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L'équipe dell'atelier di design di Ruhlmann, 27 rue de Lisbonne a Parigi, 1931

Jacques-Émile Ruhlmann (Parigi, 28 agosto 1879Parigi, 1933) è stato un designer francese.

BiografiaModifica

 
Corner Cabinet, ca. 1923

Il designer, arredatore e mobiliere parigino di origine alsaziana acquistò larga notorietà in Europa intorno agli anni venti del Novecento, grazie alla pregevole produzione della ditta di interior design costituita nel 1919 a Parigi in società con Pierre Laurent, specializzata principalmente in opere di ebanisteria. L'atelier Ruhlmann e Laurent si servì di laboratori artigiani esterni fino al 1923, quando venne creato un proprio laboratorio, ampliato nel 1927.

Notevole pubblicità ricevette la ditta dalla partecipazione nel 1925 all'Esposizione Internazionale di Arti Decorative tenutasi a Parigi. All'interno della curiosa architettura Déco a gradoni del padiglione du Collectionneur, progettata dall'architetto Pierre Patout sotto la direzione di Ruhlmann, la finezza della partitura architettonica, dei parati e dei tappeti, degli arredi fissi e dei mobili, specie nel salotto ottagono, arieggiava il pacato linearismo, la giusta misura e la chiarità di certi ambienti domestici del secondo Settecento francese.

I mobili di Ruhlmann e Laurent erano particolarmente ricercati e lussuosi. Rinnovavano in elegante chiave moderna i fasti dell'ebanisteria parigina dei tempi di Luigi XV, di Luigi XVI e dell'Impero, riecheggiandone alcune caratteristiche formali, oltre all'analogo impiego di tecniche e materiali pregiati.

BibliografiaModifica

  • Michel Roux-Spitz. L'arte decorativa in Francia, parte I, Architettura e arti decorative, 1923, fasc. III, novembre, pp. 111–132.
  • Jean Badovici. "Harmonies": intérieurs de Ruhlmann présentés par Jean Badovici. S.l. [Paris], Albert Morancé, s.a. [1924].
  • Léon Moussinac (a cura di). Interieurs 1: Pierre Chareau, Francis Jourdain, J. Ruhlmann, Süe et Mare. Planches publiées sous la direction et avec une introduction de Leon Moussinac. Paris, Editions Levy Librairie Centrale des Beaux-Arts, s.a. [1924] ("Collection documentaire d'art moderne").
  • Giovanna Massobrio e Paolo Portoghesi. Album degli anni Venti. Roma-Bari, Editori Laterza, 1976 ("Grandi opere"), pp. 9, 11, 19, 23, 33; figg. 62, 73, 109, 112, 145-146, 148, 277, 469, 546, 665.
  • Giulia Veronesi. Stile 1925. Ascesa e caduta delle Arts Déco. Introduzione di Lara-Vinca Masini. Firenze, Vallecchi, 1978 (I ed., ivi 1966), pp. 47, 84-86, 120, 127-128, 136, 141, 159.
  • Florence Camard. Ruhlmann. Paris, Éditions du Regard, 1983 (nuova edizione: ivi, 1988). ISBN 2903370087. Edizioni in lingua inglese: Ruhlmann, master of Art Deco. London, Thames and Hudson / New York, Harry N. Abrams, 1984. ISBN 0810915596.
  • Catherine McDermott. Il secolo del Design. Modena, Logos, 2001 ("Design Museum"; ed. orig.: London, Carlton, 1997), pp. 75, 78. ISBN 8879401696.
  • Ruhlmann. Catalogo della mostra di Boulogne-Billancourt, 2001-2002, Paris, Société Française de Promotion Artistique, s.a. [2001] ("Connaissance des arts").
  • Maurizio Vitta. Il progetto della bellezza. Il design fra arte e tecnica, 1851-2001. Torino, Einaudi, 2001 ("Piccola Biblioteca Einaudi", 133), pp. 187–188; tav. 20. ISBN 88-06-15748-5.
  • Emmanuel Breon e Rosalind Pepall (a cura di). Ruhlmann: un génie de l'Art Déco. Catalogo della mostra, Boulogne-Billancourt (Musée des Années 30, 15 novembre 2001 - 17 marzo 2002), New York (Metropolitan Museum, 10 giugno - 5 settembre 2004), Montreal (Montreal Museum of Fine Arts, Jean-Noel Desmarais Pavilion, 30 settembre - 12 dicembre 2004). Paris, Somogy Éditions d'Art, 2004. ISBN 2850567221.
  • Emmanuel Breon. Jacques-Émile Ruhlmann: the designer's archives. Paris, Flammarion, 2004, 2 voll.: vol. 1, Furniture; vol. 2, Interior design. ISBN 2080304321.
  • Gabriella D'Amato. Storia del design. Milano, Bruno Mondadori, 2005, pp. 88–89. ISBN 88-424-9165-9.
  • Renato De Fusco. Storia del design. Roma-Bari, Editori Laterza, 2007 (VIII edizione; ed. orig.: ivi 1985), pp. 173–174, 176; figg. 193-195, 204-206. ISBN 978-88-420-6623-1.

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Controllo di autoritàVIAF (EN120725738 · ISNI (EN0000 0001 0860 3875 · LCCN (ENn82267677 · GND (DE12235544X · BNF (FRcb11964537s (data) · ULAN (EN500007477 · WorldCat Identities (ENn82-267677
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