire to the Twelfth Century, Cambridge University Press, Cambridge, 1952
  • Nelson, Janet L., Charles the Bald, Longman Press, 1992
  • Nelson, Janet L. (Translator), The Annals of St-Bertin, Manchester University Press, Manchester, 1991

NoteModifica

  1. ^ C. W. (Editor) Previte-Orton, The Shorter Cambridge Medieval History, Volume 1, Cambridge, Cambridge University Press, 1952, pp. 155.
  2. ^ Janet Nelson, Charles the Bald, London, Longman Press, 1992, pp. 43–50.
  3. ^ Janet L. (Translator) Nelson, The Annals of St-Bertin, Manchester, Manchester University Press, 1991, pp. 188–189.
  4. ^ Janet L. Nelson, Charles the Bald, London, Longman, 1992, pp. 265.
  5. ^ Medieval Lands Project, Merovingian Nobility, su fmg.ac.
  6. ^ J. B. (Editor) Bury, The Cambridge Medieval History, Volume III, Cambridge, Cambridge University Press, 1924, pp. 11.
  7. ^ Janet L. Nelson, Charles the Bald, London, Longman Press, 1992, pp. 265.